La NASA ha annunciato il 9 luglio di aver completato i test strutturali della fusoliera della missione Dragonfly, svolti presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL), e di aver dato il via all’assemblaggio finale. Nei prossimi mesi verranno installati l’elettronica di bordo, gli strumenti scientifici e tutti i sistemi che permetteranno a questo drone di esplorare la superficie di Titano, la luna più grande luna di Saturno.
La struttura principale di Dragonfly, lunga circa quattro metri, comprende già i pattini d’atterraggio, il vano destinato al generatore a radioisotopi che fornirà energia alla missione e i supporti che ospiteranno gli otto rotori con cui Dragonfly volerà nell’atmosfera di Titano. Dall’1 luglio sono iniziate le attività di assemblaggio dei sistemi elettrici, dei cablaggi e dell’avionica, mentre nei prossimi mesi verranno integrati gli strumenti scientifici realizzati dai diversi partner della missione.
Dragonfly sarà il primo velivolo progettato per spostarsi in modo autonomo sulla superficie di un altro corpo del Sistema Solare. Grazie alla densa atmosfera di Titano, circa una volta e mezza più spessa di quella terrestre, e alla bassa gravità del satellite, il drone potrà decollare, atterrare e percorrere decine di km tra un sito e l’altro. Durante la missione analizzerà la composizione del suolo e dell’atmosfera, cercando molecole organiche complesse e studiando un ambiente che molti ricercatori considerano uno dei più promettenti del Sistema Solare per comprendere la chimica che potrebbe aver preceduto la comparsa della vita sulla Terra.
Il lancio della missione è previsto a luglio 2028 a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX, mentre l’arrivo nel sistema di Saturno è atteso nel 2034.
Completati i test strutturali della fusoliera
Prima di iniziare l’assemblaggio definitivo, la struttura di Dragonfly è stata sottoposta a una serie di prove per verificare che possa resistere alle condizioni che incontrerà durante la missione. I test, conclusi a giugno, hanno simulato le vibrazioni del lancio, l’ingresso nell’atmosfera di Titano e l’atterraggio sulla superficie del satellite.
Per le prove di vibrazione gli ingegneri hanno installato sulla fusoliera masse che riproducono il peso degli strumenti scientifici e dell’elettronica, ancora in fase di costruzione. La struttura è stata quindi sospesa tramite lunghi cavi elastici, ricreando una configurazione simile a quella che avrà durante il volo, così da misurare come le vibrazioni generate dai rotori si propagheranno all’interno del velivolo.

Poi Dragonfly è stata appoggiata sui pattini d’atterraggio, per verificare il comportamento della struttura una volta poggiata sul terreno.
Una prova meno comune ha riguardato invece la tenuta della fusoliera. A differenza della maggior parte delle sonde planetarie, infatti, progettate per operare nel vuoto dello spazio, Dragonfly dovrà funzionare all’interno dell’atmosfera di Titano, dove la pressione è circa una volta e mezza quella terrestre e la temperatura media raggiunge i -179 °C. Per questo motivo, gli ingegneri hanno pressurizzato il veicolo per individuare eventuali perdite e verificare che l’ambiente esterno non possa compromettere il corretto funzionamento dei sistemi interni. Secondo il team della missione, i risultati ottenuti sono stati superiori alle aspettative.
Installata anche l’antenna che comunicherà con la Terra
Tra i primi componenti già installati sulla fusoliera c’è anche l’antenna principale ad alto guadagno, il sistema che consentirà a Dragonfly di trasmettere verso la Terra i dati raccolti durante l’esplorazione di Titano.

L’antenna, con un diametro di circa 87 centimetri, è montata su un braccio motorizzato che le permette di assumere due configurazioni diverse. Quando il velivolo è fermo sulla superficie, il braccio la solleva e la orienta verso la Terra per inviare i dati scientifici e ricevere nuovi comandi. Prima di ogni decollo, invece, l’antenna viene ripiegata e bloccata in posizione per proteggerla dalle vibrazioni generate dagli otto rotori durante il volo.
Anche questo sistema è stato progettato per resistere alle condizioni estreme di Titano, caratterizzate da temperature estremamente basse, dalla presenza di polveri superficiali e dalla possibilità di precipitazioni di metano liquido.
Dragonfly entra ora nella fase finale dello sviluppo. Nei prossimi mesi la fusoliera verrà progressivamente completata con avionica, strumenti scientifici e sistemi di controllo, fino a trasformarsi nel laboratorio volante che, una volta arrivato su Titano, esplorerà una delle lune più affascinanti dell’intero Sistema Solare.










