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Zuccheri, gomma e polvere di supernova nei campioni dell’asteroide Bennu

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Dicembre 3, 2025
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, Esplorazione spaziale, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Alcuni dei campioni dell'asteroide Bennu portati a Terra dalla missione OSIRIS-REx della NASA a settembre 2023. Credits: NASA/JPL-Caltech

Alcuni dei campioni dell'asteroide Bennu portati a Terra dalla missione OSIRIS-REx della NASA a settembre 2023. Credits: NASA/JPL-Caltech

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I campioni dell’asteroide Bennu portati sulla Terra dalla missione OSIRIS-REx nel 2023 continuano a sorprendere la comunità scientifica, con rivelazioni che gettano nuova luce sulle origini del Sistema Solare e sui mattoni chimici alla base della vita.

Tre recenti studi pubblicati su Nature Geoscience e Nature Astronomy riportano tre scoperte straordinarie: per la prima volta in un campione extraterrestre si trovano zuccheri biologicamente rilevanti (ribosio e, per la prima volta, anche glucosio), insieme a un materiale organico insolito simile alla gomma, e a un’abbondanza di polvere presolare, residuo di supernova, molto superiore a quanto osservato finora in altri materiali provenienti dallo spazio.

Questi risultati confermano che Bennu non è solo un relitto planetario, ma un archivio cosmico che ha conservato molecole e materiali risalenti all’alba del Sistema Solare, e forse oltre. Nel loro complesso, i dati suggeriscono che composti organici complessi e materiale stellare antico fossero già ampiamente distribuiti nella nebulosa primordiale dove è nato il nostro sistema planetario, potenzialmente fornendo una base chimica favorevole all’emergere della vita sui pianeti.

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Zuccheri fondamentali per la vita

Nel primo studio, un team guidato da Yoshihiro Furukawa dell’Università di Tohoku, in Giappone, ha identificato nel materiale di Bennu zuccheri a cinque e sei atomi di carbonio, in particolare il ribosio, che è un componente dell’RNA, e, per la prima volta in un campione extraterrestre, il glucosio.

Queste molecole non costituiscono una prova di vita, ma mostrano che alcuni dei mattoni fondamentali per la biologia terrestre erano presenti in oggetti primitivi del Sistema Solare. In combinazione con precedenti rilevazioni di amminoacidi, nucleobasi e acidi carbossilici nei campioni di Bennu, la scoperta rafforza l’ipotesi che molti degli ingredienti necessari per formare molecole biologiche complesse fossero già disponibili moltissimo prima della formazione dei pianeti.

Infografica riassuntiva degli zuccheri trovati nei campioni dell'asteroide Bennu. Credits: NASA/Goddard/University of Arizona/Dan Gallagher
Infografica riassuntiva degli zuccheri trovati nei campioni dell’asteroide Bennu. Credits: NASA/Goddard/University of Arizona/Dan Gallagher

La presenza di ribosio è particolarmente significativa: nell’RNA, il ribosio costituisce la spina dorsale zucchero‑fosfato che unisce le basi nucleiche. In un’ipotesi ampiamente dibattuta sulla genesi della vita, l’”ipotesi del mondo a RNA”, l’RNA rappresenta la prima forma di molecola capace sia di conservare informazioni genetiche, sia di svolgere funzioni catalitiche.

Il fatto che nel materiale di Bennu sia stato trovato glucosio, tipicamente usato come fonte energetica dagli organismi viventi, suggerisce che non solo i mattoni per l’informazione, ma anche potenziali fonti di energia prebiotiche fossero presenti nel disco protoplanetario primordiale.

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Una “gomma” ricca di molecole complesse

Il secondo studio, guidato da Scott Sandford della NASA e Zack Gainsforth dell’UC Berkeley, ha identificato nei campioni di Bennu un materiale organico del tutto inedito: una sostanza polimerica flessibile, ricca di ossigeno e azoto, con caratteristiche simili a una gomma o a una plastica primordiale.

I ricercatori, utilizzando microscopi e tecniche di spettroscopia avanzata presso il Lawrence Berkeley National Laboratory, hanno scoperto che questo materiale organico si è formato attraverso un processo di polimerizzazione avvenuto nelle fasi iniziali della storia dell’asteroide. In quell’ambiente freddo e ricco di ghiacci, l’ammoniaca e l’anidride carbonica avrebbero reagito tra loro, dando origine a carbamati, composti chimici solubili in acqua.

Una particella microscopica dell'asteroide Bennu, larga 30 micrometri, è stata rinforzata con strisce di platino e saldata a un microago di tungsteno per essere analizzata al microscopio elettronico a trasmissione. Credits: NASA/University of California, Berkeley
Una particella microscopica dell’asteroide Bennu, larga 30 micrometri, è stata rinforzata con strisce di platino e saldata a un microago di tungsteno per essere analizzata al microscopio elettronico a trasmissione. Credits: NASA/University of California, Berkeley

Prima che il corpo progenitore di Bennu si riscaldasse al punto da generare ambienti liquidi, questi carbamati avrebbero avuto il tempo di legarsi tra loro e con altre molecole, formando catene polimeriche complesse e resistenti, che hanno poi costituito il materiale osservato nei campioni.

Il risultato è una specie di resina, che probabilmente si è stratificata su granuli di minerali e ghiaccio all’interno del corpo progenitore di Bennu. Una volta morbida e flessibile, con il tempo e l’esposizione a radiazioni, quel materiale si è indurito: oggi appare fragile e simile a plastiche terrestri, ma con una struttura distinta, caratterizzata da legami casuali e composizione variabile da particella a particella.

La presenza di questi polimeri organici complessi rafforza l’idea che gli asteroidi primitivi fossero in grado di sintetizzare e conservare molecole organiche complesse molto prima dell’emergere della vita su un pianeta.

Una ricchezza inattesa di polvere stellare

Il terzo studio, coordinato da Ann Nguyen del NASA Johnson Space Center, ha analizzato grani di polvere presolare, cioè particelle formatesi prima della nascita del Sole, in esplosioni di supernova, presenti nei campioni di Bennu. I risultati indicano che l’asteroide contiene una quantità di polvere supernova fino a sei volte superiore a quella trovata in altri materiali extraterrestri studiati finora.

Ciò suggerisce che il corpo progenitore di Bennu si sia formato in una regione del disco protoplanetario particolarmente ricca di polvere stellare, probabilmente grazie a un’efficiente mescolanza di materiali provenienti da zone molto lontane oppure da epoche diverse.

Sorprende soprattutto il fatto che, nonostante processi geologici e chimici e alterazione da liquidi interni, alcune frazioni di materiale meno alterate siano rimaste quasi intatte, preservando tracce di origine presolare. Questo conferma che Bennu rappresenta una “capsula del tempo”: al suo interno si trovano materiali primitivi, tracce di processi geologici e chimici antichi e informazioni sulla composizione del disco solare durante la sua formazione.

E quindi?

Le scoperte sui campioni di Bennu, zuccheri biologici, complessi polimeri organici, polvere presolare, confermano che il Sistema Solare primordiale era un ambiente chimicamente ricco e variegato, capace di generare e preservare materiali organici e stellari molto prima della formazione dei pianeti.

Bennu si rivela così un archivio cosmico fondamentale per capire non solo l’evoluzione degli asteroidi, ma anche le condizioni che hanno preceduto, e forse favorito, l’origine della vita sulla Terra.

Ulteriori studi su questi campioni potranno approfondire la natura dei composti organici scoperti e la loro distribuzione nel Sistema Solare: obiettivi che rendono il sample return uno strumento scientifico imprescindibile non solo per la geologia planetaria e l’astrobiochimica, ma anche per la cosmologia.

I tre studi di riferimento:

  • Bio-essential sugars in samples from asteroid Bennu, Furukawa et al. 2025
  • Nitrogen- and oxygen-rich organic material indicative of polymerization in pre-aqueous cryochemistry on Bennu’s parent body, Sandford et ak. 2025
  • Abundant supernova dust and heterogeneous aqueous alteration revealed by stardust in two lithologies of asteroid Bennu, Nguyen et al. 2025
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Tags: astrobiologiaBennucampioniNasaOsiris-Rex

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