Aggiornamento del 21 febbraio!
SLS ritorna al VAB. Artemis II è stata rimandata ad aprile per un problema sul secondo stadio. Ulteriori informazioni in questo articolo dedicato.
Il 20 febbraio 2026 alle 17:00 italiane la NASA ha tenuto una conferenza stampa per discutere i risultati del secondo Wet Dress Rehearsal (WDR) dello Space Launch System in vista di Artemis II. E la notizia che tutti aspettavano è arrivata: la missione partirà il 6 marzo alle 20:29 locali dalla Florida, le 2:29 del 7 marzo in Italia.
Noi, come sempre, seguiremo ogni istante di questa missione storica insieme a voi, pronti a raccontarvi il ritorno dell’esplorazione umana nello spazio profondo. Intanto, appuntamento al 6 marzo alle ore 21:00 per una live speciale in occasione della partenza di questa missione storica.
Dopo le analisi preliminari dei dati raccolti durante il test concluso nella notte italiana, i responsabili del programma hanno confermato che il razzo e le infrastrutture di terra sono pronti per il volo. Il secondo WDR, hanno spiegato, ha fornito un quadro completo e rassicurante dello stato del sistema integrato.
Nel frattempo, i quattro astronauti di Artemis II, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch della NASA e Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA), sono entrati in quarantena, iniziando le due settimane di isolamento previste prima del volo, una misura standard per proteggere la salute dell’equipaggio.
Com’è andato il secondo WDR?
Nel corso della conferenza, la NASA ha ripercorso le tappe principali del test iniziato il 17 febbraio e durato 49 ore e 40 minuti. Il countdown ha simulato un’intera giornata di lancio, coinvolgendo il team al Kennedy Space Center, il Mission Control Center di Houston e diversi centri dell’Agenzia.
Sono state attivate progressivamente tutte le componenti principali del veicolo: il core centrale, lo stadio superiore (Interim Cryogenic Propulsion Stage, ICPS) e la capsula Orion. Dopo il GO al rifornimento, è iniziata la fase di caricamento dei propellenti criogenici, con il raffreddamento delle tubazioni e il rifornimento prima lento (slow fill) e poi rapido (fast fill) sia per l’ossigeno liquido (LOX) sia per l’idrogeno liquido (LH2), sia nel core centrale che nell’ICPS.

Durante il primo WDR, concluso il 3 febbraio, le perdite eccessive di idrogeno dal core centrale avevano costretto a interrompere più volte le operazioni di rifornimento, e a fermare infine il countdown a poco più di cinque minuti dal T-0. Questa volta, invece, il caricamento del core stage e dello stadio superiore è avvenuto senza perdite oltre i limiti di sicurezza. Un risultato che, hanno sottolineato dalla NASA, dimostra l’efficacia degli interventi effettuati nelle ultime settimane, comprese la sostituzione di due guarnizioni e le verifiche sulle attrezzature di terra.
Il test è proseguito fino a T-33 secondi, come previsto dal profilo della prova. Successivamente il countdown è stato riportato a T-10 minuti per ripetere la sequenza finale. L’ultima interruzione è avvenuta a T-29 secondi, segnando la conclusione ufficiale del WDR.
Piccoli problemi, nessun ostacolo al lancio
Durante la conferenza stampa è stato confermato che, nel corso della prova, si sono verificati alcuni piccoli problemi: valori anomali di tensione nel sistema di avionica dei booster a propellente solido e alcune irregolarità nelle comunicazioni. Tutte anomalie rientrate rapidamente o comunque comprese e giudicate non critiche per il volo.
I tecnici hanno sottolineato che un test di questo tipo serve proprio a far emergere eventuali criticità in un contesto controllato. Il fatto che il sistema abbia retto l’intera sequenza di rifornimento e countdown senza interruzioni maggiori è stato definito un passo fondamentale verso il lancio.
Con il completamento del secondo WDR, la NASA dispone adesso di un set completo di dati sul comportamento del razzo e delle infrastrutture di terra in condizioni operative realistiche. La revisione tecnica post-test ha dato il via libera alla prima finestra utile di marzo.
Alla fine della prossima settimana, però, è prevista la Flight Readiness Review (FRR). Questa revisione sarà fondamentale per confermare ancora una volta al 100% la data del 6 marzo; se qualsiasi cosa non dovesse andare bene, la data potrebbe essere cambiata.

Si torna verso la Luna!
La data ufficiale è quindi fissata: il 6 marzo alle 20:29 in Florida, il 7 marzo alle 2:29 in Italia, si parte. Se tutto andrà come previsto, tra poco più di due settimane l’umanità tornerà a viaggiare verso la Luna per la prima volta dai tempi del programma Apollo, ormai più di cinquant’anni fa.
Artemis II non prevede un allunaggio, ma porterà un equipaggio umano vicino e oltre al nostro satellite, testando in condizioni reali tutte le fasi della missione prima del ritorno degli astronauti sulla superficie lunare con Artemis III.










