Il 20 febbraio 2026 al Kennedy Space Center, in Florida, si è concluso il secondo Wet Dress Rehearsal (WDR) dello Space Launch System (SLS), il test generale di rifornimento di SLS e countdown pre-lancio in vista della partenza della missione Artemis II. E questa volta che sia andato molto bene.
Il countdown era iniziato il 17 febbraio alle 18:50 locali (le 00:50 italiane del 18 febbraio in Italia), dando il via a una sequenza di operazioni della durata di 49 ore e 40 minuti che ha coinvolto le squadre operative in Florida, il Mission Control Center del Johnson Space Center e altri centri NASA.
Il test ha simulato l’intero profilo di un giorno di lancio, compresi il caricamento dei propellenti criogenici, il conto alla rovescia fino agli ultimi secondi prima della partenza e successivamente lo svuotamento dei serbatoi per esercitare le procedure di scrub.
La decisione di eseguire un secondo WDR è stata presa dalla NASA dopo i problemi riscontrati nel corso del primo WDR, conclusosi il 3 febbraio. A differenza del primo tentativo, durante questo secondo test non si sono verificate le perdite di idrogeno dal core centrale di SLS, e il caricamento dei propellenti è proseguito senza interruzioni.
La NASA ha già annunciato una conferenza stampa per il 20 febbraio, alle ore 17:00 italiane. Nei prossimi giorni analizzerà i dati raccolti da questo test, ma probabilmente già il 20 febbraio verrà confermato un tentativo di lancio nella prima finestra utile, quella che si apre il 7 marzo (data italiana).
Perché un secondo WDR?
Durante il primo test WDR, eseguito tra l’1 e il 3 febbraio, una perdita di idrogeno alla base di SLS aveva costretto la NASA a fermare il countdown a poco più di cinque minuti dal T-0.
Il problema si era verificato durante il caricamento dell’idrogeno liquido nel primo stadio dello Space Launch System, nella zona di collegamento tra il razzo e le infrastrutture di terra. Anche se la perdita era rimasta entro limiti considerati sicuri, i valori registrati erano superiori a quelli attesi per una prova nominale. Per questo motivo, l’Agenzia ha deciso di non procedere verso il lancio di febbraio e di prendersi il tempo necessario per analizzare la situazione, rinviando la partenza di Artemis II a marzo e confermando che avrebbe effettuato un secondo WDR.
Nei giorni successivi sono state sostituite due guarnizioni nelle linee di caricamento del core stage, sospettate di aver contribuito alle anomalie. Sono stati anche introdotti 60 minuti aggiuntivi nel countdown, suddivisi in due pause da 30 minuti, per consentire analisi più approfondite durante il rifornimento.
Il 12 febbraio è stato poi effettuato un test di rifornimento parziale per verificare il comportamento delle guarnizioni sostituite. Test che non è andato molto bene, perché è emerso un ulteriore problema, questa volta legato alle attrezzature di terra: un componente del sistema di supporto stava riducendo il flusso di idrogeno verso il serbatoio centrale. La NASA ha comunque affermato di aver raccolto dati utili.
Il secondo WDR è servito quindi a verificare che l’intero sistema, sia lato razzo sia lato infrastrutture di terra, funzionasse correttamente prima di fissare una nuova data di lancio per Artemis II.
La sequenza delle operazioni
Dopo l’avvio del countdown 49 ore e 40 minuti prima dell’apertura della finestra simulata, apertura fissata per il 20 febbraio alle 02:30 italiane, le squadre hanno progressivamente attivato lo stadio centrale di SLS, l’Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) e la capsula Orion.
Nelle ore successive sono state caricate le batterie di bordo di Orion e del core stage, mentre venivano completate le preparazioni delle linee di trasferimento per ossigeno liquido (LOX) e idrogeno liquido (LH2). Dopo il GO per il rifornimento, dato dal direttore di volo Charlie Blackwell-Thompson alle 15:45 circa italiane del 19 febbraio, è iniziata la fase di raffreddamento delle tubazioni, seguita dal riempimento lento (slow fill) e poi rapido (fast fill) dei serbatoi del primo stadio e dell’ICPS.

Durante il test sono stati caricati i propellenti criogenici nel core stage, caricamento completato attorno alle 19:30 italiane, e poi nello stadio superiore di SLS, l’ICPS. A differenza di quanto accaduto durante il primo WDR, in questa occasione non ci sono state perdite di idrogeno tali da superare i limiti di sicurezza, quindi la NASA non ha interrotto il caricamento come avvenuto invece a inizio febbraio nel corso del primo test.
Nel frattempo, una squadra di tecnici ha raggiunto la rampa per simulare le operazioni di chiusura del portellone della capsula e del sistema di aborto al lancio, replicando le attività che avverranno il giorno della partenza. Non erano invece presenti gli astronauti.
Il WDR è proseguito senza difficoltà, con le pause previste, fino a T-33 secondi, quando il test è stato interrotto come previsto. Questa operazione è avvenuta alle 3:00 italiane. In seguito, SLS è stato riportato indietro nel countdown, fino a T-10 minuti. Questa operazione serviva per testare per due volte gli ultimi 10 minuti, e tutte le operazioni annesse.
Questa volta c’è stato un piccolo problema in alcuni valori di tensione nel sistema di avionica dei booster a propellente solido. Risolto il problema, il countdown è ripreso, per poi fermarsi nuovamente, come previsto, a T-29 secondi. Con questa ultima operazione, alle 4:16 italiane, la NASA ha annunciato ufficialmente concluso il secondo test WDR sul razzo SLS.
A quando Artemis II?
Con il completamento del secondo WDR, la NASA ha ora un set completo di dati per valutare lo stato del veicolo e delle infrastrutture di terra. Il 20 febbraio verrà fatta una conferenza stampa, alle ore 17:00 italiane. Inoltre, hanno confermato che gli astronauti di Artemis II entreranno in quarantena già oggi, 20 febbraio, per iniziare subito i 14 giorni previsti prima della partenza. Iniziando subito la quarantena saranno pronti per il lancio già alla prima finestra disponibile, ad inizio marzo.
Seguiremo ovviamente il lancio di Artemis II in diretta live sul nostro canale Youtube, con diversi ospiti e tante, tantissime cose da raccontare e commentare insieme:
La NASA ha infatti già indicato il 6 marzo (il 7 marzo mattina in Italia) come prima opportunità utile per il lancio, ma la decisione finale sarà presa solo dopo la revisione tecnica post-test. Se confermata la finestra di inizio marzo, Artemis II potrebbe partire entro le prime settimane del mese, riportando un equipaggio umano attorno alla Luna per la prima volta dal programma Apollo.











