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Completata con lo strumento DESI la più grande mappa 3D dell’Universo, finora

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Aprile 16, 2026
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Una piccola parte della mappa 3D dell'Universo ottenuta con DESI, in cui è visibile la struttura su larga scala del cosmo, creata dalla gravità. Ogni punto rappresenta una galassia. Le aree più dense indicano regioni in cui galassie e ammassi di galassie si sono raggruppati insieme per formare i fili della ragnatela cosmica. Credits: DESI Collaboration and DESI Member Institutions/DOE/KPNO/NOIRLab/NSF/AURA/R. Proctor

Una piccola parte della mappa 3D dell'Universo ottenuta con DESI, in cui è visibile la struttura su larga scala del cosmo, creata dalla gravità. Ogni punto rappresenta una galassia. Le aree più dense indicano regioni in cui galassie e ammassi di galassie si sono raggruppati insieme per formare i fili della ragnatela cosmica. Credits: DESI Collaboration and DESI Member Institutions/DOE/KPNO/NOIRLab/NSF/AURA/R. Proctor

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Il Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI) ha raggiunto uno dei suoi obiettivi principali: completare la più estesa mappa tridimensionale ad alta risoluzione dell’Universo mai realizzata finora. In cinque anni di osservazioni, lo strumento ha catalogato oltre 47 milioni di galassie e quasar, superando di molto i 34 milioni inizialmente previsti. Il risultato è una ricostruzione dettagliata della distribuzione della materia su larga scala, che permette agli scienziati di studiare l’evoluzione del cosmo negli ultimi 11 miliardi di anni.

Installato sul telescopio Mayall da 4 metri presso il Kitt Peak National Observatory in Arizona, DESI utilizza 5000 fibre ottiche che si orientano automaticamente verso oggetti lontani nel cielo. Ogni circa 20 minuti, lo strumento acquisisce la luce proveniente da galassie e quasar, consentendo di misurarne la distanza e quindi costruire una mappa tridimensionale. Questo tipo di osservazione è molto importante per indagare la natura della cosiddetta energia oscura, la componente che secondo le nostre stime costituisce circa il 70% dell’Universo ed è responsabile della sua espansione accelerata.

I dati raccolti da DESI sono un salto significativo rispetto alle precedenti indagini cosmologiche: il numero di oggetti osservati è circa sei volte superiore a quello di tutti i survey precedenti combinati insieme.

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Una mappa per studiare l’energia oscura

L’obiettivo principale di DESI è comprendere come l’energia oscura abbia influenzato l’espansione dell’Universo nel tempo. Confrontando la distribuzione delle galassie in epoche diverse, i ricercatori possono ricostruire come la materia si sia aggregata e come questa evoluzione sia stata modificata dalla presenza dell’energia oscura.

I primi risultati ottenuti nei primi tre anni di osservazioni hanno già fornito diverse indicazioni inattese. Alcuni dati per esempio suggeriscono che l’energia oscura potrebbe non essere costante nel tempo, come previsto dal modello standard della cosmologia, ma potrebbe evolvere. Se questa possibilità fosse confermata, bisognerebbe rivedere in maniera significativa la nostra comprensione dell’Universo e del suo destino a lungo termine.

Con il completamento dei cinque anni di dati, gli scienziati dispongono ora di un campione molto più ampio e preciso per verificare questa ipotesi. I risultati completi sono attesi a partire dal 2027. Nel frattempo, il team internazionale di DESI, composto da oltre 900 ricercatori provenienti da più di 70 istituzioni, continuerà ad analizzare i dati già raccolti, con nuove pubblicazioni previste nei prossimi mesi.

La più grande mappa 3D dell'Universo mai realizzata, ottenuta con lo strumento DESI. La Terra è al centro di questa mappa e ogni punto rappresenta una galassia. Credits: DESI Collaboration and DESI Member Institutions/DOE/KPNO/NOIRLab/NSF/AURA/R. Proctor
La più grande mappa 3D dell’Universo mai realizzata, ottenuta con lo strumento DESI. La Terra è al centro di questa mappa e ogni punto rappresenta una galassia. Credits: DESI Collaboration and DESI Member Institutions/DOE/KPNO/NOIRLab/NSF/AURA/R. Proctor

Missioni come il telescopio spaziale Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e altri grandi survey cosmologici condividono obiettivi simili, ma utilizzano approcci diversi. Il confronto tra questi dataset indipendenti sarà quindi fondamentale per confermare o smentire eventuali anomalie e migliorare la precisione delle misure cosmologiche.

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Oltre la missione iniziale: DESI continuerà fino al 2028

Il successo della missione iniziale ha portato alla decisione di estendere le operazioni di DESI fino al 2028. In questa fase, lo strumento amplierà la mappa del cielo osservato da circa 14 mila a 17 mila gradi quadrati, includendo regioni più difficili da studiare, come quelle vicine al piano della Via Lattea o più basse sull’orizzonte.

Oltre ad aumentare l’area coperta, DESI raccoglierà dati su nuove tipologie di oggetti, come galassie più deboli e lontane, in particolare le cosiddette luminous red galaxies. Queste osservazioni permetteranno di ottenere una mappa ancora più dettagliata e densa della struttura cosmica.

Il progetto continuerà anche a studiare oggetti più vicini, come galassie nane e flussi stellari, per contribuire alla ricerca sulla materia oscura. Queste strutture infatti, spesso generate dall’interazione gravitazionale con la Via Lattea, possono offrire indizi importanti sulla distribuzione della materia invisibile nell’Universo.

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Tags: DESIenergia oscuramappa 3DMateria oscurauniverso

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