Il 27 novembre, nel corso del Consiglio Ministeriale 2025 (CM25) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) a Brema, in Germania, è stato deciso un budget complessivo per il prossimo triennio pari a 22.070 miliardi di Euro.
Nel corso della CM25 sono state anche approvate la Resolution on Elevating the Future of Europe through Space e la Resolution on the Level of Resources for the Agency’s Mandatory Activities for 2026-2030. Con l’approvazione di quest’ultima, l’ESA ha aggiornato il budget totale concordato alla Ministeriale, includendo anche il finanziamento di cinque anni (fino al 2030) dello spazioporto europeo di Kourou, in Guyana Francese, e facendo salire il budget a 22.320 miliardi di Euro, una cifra superiore a quella richiesta dal Direttore Generale Joseph Aschbacher all’inizio della ministeriale, che puntava a 22.254 miliardi.
Si tratta, come già sottolineato, del più alto budget mai approvato per l’Agenzia. Budget che supera di oltre 5 miliardi quello concordato alla Ministeriale del 2022 (CM22), quando l’accordo si era fermato a 16.9 miliardi di Euro, un aumento del 31% (17% aggiustato per l’inflazione).
Il grafico qui sotto mostra la ripartizione del budget aggiornato. Rispetto al grafico precedente, l’unico settore cambiato è quello di Space Transportation (21% del budget) che è passato da 4.439 miliardi di Euro dichiarati il 27 novembre a 4.689 dichiarati oggi, un aumento di 250 milioni di Euro, sulla base della Risoluzione fino al 2030 approvata come detto alla CM25.

I singoli contributi aggiornati
Il grafico sottostante, che confronta i contributi nazionali alla Ministeriale ESA del 2022 (CM22) e quelli alla Ministeriale 2025 (CM25), mostrando sia i valori assoluti sia le percentuali sul totale, è stato ugualmente aggiornato al budget complessivo di 22.320 miliardi di Euro.
I tre maggiori contributori restano:
- Germania, con un contributo di 5.112 milioni (23.05%).
- Francia, con 3.675 milioni (16.58%).
- Italia, con 3.495 milioni (15.76%).
I contributi di tutti i paesi sono stati aggiornati rispetto alla divisione presentata il 27 novembre, tranne quelli di Lussemburgo, Slovenia, Lettonia, Lituania, Slovacchia.

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