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La missione ESCAPADE ha acceso i suoi strumenti. Nei prossimi mesi studierà il meteo spaziale

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Febbraio 27, 2026
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Render artistico delle due sonde della missione ESCAPADE della NASA. Credits: NASA

Render artistico delle due sonde della missione ESCAPADE della NASA. Credits: NASA

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La missione ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers) della NASA ha completato l’accensione e la verifica della sua strumentazione scientifica. Le due sonde gemelle, lanciate il 13 novembre 2025, non sono ancora arrivate su Marte: in questa fase iniziale opereranno vicino alla Terra lungo un percorso interplanetario, raccogliendo misure del vento solare e del campo magnetico nello spazio tra i pianeti.

L’obbiettivo finale della missione è chiarire in che modo il vento solare abbia contribuito, nel corso di miliardi di anni, alla perdita di gran parte dell’atmosfera marziana. Marte, che in passato ha mostrato condizioni compatibili con acqua liquida in superficie e un’atmosfera più spessa, oggi è un pianeta freddo e arido: la continua interazione con particelle energetiche provenienti dal Sole è considerata uno dei fattori chiave di questa trasformazione.

La NASA ha comunicato che tutti gli strumenti risultano operativi dal 25 febbraio 2026 e iniziano già ora la fase scientifica mentre ancora non sono in viaggio verso Marte. Questa fase sarà utile a descrivere l’ambiente che un giorno dovranno attraversare eventuali missioni umane dirette verso il Pianeta Rosso. Una volta in orbita marziana, ESCAPADE osserverà come la magnetosfera indotta di Marte cambia nel tempo e quali processi favoriscono la fuga di particelle atmosferiche nello spazio.

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Una missione di preparazione al futuro

ESCAPADE è la prima missione scientifica progettata per coordinare due sonde attorno a un pianeta diverso dalla Terra, così da avere misure simultanee in punti distinti. Questo approccio serve a distinguere meglio tra “causa” ed “effetto”: da un lato le variazioni del vento solare, dall’altro la risposta dell’ambiente magnetizzato attorno a Marte.

I due satelliti Blue e Gold della missione ESCAPADE della NASA presso la fabbrica di Rocket Lab prima della spedizione in Florida per il lancio. Credits: Rocket Lab
I due satelliti Blue e Gold della missione ESCAPADE della NASA presso la fabbrica di Rocket Lab prima della spedizione in Florida per il lancio. Credits: Rocket Lab

Una volta raggiunto Marte, le due sonde voleranno inizialmente sulla stessa orbita, passando sopra le stesse regioni a distanza di pochi minuti. In questo modo potranno osservare cambiamenti rapidi, su scale temporali molto brevi, che con un solo veicolo sono difficili da ricostruire. Poi, dopo circa sei mesi, la missione prevede una seconda configurazione: una sonda si sposterà su un’orbita più distante e l’altra resterà più vicina al pianeta, per misurare contemporaneamente il vento solare e la magnetosfera marziana.

Marte non possiede oggi un campo magnetico globale come quello terrestre, ma una combinazione di magnetismo localizzato sulla crosta e campi indotti dall’interazione tra vento solare e alta atmosfera. Questa protezione è limitata e lascia passare più facilmente particelle energetiche verso l’ambiente vicino al pianeta. ESCAPADE avrà il compito di comprendere meglio tutto ciò, raccogliendo dati molto utili per le missioni future, soprattutto con equipaggio umano.

Il particolare viaggio di ESCAPADE

Il profilo di volo di ESCAPADE è diverso da quello di molte missioni marziane, perché non è stata lanciata all’interno di una finestra favorevole al lancio per Marte (a ottobre 2024, come previsto) ma in ritardo, a causa dei ritardi nella disponibilità del lanciatore, il New Glenn.

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La traiettoria di ESCAPADE. Credits: Advanced Space
La traiettoria di ESCAPADE. Credits: Advanced Space

Dopo il lancio a novembre 2025, le due sonde hanno raggiunto una traiettoria che le porta a “sostare” nei pressi del punto di Lagrange L2 del sistema Terra-Sole, a 1.5 milioni di km dalla Terra. A novembre 2026 torneranno verso il nostro pianeta, eseguiranno un flyby per sfruttarne la gravità e indirizzarsi infine verso Marte, con arrivo previsto per settembre 2027.

Questa lunga fase vicino alla Terra porterà le sonde ad attraversare una regione molto distante della coda magnetica terrestre (magnetotail), sul lato opposto al Sole, un’area finora poco esplorata con misure dirette a quelle distanze. Durante questi mesi di attesa, ESCAPADE continuerà a osservare vento solare e campo magnetico interplanetario lungo la sua traiettoria. Questi dati serviranno a descrivere meglio lo space weather, il “meteo spaziale” che può influenzare veicoli e astronauti nello spazio profondo.

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Tags: ESCAPADEMarteMeteo spazialeNasaPianeta rossoVento solare

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