Per la prima volta, Elon Musk ha presentato un progetto che vede la collaborazione ufficiale delle sue tre principali aziende: SpaceX, Tesla e xAI. Questo progetto prende il nome di Terafab e ha come obiettivo la produzione di chip per l’intelligenza artificiale, la maggior parte dei quali sarà dedicata all’utilizzo nello spazio.
Secondo le parole di Elon Musk, la realizzazione interna e su larga scala dei chip rappresenta l’ultimo tassello necessario per costruire un’intera filiera in grado di supportare lo sviluppo di data center nello spazio. Il nome del progetto deriva direttamente dal suo obiettivo: produrre un terawatt in potenza di calcolo ogni anno. Secondo quanto detto da Musk, l’intera produzione mondiale di chip per l’IA è di circa 20 gigawatt all’anno, ovvero solo il 2% dell’obiettivo del progetto Terafab.

Terafab sarà quindi una fabbrica di nuova generazione per la realizzazione di chip, con sede ad Austin, in Texas. L’annuncio del progetto è stato fatto il 22 marzo proprio nella città texana, tramite una conferenza annunciata a sorpresa.
Negli ultimi mesi, sempre più aziende hanno deciso di investire le proprie risorse nella realizzazione di data center in orbita. Ciò è dovuto alla crescente richiesta di potenza di calcolo, legata all’uso sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale. Tra le aziende coinvolte in questo tipo di progetto c’è anche SpaceX che, il 30 gennaio, ha presentato alla FCC una richiesta di autorizzazione per una costellazione da un milione di satelliti, ma anche Blue Origin che il 20 marzo ha presentato una richiesta, sempre alla FCC, per una costellazione da 50 mila satelliti per un progetto chiamato Sunrise.
Il progetto Terafab
A differenza di altre aziende, Terafab si occuperà di tutta la filiera produttiva dei chip, dalle maschere necessarie per la loro realizzazione fino alle fasi di test e poi ovviamente di utilizzo. Con questo approccio sarà possibile attivare un ciclo di miglioramento ricorsivo, che ne accelererà lo sviluppo.

I chip prodotti saranno di tre tipologie: una versione ottimizzata per gli Optimus, con una scala di produzione dei robot umanoidi prevista tra 1 e 10 miliardi di unità all’anno, una versione per i robotaxi di Tesla e una per lo spazio. In Terafab puntano a sviluppare chip per lo spazio capaci di resistere a temperature elevate, permettendo così di utilizzare radiatori più piccoli per la dissipazione del calore nei satelliti. I chip per lo spazio, inoltre, dovranno essere molto più resistenti alle radiazioni.
Una volta avviata la costruzione di data center in orbita, Musk ritiene che nel giro di 2 o 3 anni il lancio di satelliti per questi scopi diventerà più conveniente rispetto alla realizzazione di infrastrutture dedicate sulla Terra.

Questo sarà dovuto allo sfruttamento dell’energia solare, molto più efficiente. Durante la conferenza, Musk ha mostrato anche un render di un satellite ottimizzato per l’IA nello spazio, con un design basato su Starlink. L’enorme quantità di energia richiesta porterà questi satelliti ad avere pannelli solari che, una volta dispiegati, potrebbero raggiungere i 150 metri di lunghezza. Questo dovrebbe portare ogni satellite a produrre circa 100 kilowatt di energia.
Per lanciare questa nuova tipologia di satelliti sarà necessario un ampio utilizzo di Starship, sia nella versione V3, ancora in attesa del debutto, sia nelle evoluzioni successive.
Musk è tornato a parlare anche di un piano per il lancio di satelliti direttamente dalla superficie della Luna. Questo avverrà tramite un acceleratore elettromagnetico, che sfrutterà sia l’assenza di atmosfera sia la ridotta gravità lunare (pari a un sesto di quella terrestre) per lanciare satelliti nello spazio. Nel video seguente, SpaceX ha mostrato una nuova animazione di come funzionerà questo meccanismo di lancio.
Electromagnetic mass drivers on the Moon pic.twitter.com/NNDY6L2jSx
— SpaceX (@SpaceX) March 22, 2026

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