L’asteroide 2024 YR4 è stato uno degli oggetti celesti più discussi nel monitoraggio dei corpi potenzialmente pericolosi negli ultimi anni. Scoperto il 27 dicembre 2024 dal sistema di sorveglianza ATLAS, questo asteroide near-Earth (NEO) ha dimensioni stimate di circa 60 metri e, nei primi mesi del 2025, aveva attirato grande attenzione per una possibile collisione con la Terra prevista per il 22 dicembre 2032.
Le prime stime orbitali indicavano infatti una probabilità di impatto che aveva superato il 3%. Un valore insolitamente elevato per un asteroide appena scoperto, soprattutto considerando che un oggetto di queste dimensioni potrebbe provocare danni su scala regionale. Eventi di questo tipo sono già accaduti in passato: l’esempio più noto è l’evento di Tunguska del 1908 in Siberia, causato dall’esplosione in atmosfera di un corpo di dimensioni simili.
Con il passare dei mesi, tuttavia, nuove osservazioni hanno progressivamente migliorato la conoscenza della sua traiettoria. I dati raccolti da diversi telescopi, tra cui il Very Large Telescope e il telescopio spaziale James Webb, hanno permesso di affinare i calcoli dell’orbita e di escludere completamente il rischio di impatto con la Terra.
Una volta eliminata questa possibilità, l’attenzione degli astronomi si è spostata su un altro scenario: una possibile collisione con la Luna, con una probabilità che aveva raggiunto circa il 4%. Anche questa ipotesi, però, è stata ora definitivamente esclusa grazie a nuove osservazioni effettuate nel febbraio 2026 con il James Webb.
Le nuove osservazioni del James Webb
Nel 2025 l’asteroide 2024 YR4 si era progressivamente allontanato dalla Terra diventando sempre più difficile da osservare. A causa della sua debole luminosità, molti astronomi ritenevano che sarebbe stato possibile studiarlo nuovamente solo diversi anni più tardi, intorno al 2028.
Un gruppo internazionale di ricercatori ha però individuato una breve finestra osservativa nel febbraio 2026 in cui il James Webb avrebbe potuto tentare di rilevare nuovamente l’asteroide. L’operazione non era semplice: il Webb ha un campo visivo molto ridotto ed è progettato principalmente per studiare galassie e oggetti estremamente lontani, non piccoli asteroidi nel Sistema Solare.
Nonostante queste difficoltà, il telescopio è riuscito a individuare l’oggetto il 18 e il 26 febbraio 2026 grazie alla sua camera nel vicino infrarosso (NIRCam). In quelle osservazioni l’asteroide era estremamente debole, con una magnitudine apparente di circa +30.5, una delle rilevazioni più difficili mai effettuate per un oggetto di questo tipo.
Confrontando la posizione dell’asteroide con quella delle stelle di fondo, misurate con grande precisione grazie alla missione Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), gli astronomi sono riusciti a determinare la sua orbita con molta più accuratezza. Le nuove misure hanno esteso l’arco orbitale osservato fino a 428 giorni, riducendo notevolmente le incertezze sulla sua traiettoria futura.
Nessun impatto nel 2032
Grazie a queste nuove osservazioni è stato possibile aggiornare i modelli orbitali dell’asteroide e determinare con maggiore precisione la sua posizione futura. I nuovi calcoli indicano che il 22 dicembre 2032 2024 YR4 passerà a circa 21 200 km dalla superficie della Luna, con un’incertezza di circa 700 km. Una distanza sufficiente per escludere qualsiasi possibilità di collisione.
In precedenza, l’ipotesi di un impatto lunare aveva attirato grande interesse scientifico. Se fosse avvenuta, la collisione avrebbe potuto creare un cratere largo circa 1 km sulla superficie del nostro satellite. L’impatto, che sarebbe avvenuto a una velocità di circa 14 km/s, avrebbe anche espulso una nube di detriti nello spazio.
Una parte di questi frammenti avrebbe potuto lasciare la Luna e dirigersi verso la Terra. Tuttavia, secondo i modelli, i piccoli detriti si sarebbero disintegrati durante l’ingresso nell’atmosfera terrestre, producendo eventualmente meteore senza causare danni al suolo. L’unico problema potevano essere i satelliti, ma ora non è più una preoccupazione.
La vicenda di 2024 YR4 rappresenta però un esempio di come funziona il monitoraggio degli asteroidi potenzialmente pericolosi. Quando un nuovo oggetto viene scoperto, la sua orbita è inizialmente incerta e può includere scenari di impatto con probabilità molto basse. Con l’aggiunta di nuove osservazioni, però, le traiettorie diventano sempre più precise e il rischio di collisione tende quasi sempre a ridursi fino a scomparire.
Nel caso di 2024 YR4 il risultato è rassicurante: nel dicembre 2032 non assisteremo a nessun impatto con la Terra o con la Luna. Rimarrà però un passaggio relativamente ravvicinato nel sistema Terra-Luna, che offrirà agli astronomi un’ulteriore occasione per studiare uno dei tanti piccoli oggetti che attraversano il nostro vicinato cosmico.











