L’8 giugno 2026 la Parker Solar Probe della NASA ha completato anche il suo 28° perielio in orbita attorno al Sole. Durante il passaggio, la sonda ha nuovamente raggiunto la distanza minima di circa 6.1 milioni di km dalla superficie solare, eguagliando il record stabilito durante i precedenti avvicinamenti.
Come avviene a ogni perielio, Parker ha operato in completa autonomia nelle fasi più prossime al Sole, quando le comunicazioni con la Terra risultano limitate. Il contatto è stato ristabilito il 12 giugno attraverso un segnale inviato al Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL), che ha confermato il corretto funzionamento della sonda.
Durante il passaggio vicino al Sole, le cui operazioni sono iniziate il 3 giugno e si sono concluse il 13 giugno, i quattro strumenti scientifici di bordo hanno raccolto dati dall’interno della corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera della nostra stella. Questi dati verranno trasmessi a Terra tra il 17 e il 30 giugno, e contribuiranno a studiare il vento solare e i fenomeni associati all’attività del Sole.
Un altro passaggio nella corona solare
Lanciata nel 2018, la Parker Solar Probe è stata progettata per osservare il Sole da una distanza mai raggiunta prima. Grazie a una serie di sorvoli di Venere, la sonda ha progressivamente ridotto la propria orbita fino a entrare nella corona solare, una regione che normalmente può essere studiata solo da lontano.
Ogni perielio permette di raccogliere misure dirette del vento solare e di fenomeni come le espulsioni di massa coronale e gli effetti dei brillamenti. Queste osservazioni sono fondamentali per comprendere l’origine dello space weather, cioè l’insieme dei fenomeni generati dall’attività del Sole che possono influenzare satelliti, astronauti, comunicazioni radio e infrastrutture sulla Terra.
Nel corso della sua missione, Parker ha osservato il Sole durante fasi molto diverse del suo ciclo di attività. Quando la sonda venne lanciata, nel 2018, il Sole si trovava vicino al minimo del proprio ciclo di 11 anni. Oggi invece le osservazioni proseguono dopo il massimo solare raggiunto nel 2024, offrendo agli scienziati una panoramica completa dell’evoluzione dell’atmosfera solare nel tempo.
Una sonda che continua a resistere al calore del Sole
Anche questo 28° passaggio ravvicinato ha confermato la robustezza della sonda e del suo sistema di protezione termica. Durante ogni avvicinamento, infatti, lo scudo termico frontale raggiunge temperature stimate attorno ai 930 °C, schermando gli strumenti e i sistemi di bordo dall’intenso calore proveniente dal Sole.

Gli ingegneri non misurano direttamente la temperatura dello scudo, ma monitorano quella delle strutture poste dietro la protezione termica. Secondo il team della missione, questi valori sono rimasti sostanzialmente invariati durante tutti gli ultimi passaggi ravvicinati, indicando che lo scudo continua a svolgere il proprio compito senza segni evidenti di degrado.
Con il 28° perielio, Parker continua quindi a raccogliere dati scientifici in una regione dello spazio mai esplorata così da vicino. Dopo gli ultimi sorvoli di Venere, la sonda ha raggiunto la sua orbita definitiva attorno al Sole, interamente contenuta all’interno dell’orbita del pianeta. Continuerà quindi a effettuare passaggi ravvicinati al Sole senza altri assist gravitazionali.
La NASA sta valutando i prossimi passi della missione oltre il 2026, ma il futuro a lungo termine della sonda è già in parte delineato. Con il passare degli anni il propellente necessario per mantenere l’assetto corretto e puntare le antenne verso la Terra si esaurirà progressivamente, rendendo impossibili le comunicazioni e le operazioni scientifiche. A quel punto gli strumenti verranno probabilmente esposti direttamente alla radiazione solare, e verranno distrutti. Lo scudo termico, invece, potrebbe continuare a orbitare attorno al Sole per milioni di anni, come ultima traccia della missione Parker Solar Probe…











