L’11 dicembre 2025 Leonardo, Telespazio e Intuitive Machines hanno annunciato un accordo di collaborazione fra le reti di comunicazione e navigazione intorno alla Luna che stanno costruendo in USA e in Europa.
L’accordo servirà per promuovere e migliorare l’interoperabilità tra le rispettive infrastrutture: il sistema europeo di comunicazione e navigazione lunare (LCNS), sviluppato da Telespazio nell’ambito del programma Moonlight dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), e lo Space Data Network (SDN) di Intuitive Machines, sviluppato nell’ambito del programma Near Space Network Services (NSNS) della NASA.
L’obiettivo della collaborazione è favorire la creazione di una rete integrata di comunicazione e navigazione lunare in grado di fornire servizi sicuri, affidabili e interoperabili a supporto delle future missioni spaziali lunari, commerciali e istituzionali, e dello sviluppo di un’economia dell’ecosistema lunare. L’accordo prevede la cooperazione in diverse aree: lo sviluppo congiunto di soluzioni di interoperabilità tra LCNS e SDN; la definizione di strategie commerciali coordinate per l’erogazione integrata dei servizi; la progettazione e realizzazione di terminali utente interoperabili; e la collaborazione nella realizzazione delle infrastrutture.
Abbiamo raggiunto Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo, per chiedergli il punto su questa collaborazione, il programma Moonlight e le sfide che attendono l’esplorazione spaziale europea.
Quanto è importante per l’Italia e l’Europa l’iniziativa Moonlight?
Moonlight è un progetto dell’Agenzia Spaziale Europea per la comunicazione e la navigazione lunare, che guidiamo come Telespazio, e con un grande contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana ed un contributo significativo della UK Space Agency. Un progetto sviluppato con tantissima tecnologia italiana, nel quale mettiamo veramente a sistema tutte le competenze delle nostre aziende. Telespazio e’ responsabile complessivo del disegno del sistema e si occuperà della componente di servizio, dello sviluppo di elementi fondamentali del segmento di terra, delle operazioni, e della gestione dell’infrastruttura lunare con un focus principale sulla missione di navigazione oltre ad avere la responsabilità completa della qualifica del sistema.
Thales Alenia Space si occuperà della progettazione e dello sviluppo di 4 satelliti di navigazione in orbita ellittica lunare, oltre allo sviluppo della componente di navigazione per il segmento di terra, ed alla qualifica del primo sistema di navigazione satellitare orbitante attorno alla Luna. Un progetto molto importante anche perché, come sappiamo, l’economia lunare si sta sviluppando sempre di più. Un’economia lunare che è anche sviluppata nella simbiosi tra privato e pubblico, fra agenzie spaziali come l’ESA e la NASA, e le aziende private.

Ad esempio, oggi annunciamo un importante accordo con Intuitive Machines, un’azienda privata che conosciamo molto bene e che si sta occupando della parte di network di telecomunicazioni lunari della NASA. Oggi annunciamo una collaborazione B2B [Business-to-Business] proprio per sviluppare complementarità e interconnettività tra questi due sistemi. Si sta aprendo veramente un mondo e l’Italia ne è protagonista con i servizi, con le infrastrutture e con le operazioni. Anche attorno alla Luna.
Si è parlato tanto in queste settimane della fusione fra la divisione spazio di Leonardo, di Airbus e Thales, e della competitività sul mercato satellitare. Ma l’Italia ha fatto tantissime cose anche sull’esplorazione. Avere un player europeo che si occuperà di queste cose, come favorirà l’esplorazione lunare
E’ stato siglato un Memorandum of Understanding che, se il processo dell’Antitrust si dovesse chiudere positivamente, porterà nel 2027 alla costituzione di una Joint Venture europea che potrà accrescere il ruolo dell’Europa quale attore chiave nel mercato spaziale globale. L’Italia si approccia a questo passaggio in maniera competitiva in tutti i domini spaziali, e avere un player europeo di quelle dimensioni certamente supporta la competitività, pone le condizioni per accelerare l’innovazione, di cogliere sinergie importanti nell’utilizzo delle risorse di ricerca e sviluppo e anche, molto importante, di un’accresciuta collaborazione con la filiera industriale. Un grande player europeo significa portare tutta la filiera verso una maggiore competitività nel mercato globale.
Sappiamo quanto USA e Cina stanno investendo nelle tecnologie spaziali, anche in quelle di esplorazione, e quindi avere un player europeo di queste dimensioni può aiutare a capitalizzare al meglio gli sviluppi delle nostre agenzie spaziali europee a livello internazionale. Una grande opportunità e per l’Italia e per la crescita della nostra economia spaziale.
Alla Ministeriale CM2025 dell’Agenzia Spaziale Europea abbiamo visto dei numeri veramente importanti su settori molto strategici sui quali l’Europa aveva investito poco in passato, come sui lanciatori o sulla Difesa. Si è visto forse una piccola mancanza sull’esplorazione robotica e umana. Cosa ne pensa dei risultati della Ministeriale?
I risultati sono stati risultati molto importanti, perché 22.3 miliardi di Euro è un risultato mai raggiunto prima. L’Italia ha cresciuto fortemente le risorse, portando il proprio contributo a 3 miliardi e mezzo. Germania, Francia e Italia si confermano il nucleo centrale dello spazio europeo, ma ci sono stati diversi Paesi che hanno aumentato la loro sottoscrizione, ad esempio Spagna e Polonia.
Io do una lettura positiva a questa situazione. È chiaro che l’esplorazione vive anche di qualche nuova riflessione proveniente dalla NASA. Quindi inevitabilmente, essendo lanciati programmi di cooperazione, essi devono essere sincronizzati tra Europa e NASA e le altre agenzie spaziali. Però complessivamente la valutazione è positiva a livello europeo e penso anche molto positiva a livello italiano.









