Dopo aver riportato esseri umani oltre l’orbita terrestre per la prima volta dopo più di cinquant’anni, dopo aver stabilito un nuovo record di distanza dalla Terra raggiunta dall’Umanità, dopo averci regalato delle foto meravigliose, la missione Artemis II si prepara ora al suo momento più delicato, rischioso e, per noi, tra i più emozionanti dopo il lancio: il rientro sulla Terra.
Seguiremo in live questo rientro a partire dalle 21:00 di venerdì 10 aprile sul nostro canale YouTube:
Se il lancio, il 2 aprile, è stato l’inizio del viaggio e il sorvolo della Luna, il 6 aprile, ne è stato il momento simbolico, è proprio il ritorno a casa a determinare il successo completo della missione Artemis II. In questa fase finale, tutto ciò che è stato testato durante il volo viene messo alla prova nelle condizioni più estreme, quando la capsula Orion deve affrontare temperature elevatissime e una sequenza di manovre perfettamente sincronizzate.
Non si tratta soltanto di riportare gli astronauti sulla Terra, ma di dimostrare che l’intero sistema progettato dalla NASA è affidabile anche per missioni future ancora più ambiziose, come quelle che porteranno nuovamente l’Umanità sulla superficie lunare (da Artemis IV in poi).
Quando e dove avverrà il rientro
Il rientro di Artemis II avverrà al termine di una missione della durata di circa dieci giorni, dopo che la capsula Orion “Integrity” ha completato il flyby della Luna e intrapreso la traiettoria di ritorno verso la Terra, con l’uscita dalla sfera di influenza lunare avvenuta nella sera italiana del 7 aprile e una prima manovra correttiva eseguita nella notte tra il 7 e l’8 aprile.
L’ammaraggio è previsto nella notte italiana tra il 10 e l’11 aprile nell’Oceano Pacifico. Nei momenti precedenti al rientro, squadre navali specializzate si posizionano nell’area prevista per l’arrivo, pronte a intervenire immediatamente dopo l’impatto con l’acqua di Integrity. Anche questo aspetto è parte integrante della missione, perché il recupero rapido e sicuro della capsula e degli astronauti è essenziale quanto il viaggio nello spazio.

Cosa accade durante il rientro
Il rientro di Orion è una delle fasi più tecnicamente complesse dell’intera missione, perché in pochi minuti la capsula passa da una velocità di decine di migliaia di km/h a una discesa controllata verso l’oceano. Prima di entrare nell’atmosfera terrestre, attorno alle 01:30 italiane del 10 aprile è prevista la separazione tra il modulo di equipaggio e il modulo di servizio europeo di Integrity, che ha fornito energia e supporto durante tutto il viaggio. A questo punto resta solo la capsula con gli astronauti, progettata per resistere alle condizioni estreme del rientro.
L’ingresso nell’atmosfera avviene a velocità elevatissime e genera un riscaldamento intenso dello scudo termico, che deve proteggere l’equipaggio da temperature che raggiungono diverse migliaia di gradi. Una delle particolarità di Orion è l’utilizzo di una tecnica chiamata rientro “a rimbalzo” (skip reentry), che permette alla capsula di entrare nell’atmosfera, risalire leggermente e poi rientrare una seconda volta, riducendo lo stress sugli astronauti e migliorando la precisione della traiettoria.
Durante la discesa, la velocità diminuisce progressivamente fino al momento in cui si aprono i paracadute, prima quelli più piccoli per stabilizzare la capsula e poi quelli principali, che rallentano Orion fino a una velocità compatibile con l’ammaraggio. È una sequenza che dura pochi minuti, ma che rappresenta uno dei test più importanti dell’intera missione.

Cosa succede dopo lo splashdown
Una volta che la capsula tocca l’acqua, cosa prevista poco dopo le 02:00 italiane, il lavoro non è affatto concluso, ma entra in una nuova fase altrettanto importante: quella del recupero. Subito dopo l’ammaraggio, Orion viene stabilizzata grazie a sistemi progettati per mantenerla nella posizione corretta sulla superficie del mare. Questo è un passaggio fondamentale, perché garantisce che gli astronauti possano rimanere in sicurezza all’interno della capsula mentre le squadre di recupero si avvicinano.
Nel giro di pochi minuti, le navi della NASA e della marina statunitense raggiungono il punto di ammaraggio e iniziano le operazioni di messa in sicurezza. Tecnici specializzati verificano che non ci siano rischi e stabiliscono un contatto diretto con l’equipaggio, assicurandosi che tutto sia sotto controllo. Solo dopo queste verifiche viene aperto il portello della capsula e gli astronauti vengono aiutati a uscire, in modo graduale e assistito, perché il corpo umano deve riadattarsi alla gravità terrestre dopo giorni trascorsi nello spazio.
Poi Orion viene recuperata e issata a bordo della nave, dove verrà sottoposta a ulteriori controlli. Questa fase è fondamentale non solo per la sicurezza immediata, ma anche per raccogliere dati preziosi utili alle missioni future.

Perché è importante seguire questo momento
Il rientro di Artemis II rappresenta molto più della conclusione di una missione, perché è il momento in cui si verifica concretamente la capacità dell’Umanità di viaggiare nello spazio profondo e tornare a casa in sicurezza. Dopo decenni in cui le missioni con equipaggio si sono svolte principalmente in orbita terrestre, questa fase segna un ritorno a condizioni molto più impegnative, simili a quelle affrontate durante il programma Apollo ma con tecnologie completamente nuove. Ogni aspetto del rientro, dallo scudo termico alla sequenza dei paracadute, fino alle operazioni di recupero, fornisce dati essenziali per le missioni successive, in particolare quelle che prevedono l’allunaggio.
Seguire questo evento significa assistere a una dimostrazione concreta delle capacità tecniche sviluppate negli ultimi anni, oltre che comprendere davvero quanto sia complesso riportare un equipaggio sulla Terra dopo un viaggio così lungo.

C’è poi anche un valore simbolico molto forte: il ritorno degli astronauti rappresenta la chiusura di un capitolo e allo stesso tempo l’apertura di uno nuovo. È il segno che l’esplorazione umana dello spazio profondo non è più un ricordo del passato, ma una realtà presente, destinata a evolversi nei prossimi anni verso obiettivi sempre più ambiziosi.
Dove seguirlo
La NASA, che in questi giorni sta seguendo tutte le operazioni di Artemis II in diretta sui suoi canali principali, inizierà una diretta ufficiale dedicata al rientro attorno alle 00:30 italiane dell’11 aprile. Su YouTube si può seguire qui.
Noi la seguiremo e commenteremo insieme su, e saremo live a partire dalle 21:00 per ripercorrere tutto ciò che è accaduto nel corso di questa missione, ciò che accadrà nei momenti più importanti del rientro, e ciò che aspetta il settore spaziale dopo la conclusione di Artemis II. Vi aspettiamo!
Per approfondire
Di seguito un po’ di link a materiale utile per approfondire questa missione, le sue caratteristiche e la sua importanza.
- Due video approfondimento sulla missione Artemis II: uno riguardante tutto il viaggio e la missione e uno riguardante astronauti, esperimenti scientifici e polemiche.
- Un video approfondimento sulle modifiche della NASA al programma Artemis, in particolare l’intenzione di costruire una base sulla Luna.
- Un approfondimento scritto su tutti i rischi medici che corrono gli astronauti di Artemis II.
- Tutte le news delle ultime settimane che coinvolgono il programma Artemis.










