• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

L’eccesso di raggi gamma nel centro galattico potrebbe davvero provenire dalla materia oscura

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Ottobre 20, 2025
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
La Via Lattea, mostrata in luce visibile, con sovrapposta una mappa a raggi gamma del centro galattico del telescopio Fermi della NASA, dove c'è un eccesso di raggi gamma. Credits: NASA Goddard/A. Mellinger (Central Michigan Univ.) and T. Linden (Univ. of Chicago)

La Via Lattea, mostrata in luce visibile, con sovrapposta una mappa a raggi gamma del centro galattico del telescopio Fermi della NASA, dove c'è un eccesso di raggi gamma. Credits: NASA Goddard/A. Mellinger (Central Michigan Univ.) and T. Linden (Univ. of Chicago)

Condividi su FacebookTweet

Un nuovo studio, condotto da un team internazionale guidato dal Leibniz Institute for Astrophysics Potsdam (AIP), suggerisce che l’eccesso di raggi gamma osservato al centro della Via Lattea con il Fermi Gamma-Ray Space Telescope della NASA potrebbe essere causato dalla materia oscura.

Analizzando simulazioni ad alta risoluzione di galassie simili alla nostra, i ricercatori hanno scoperto che la materia oscura non è distribuita in modo sferico, come si pensava, ma è appiattita e irregolare, con una forma simile a quella delle stelle nel centro galattico. Questa struttura rende possibile che le particelle di materia oscura si annichilino tra loro, producendo proprio i raggi gamma misurati dal telescopio spaziale Fermi.

Da tempo gli scienziati cercano di capire cosa produca l’eccesso di raggi gamma al centro della Via Lattea. Le ipotesi principali sono due: l’emissione da parte di pulsar millisecondo, cioè stelle di neutroni molto antiche e veloci, oppure l’annichilazione di particelle di materia oscura. Finora, però, la distribuzione dei raggi gamma osservati non sembrava compatibile con quella prevista per la materia oscura.

Il nuovo studio cambia questo scenario: le simulazioni mostrano che la materia oscura sembra essere distribuita in modo irregolare, proprio come l’emissione gamma. Questo rafforza l’ipotesi dell’annichilazione e apre nuove possibilità per spiegare l’origine di questo segnale.

Una nuova mappa della materia oscura galattica

Le simulazioni condotte dal team AIP, in collaborazione con la Hebrew University of Jerusalem (Israele) e la Johns Hopkins University (USA), hanno preso in esame un campione di galassie analoghe alla Via Lattea, evolutesi in condizioni ambientali simili al nostro vicinato cosmico.

Gli autori hanno analizzato la distribuzione della materia oscura nel bulge galattico e nel disco interno, e hanno scoperto che la sua forma non è una semplice sfera concent­rica rispetto al centro galattico. Assume invece una configurazione più appiattita e con un leggero allungamento, modellata dalla dinamica stellare e dalla distribuzione di materia baronica (cioè di stelle e gas) della galassia.

Questo significa che le particelle di materia oscura non sono distribuite in modo uniforme in tutte le direzioni, ma seguono in parte la forma della galassia. Secondo Moorits Muru, autore principale dello studio, “l’appiattimento della regione è sufficiente a spiegare l’eccesso di raggi gamma come risultato dell’auto-annichilazione della materia oscura”.

La scoperta è importante perché mostra che la forma della materia oscura sembra corrispondere a quella dell’emissione osservata. Questo eliminerebbe il problema che finora separava teoria e dati: non servirebbe più ipotizzare sorgenti alternative o profili anomali, se la materia oscura ha davvero “la forma giusta”.

All’interno della galassia, questo nuovo modello richiede che la materia oscura sia abbastanza densa nel bulge e nel disco interno da permettere annichilazioni frequenti. Di conseguenza, anche le strategie di ricerca della materia oscura e di analisi delle mappe gamma dovranno cambiare, abbandonando l’idea di una distribuzione perfettamente sferica.

La Via Lattea simulata. Credits: AIP/ A. Khalatyan
La Via Lattea simulata. Credits: AIP/ A. Khalatyan

Due ipotesi a confronto per l’eccesso di raggi gamma

L’emissione in eccesso di raggi gamma nel centro galattico era stata a lungo interpretata come possibile indicatore della presenza di antiche pulsar millisecondo, oggetti compatti che ruotano a velocità elevatissime e che rilasciano flussi energetici costanti.

Questi oggetti, se presenti in gran numero vicino al centro galattico, potrebbero, in linea teorica, spiegare la distribuzione spaziale delle emissioni. Tuttavia, finora mancava una corrispondenza precisa tra il profilo osservato e quello atteso per una popolazione di pulsar millisecondo.

Con questo nuovo modello di distribuzione, l’ipotesi dell’auto-annichilazione della materia oscura torna ad essere una spiegazione valida. L’altra ipotesi, quella delle pulsar, non è comunque esclusa, infatti è anche possibile che più sorgenti contribuiscano al segnale.

Serviranno ulteriori studi per confermare questo risultato, ma questa scoperta può avere conseguenze anche per le osservazioni future. Se la materia oscura non è distribuita in modo simmetrico, i telescopi ad alta energia dovranno cercare segnali anche in regioni più estese e irregolari, non solo nel centro galattico.

Lo studio, pubblicato su Physical Review Journals, è reperibile qui in versione pre-print.

Capitol Building

Ti piace questo articolo? C’è molto di più!

Su ORBIT avrai accesso ad approfondimenti, rubriche, report e analisi, live, interviste e alla nostra community, oltre che a rubriche dedicate anche al mondo dell’astronomia. Ti piacerà!



© 2025 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: centro galatticoMateria oscuraVia lattea

Potrebbe interessarti anche questo:

Rappresentazione artistica della Via Lattea basata sui dati della missione Gaia, con la posizione aggiornata dei bracci di spirale più esterni ottenuta grazie alle osservazioni dei telescopi XMM-Newton dell'ESA e Chandra della NASA. Credits: ESA/Gaia/DPAC, Stefan Payne-Wardenaar, ESA/XMM-Newton and NASA/Chandra

I bracci più esterni della Via Lattea sono più lontani del previsto

Luglio 2, 2026
Dettaglio del mosaico realizzato da Euclid del centro della Via Lattea. A destra sono visibili dense nubi molecolari che oscurano parte della luce proveniente dal rigonfiamento galattico, mentre verso sinistra il numero di nubi diminuisce e appare più chiaramente la brillante popolazione stellare del bulge, la regione centrale della nostra Galassia. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT

Nel cuore della Via Lattea con Euclid. Ecco cosa ci racconta il secondo Quick Data Release

Giugno 24, 2026
Immagine contenente dati a raggi X di Chandra e XMM-Newton, dati radio dal telescopio MeerKAT in Sudafrica e ottici dai telescopi Pan-STARRS alle Hawaii, che mostra una regione nel centro galattico dove è stato scoperto un possibile nuovo resto di supernova. Credits: X-ray: NASA/CXC/UCLA/Z. Zhu et al.; ESA/XMM-Newton; Optical: PanSTARRS; Radio: MeerKAT; Infrared (JWST): NASA/ESA/CSA/STScI

Chandra potrebbe aver scoperto un nuovo resto di supernova nel centro della Via Lattea

Giugno 15, 2026
Una piccola parte della mappa 3D dell'Universo ottenuta con DESI, in cui è visibile la struttura su larga scala del cosmo, creata dalla gravità. Ogni punto rappresenta una galassia. Le aree più dense indicano regioni in cui galassie e ammassi di galassie si sono raggruppati insieme per formare i fili della ragnatela cosmica. Credits: DESI Collaboration and DESI Member Institutions/DOE/KPNO/NOIRLab/NSF/AURA/R. Proctor

Completata con lo strumento DESI la più grande mappa 3D dell’Universo, finora

Aprile 16, 2026
La galassia a bassa luminosità superficiale CDG-2 appare quasi invisibile in questo campo di galassie fotografato dal telescopio Hubble. Credits: NASA, ESA, D. Li (Utoronto)

Hubble ha scoperto una delle galassie più oscure mai osservate

Febbraio 18, 2026
Porzione di un'immagine del James Webb contenente centinaia di migliaia di galassie, sovrapposta a una mappa della materia oscura, in azzurro/blu. Credits: NASA/STScI/J. DePasquale/A. Pagan

Realizzata con il James Webb una delle mappe più dettagliate mai ottenute della materia oscura

Gennaio 27, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • booster 20 super heavy

    Spacex annuncia data e obiettivi del tredicesimo volo di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Dove, quando e perché seguire il tredicesimo volo di test di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • L’ESA assegna alla spagnola EMXYS la realizzazione del lander Don Quijote per la missione RAMSES

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Dragonfly: completati i test strutturali, continua l’assemblaggio del drone NASA che volerà su Titano

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

La nube molecolare LDN 10 appare come una vasta struttura scura che interrompe la luce proveniente dalle decine di milioni di stelle del bulge galattico. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT

Tre anni dal lancio del telescopio europeo Euclid, che continua a sorprenderci

Luglio 1, 2026
La prima Starship V3 completamente assemblata sul pad 2 a Starbase. Credits: SpaceX

Dove, quando e perché seguire il dodicesimo volo di Starship

Maggio 22, 2026
La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162