Il primo volo con equipaggio del programma Artemis ha raggiunto uno dei suoi momenti più attesi: il flyby lunare, completato con successo nella notte italiana tra il 6 e il 7 aprile 2026.
La capsula Orion “Integrity”, con a bordo Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen ha sorvolato la Luna, sfruttando la sua gravità per modificare la traiettoria e avviare il viaggio di ritorno verso la Terra. Durante il sorvolo, tra le 20:45 italiane del 6 aprile e le 03:20 italiane del 7 aprile, l’equipaggio ha potuto osservare direttamente regioni del nostro satellite mai visibili dalla superficie terrestre, raccogliendo dati fondamentali sia a livello scientifico, sia tecnologico per le future missioni che prevederanno un allunaggio.
Orion ha anche raggiunto una distanza record dalla Terra per una missione con equipaggio, arrivando a 406 771 km, superando il primato stabilito nel 1970 durante Apollo 13 pari a 400 171 km. Questo nuovo record segna un passaggio sia simbolico che operativo nella nuova era dell’esplorazione umana nello spazio profondo.
Il flyby ha rappresentato anche un test cruciale per i sistemi di navigazione, comunicazione e supporto vitale, elementi fondamentali in vista delle missioni più complesse del programma Artemis, che puntano al ritorno stabile dell’Umanità sulla superficie lunare.
Abbiamo seguito le operazioni del flyby lunare di Artemis II in live sul nostro canale YouTube. Qui per rivederla.
Come si è svolto il flyby lunare
La capsula Orion è entrata nella sfera d’influenza della Luna il primo mattino del 6 aprile in Italia, iniziando la fase più delicata della missione. Alle 19:56 italiane Orion ha superato il record di distanza di Apollo 13, e alle 20:45 è iniziata la fase di fyby lunare.
Poco dopo, l’equipaggio di Artemis II ha proposto il nome per due nuovi crateri lunari osservati direttamente a occhio nudo. A nord-ovest del bacino Orientale, gli astronauti hanno suggerito di chiamare un cratere “Integrity”, in onore della missione in corso. Poco più a nord-est, al confine tra lato visibile e lato nascosto della Luna, hanno proposto il nome “Carroll”, dedicato alla moglie scomparsa di Reid Wiseman, Carroll Taylor Wiseman. Le proposte saranno sottoposte ufficialmente al vaglio della International Astronomical Union (IAU) al termine della missione.
Il punto di massimo avvicinamento alla superficie della Luna è stato raggiunto alle 01:00 italiane del 7 aprile a circa 6545 km dalla superficie della Luna. In quel momento, la capsula viaggiava a circa 97 950 km/h rispetto alla Terra, e a 5050 km/h rispetto alla Luna. Poco dopo, alle 01:02, è stato toccato il record di massima distanza dalla Terra, di circa 406 771 km.

Durante il sorvolo, l’equipaggio ha condotto una serie di osservazioni scientifiche, concentrandosi su alcune grandi strutture della superficie lunare. Tra queste, il bacino Orientale e il bacino Hertzsprung, due crateri molto diversi tra loro per età e caratteristiche. Il confronto tra queste regioni permetterà agli scienziati di capire meglio come cambia la superficie lunare nel tempo. Le osservazioni sono state guidate anche da strumenti e software dedicati, che hanno supportato il lavoro degli astronauti.
Come previsto, nel momento in cui Orion è passata dietro la Luna, le comunicazioni con la Terra si sono interrotte per circa 40 minuti, tra le 00:44 e le 01:24 italiane. Si trattava di una fase normale della missione, già prevista, durante la quale il segnale radio è stato bloccato dalla Luna. Una volta tornata visibile, la capsula ha ristabilito il contatto senza alcun problema. In questa fase, gli astronauti hanno anche osservato fenomeni come il tramonto della Terra dietro la Luna e la sua successiva riapparizione (“Earthrise”).
L’equipaggio di Artemis II ha anche visto un’eclissi di Sole: dal loro punto di vista nello spazio, il Sole è passato dietro la Luna, che ne ha oscurato completamente la luce.
I prossimi passi per Artemis II
Con il flyby completato, Artemis II è ora entrata nella fase di rientro. Orion continuerà il suo viaggio verso la Terra lungo una traiettoria di ritorno libero, che non richiede ulteriori grandi manovre propulsive. Nei prossimi giorni, l’equipaggio porterà avanti una serie di verifiche per la preparazione al rientro atmosferico, una delle fasi più critiche dell’intera missione.
Il rientro è previsto nella notte tra il 10 e l’11 aprile in Italia con ammaraggio nell’Oceano Pacifico, dove squadre di recupero attenderanno la capsula. I dati raccolti durante l’intera missione saranno fondamentali per preparare tutti i sistemi in vista di Artemis IV, che prevede il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare. In particolare, verranno analizzate le prestazioni dei sistemi di supporto vitale, la protezione termica durante il rientro e l’affidabilità delle comunicazioni nello spazio profondo.
Seguiremo il rientro di Artemis II in live sul nostro canale YouTube.
Per approfondire
Di seguito un po’ di link a materiale utile per approfondire questa missione, le sue caratteristiche e la sua importanza.
- Due video approfondimento sulla missione Artemis II: uno riguardante tutto il viaggio e la missione e uno riguardante astronauti, esperimenti scientifici e polemiche.
- Un video approfondimento sulle modifiche della NASA al programma Artemis, in particolare l’intenzione di costruire una base sulla Luna.
- Un approfondimento scritto su tutti i rischi medici che corrono gli astronauti di Artemis II.
- Tutte le news delle ultime settimane che coinvolgono il programma Artemis.











