• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Scoperta la più grande molecola contenente zolfo mai osservata nello spazio interstellare

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Gennaio 26, 2026
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Render artistico della molecola complessa 2.5‑cicloesadiene‑1‑tione (C₆H₆S) scoperta dagli scienziati. Credits: MPE/NASA/JPL-Caltech

Render artistico della molecola complessa 2.5‑cicloesadiene‑1‑tione (C₆H₆S) scoperta dagli scienziati. Credits: MPE/NASA/JPL-Caltech

Condividi su FacebookTweet

Un team di ricercatori del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE), in collaborazione con il Centro de Astrobiología (CAB) spagnolo, ha identificato per la prima volta nello spazio interstellare una molecola complessa contenente zolfo molto più grande di tutte quelle conosciute finora. Si tratta di 2.5‑cicloesadiene‑1‑tione (C₆H₆S), una molecola a sei atomi di carbonio disposti in un anello e con un atomo di zolfo, per un totale di 13 atomi.

Questa molecola è stata individuata nella nube molecolare G+0.693–0.027, una regione di gas freddo vicino al centro della Via Lattea, a circa 27 000 anni luce da noi. La nube, priva di stelle formate al suo interno, è un laboratorio naturale dove avvengono reazioni chimiche estremamente precoci nella storia della materia interstellare.

Aver rilevato C₆H₆S rappresenta un passo importante per spiegare come la chimica dello spazio possa preparare gli elementi di base necessari alla comparsa della vita, molto prima della formazione di stelle e pianeti. Finora, infatti, nello spazio erano state trovate solo molecole contenenti zolfo con al massimo sei atomi totali. Composti più complessi, invece, si erano rivelati difficili da identificare.

ANNUNCIO

Secondo gli scienziati, è probabile che nello spazio ci siano già molte altre molecole contenenti zolfo ancora più complesse. Finora non sono state identificate perché mancavano i dati necessari per riconoscerle nei segnali radio provenienti dal cosmo.

Un ponte tra la chimica di laboratorio e l’Universo

Per arrivare alla scoperta, i ricercatori hanno prima sintetizzato la molecola in laboratorio. Partendo da tiofenolo (C₆H₅SH), un composto liquido contenente zolfo con un caratteristico odore pungente, è stata applicata una scarica elettrica da 1 000 volt che ha spezzato e ricombinato i legami chimici formando numerose specie, tra cui C₆H₆S.

Con uno spettrometro di propria costruzione, gli scienziati hanno misurato con grande precisione le frequenze radio emesse dalla molecola durante la rotazione: una “impronta digitale” radio unica, con oltre sette cifre significative. Questo modello spettrale è stato poi confrontato con i dati astronomici.

Spettrometro da laboratorio auto-sviluppato all'avanguardia, utilizzato per la ricerca. In foto, gli scienziati MPE Christian Endres (a sinistra) e Mitsunori Araki (a destra). Credits: MPE
Spettrometro da laboratorio auto-sviluppato all’avanguardia, utilizzato per la ricerca. In foto, gli scienziati MPE Christian Endres (a sinistra) e Mitsunori Araki (a destra). Credits: MPE

I dati osservativi provenivano da una vasta survey radio guidata dal CAB, raccolti con i radiotelescopi IRAM da 30 metri e Yebes da 40 metri in Spagna. Collegando la firma spettrale del laboratorio con i segnali osservati nella nube G+0.693–0.027, il team ha potuto confermare la presenza di C₆H₆S nello spazio.

ANNUNCIO

Questo tipo di approccio mostra quanto sia importante unire esperimenti in laboratorio e osservazioni dallo spazio. Così, infatti, possiamo scoprire nuove molecole nel cosmo, alcune delle quali potrebbero essere importanti per capire come ha avuto inizio la vita.

Le implicazioni per l’astrochimica e l’origine prebiotica

La presenza di una molecola complessa contenente zolfo in una nube molecolare giovane e fredda suggerisce che la chimica precursore della vita cominci prima ancora che si formino stelle o sistemi planetari. La nube G+0.693–0.027 è infatti considerata un ambiente “primitivo”: qui, le condizioni sono simili a quelle in cui la nostra stessa nube solare primordiale avrebbe potuto evolvere miliardi di anni fa.

Lo zolfo, elemento fondamentale per la vita sulla Terra grazie al suo ruolo nelle proteine e negli enzimi, era stato finora difficile da rintracciare in forma molecolare complessa nello spazio. La scoperta di C₆H₆S aiuta quindi a colmare questa lacuna. E apre la strada alla ricerca di altre molecole di zolfo sempre più complesse.

Questa scoperta, inoltre, rafforza anche l’idea che alcune delle basi chimiche che sono arrivate nel Sistema Solare primordiale, e che hanno contribuito alla chimica prebiotica terrestre, potrebbero avere origine interstellare, trasportate da polvere, meteoriti e comete.

I risultati sono stati pubblicati in uno studio sulla rivista Nature Astronomy, reperibile qui.

Capitol Building

Vuoi tenerti aggiornato su tutte le ultime notizie
sullo spazio e la sua esplorazione?

Agli iscritti a ORBIT ogni settimana inviamo due newsletter: il venerdì la Astro Newsletter, che tratta le notizie di esplorazione scientifica dello spazio, astronomia e astrofisica, e il sabato la Space Newsletter, che tratta di space economy, lunar economy ed esplorazione umana dello spazio.



© 2026 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: astrobiologiaastrochimicachimicazolfo

Potrebbe interessarti anche questo:

Viaggio alla ricerca di altre vite nel cosmo, insieme a Giovanni Covone

Viaggio alla ricerca di altre vite nel cosmo, insieme a Giovanni Covone

Maggio 28, 2026
Campioni dell'asteroide Ryugu portati a Terra nel 2020 dalla missione giapponese Hayabusa2. Credits; Yada et al. 2021

Trovate tutte le basi del DNA e dell’RNA nei campioni dell’asteroide Ryugu

Marzo 17, 2026
Gli elementi del programma Mars Sample Return in una infografica aggiornata ad aprile 2024.

Mars Sample Return è sempre più vicina alla cancellazione definitiva

Gennaio 11, 2026
Il resto di supernova Cassiopea A brilla nei raggi X, luce visibile e infrarossa in questa immagine composta da dati di Chandra, Hubble, Webb e Spitzer. Credits: X-ray: NASA/CXC/SAO; Optical: NASA/ESA/STScI; IR: NASA/ESA/CSA/STScI/Milisavljevic et al., NASA/JPL/CalTech

Il telescopio XRISM ha scoperto cloro e potassio nel resto di supernova Cassiopea A

Dicembre 5, 2025
Alcuni dei campioni dell'asteroide Bennu portati a Terra dalla missione OSIRIS-REx della NASA a settembre 2023. Credits: NASA/JPL-Caltech

Zuccheri, gomma e polvere di supernova nei campioni dell’asteroide Bennu

Dicembre 3, 2025
Immagini dei pennacchi sulla luna Encelado catturate nel 2009 dalla sonda Cassini. Credits: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Nuove molecole organiche individuate nei pennacchi di Encelado, grazie ai dati di Cassini

Novembre 20, 2025
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • starship starlink

    Oltre mille manovre evasive al giorno per i satelliti Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco le prime immagini della Terra acquisite dai satelliti Eaglet II della costellazione italiana IRIDE

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Inizia una nuova era. I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Entro il 2026 saranno completati i 931 segmenti dello specchio primario dell’ELT

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162