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Rientrata la capsula Dragon per la missione CRS-33, che ha testato il deorbit della ISS

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Febbraio 27, 2026
in ISS, NASA, News, SpaceX
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La capsula Dragon in versione cargo utilizzata per la missione di rifornimento CRS-33 ha fatto ritorno sulla Terra, dopo circa 187 giorni nello spazio. Si tratta di una Dragon particolare, perché all’interno della sezione non pressurizzata erano presenti, per la prima volta, due motori Draco, utilizzati per testare le manovre che in futuro serviranno a deorbitare la ISS.

Per questo motivo, CRS-33 è stata la missione di rifornimento più lunga di sempre. La Dragon era infatti partita il 24 agosto 2025 ed è ammarata oggi, 27 febbraio 2026, quando in Italia erano le 8:44. Il viaggio di rientro della Dragon è durato circa 15 ore e si è concluso al largo delle coste della California.

Verso la fine della ISS

A giugno 2024 la NASA ha affidato a SpaceX lo sviluppo dello U.S. Deorbit Vehicle, ovvero un mezzo in grado di deorbitare la Stazione Spaziale Internazionale. SpaceX ha così ottenuto un finanziamento di 863 milioni di dollari per lo sviluppo di questa capsula.

Lo U.S. Deorbit Vehicle sarà dotato di 46 motori Draco, collocati all’interno della sezione non pressurizzata della Dragon, il trunk. Con la missione CRS-33, SpaceX ha iniziato a collaudare questo sistema, installando 2 motori Draco all’interno del trunk, con un apposito sistema di alimentazione. Con il rientro della Dragon, SpaceX non ha però potuto recuperare questi elementi, perché il trunk si distrugge durante il rientro sulla Terra.

@spacex CRS 33 reboosting @Space_Station – my view from the window of crew Dragon Endeavour pic.twitter.com/93XYbjL3Ek

— Zena Cardman (@zenanaut) February 20, 2026

Durante la sua permanenza sulla ISS, la Dragon ha effettuato 7 test di accensione dei motori Draco, avvenuti tra settembre e gennaio. Durante la prova del 24 settembre 2025 si è però verificata un’anomalia, con l’interruzione del test dopo solo 3 minuti e 45 secondi dall’accensione. In quell’occasione, il sistema non aveva gestito in maniera adeguata il cambio di serbatoi del propellente.

I test successivi si sono conclusi tutti con esito positivo. Il 23 gennaio, la Dragon ha eseguito la sua accensione più lunga dei motori Draco, durata ben 26 minuti e 11 secondi. Tramite queste prove, SpaceX è riuscita a dimostrare di essere in grado di modificare l’orbita della ISS, fornendo alla stazione un totale di 9.034 m/s di velocità.

Molto probabilmente anche le prossime Dragon in versione cargo monteranno motori Draco per effettuare test di questo genere. SpaceX, nel corso delle future missioni, potrebbe aumentare gradualmente il numero di Draco installati all’interno del trunk della capsula. Solitamente, però, le missioni di rifornimento durano circa un mese, mentre quest’ultima ha quasi quintuplicato questa durata. NASA e SpaceX dovranno quindi organizzare la gestione di questo tipo di missioni, perché sulla ISS sono presenti solamente due portelloni ai quali possono attraccare le Dragon.

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Tags: deorbitDragonISSNasaSpaceX

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