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Amazon vuole aumentare produzione e ritmo di lancio dei propri satelliti Amazon LEO

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Marzo 25, 2026
in News, Space economy
Satelliti Amazon LEO lanciati da vari razzi.

Satelliti Amazon LEO lanciati da vari razzi.

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Amazon ha diffuso recentemente un nuovo aggiornamento sui suoi piani di crescita e lancio della costellazione Amazon LEO. Questa è una rete satellitare con l’obbiettivo di fornire internet via satellite, esattamente quello che fa ora Starlink di SpaceX. Attualmente sono stati lanciati in orbita 212 satelliti Amazon LEO, e l’ultimo lancio è avvenuto il 12 febbraio con Ariane 64.

Siccome il lancio di questi satelliti è iniziato ad aprile del 2025, sono quindi poco più di 200 i satelliti lanciati nell’ultimo anno, con un totale di 11 lanci. Amazon ha dichiarato che vuole più che raddoppiare questo numero, programmando per i prossimi 365 giorni oltre 20 lanci e aumentando il numero di satelliti a bordo di ogni vettore. Si tratta comunque di numeri ancora limitati, se paragonati a Starlink, ma come sottolineato da Amazon la loro è già la terza rete satellitare in orbita per numero di satelliti.

Attualmente il prossimo lancio di satelliti LEO è programmato per il 29 marzo, con un razzo Atlas V, mentre un altro lancio sempre con questo razzo è in fase di programmazione per il prossimo mese. Attualmente dovrebbero essere ancora quattro gli Atlas V disponibili ad ULA, che ne ha terminato la produzione nel 2024.

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Amazon ha comunque dichiarato che circa 200 satelliti sono già stati prodotti e sono in fase di preparazione al lancio, in Florida e in Guyana Francese in particolare. Nelle prossime settimane è infatti previsto un altro lancio di Ariane 64, la versione con quattro booster del razzo europeo, per la missione LE-02.

Gli aggiornamenti ai lanci e lanciatori

Per aumentare il ritmo di lancio e dispiegamento dei propri satelliti, Amazon ha aumentato la produzione, dichiarando ora di riuscire a produrre fino a 30 satelliti alla settimana. Questo numero però si adatta anche alla frequenza di lancio, che non è ancora elevata. Per aumentarla ha investito nelle infrastrutture di integrazione, per accellerare la preparazione al lancio, ma ha anche collaborato con le aziende di lanciatori per aumentarne le prestazioni.

In particolare, un recente aggiornamento al motore RL10 del secondo stadio di Atlas V aumenterà il numero di satelliti Amazon LEO da 27 a 29, che saranno quelli a bordo del prossimo lancio. Questo in particolare, sarà il carico più pesante mai lanciato da un razzo Atlas V. In futuro aumenterà anche il numero di satelliti lanciati da Ariane 64, quando entreranno in servizio i booster laterali a propellente solido P160C in sostituzione dei P120C usati ora e prodotti da Avio.

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In futuro dovrebbe anche aumentare il numero di satelliti lanciati dal New Glenn, che ad ora è fissato a 48. Dai render mostrati da Amazon sembra però che il razzo di Blue Origin sia ancora in parte vuoto, dato che il suo fairing è più grande di quello del Vulcan di ULA, che invece ne trasporterà 40. Blue Origin ha già annunciato una versione aggiornata del New Glenn, chiamata New Glenn 9×4, che dovrebbe portare il 25% di carico in più verso l’orbita terrestre bassa. Questa versione dovrebbe debuttare nel 2027.

Nuovi investimenti

In aggiunta a questi upgrade dei lanciatori, Amazon ha annunciato di aver investito 200 milioni di dollari per aggiornare le infrastrutture di lancio di Cape Canaveral di ULA. Questi aggiornamenti comprendono una nuova torre di integrazione del fairing, una nuova rotaia per il trasporto del razzo alla rampa e altre infrastrutture minori. Questi investimenti, secondo Amazon, dovrebbero raddoppiare la capacità di lancio annuale di ULA.

Inoltre, Amazon ha confermato di aver applicato l’estensione del contratto con Blue Origin, portando il totale dei lanci già acquisiti a 25. A fine 2025 hanno anche comprato altri 10 lanci a bordo di Falcon 9 di SpaceX. Con questi aggiornamenti sono saliti a più di 100 i lanci acquisiti da Amazon per la costellazione LEO. Di questi 100 ne sono stati eseguiti finora 8.

Amazon avrebbe dovuto dispiegare almeno la metà della propria costellazione entro luglio del 2026, per mantenere la gestione sulle frequenze di comunicazione. Questo non è avvenuto, dato che l’attuale costellazione conta 3200 satelliti e la metà è oltre 1600. Recentemente è quindi stata chiesta una proroga alla FCC, che per ora non l’ha ancora confermata. Non dovrebbero però esserci troppi problemi, dato che Amazon ha già ricevuto l’approvazione per il futuro dispiegamento di una seconda generazione di satelliti.

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Tags: Amazonamazon leoArianespaceBlue OriginIgnitionKuiperULA

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