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Nel cuore della Via Lattea con Euclid. Ecco cosa ci racconta il secondo Quick Data Release

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Giugno 24, 2026
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, ESA, News, Scienza
Dettaglio del mosaico realizzato da Euclid del centro della Via Lattea. A destra sono visibili dense nubi molecolari che oscurano parte della luce proveniente dal rigonfiamento galattico, mentre verso sinistra il numero di nubi diminuisce e appare più chiaramente la brillante popolazione stellare del bulge, la regione centrale della nostra Galassia. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT

Dettaglio del mosaico realizzato da Euclid del centro della Via Lattea. A destra sono visibili dense nubi molecolari che oscurano parte della luce proveniente dal rigonfiamento galattico, mentre verso sinistra il numero di nubi diminuisce e appare più chiaramente la brillante popolazione stellare del bulge, la regione centrale della nostra Galassia. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT

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A quasi tre anni dal lancio nello spazio, l’1 luglio 2023, e a poco più di due anni dall’inizio delle osservazioni scientifiche, il 14 febbraio 2024, il telescopio spaziale Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) torna a mostrare le proprie capacità con il secondo Quick Data Release (QDR2), una pubblicazione che questa volta non guarda all’Universo distante, ma al cuore della nostra Galassia.

L’ESA ha infatti rilasciato la più grande e dettagliata immagine mai ottenuta del centro della Via Lattea nella luce visibile, un mosaico che contiene oltre 60 milioni di stelle e che rappresenta una risorsa scientifica unica per gli scienziati.

Mosaico realizzato da Euclid del centro della Via Lattea. Contiene oltre 60 milioni di stelle. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT
Mosaico realizzato da Euclid del centro della Via Lattea. Contiene oltre 60 milioni di stelle. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT. Qui le immagini in alta definizione.

L’immagine è stata acquisita il 23 marzo 2025 nel corso di una campagna osservativa durata circa 26 ore. Anche se è stato progettato per studiare miliardi di galassie lontane e indagare la natura della materia oscura e dell’energia oscura, Euclid si è dimostrato particolarmente adatto anche all’osservazione delle regioni più affollate della Via Lattea. La sua combinazione di elevata risoluzione e ampio campo visivo gli permette infatti di distinguere singole stelle anche in aree dove milioni di sorgenti luminose si sovrappongono tra loro.

Questo secondo Quick Data Release segue il primo, pubblicato a marzo 2025, dedicato ai Deep Fields della missione e alle prime decine di milioni di galassie osservate da Euclid. Se il QDR1 rappresentava un’anteprima delle future indagini cosmologiche della missione, il QDR2 mostra invece come il telescopio possa contribuire anche allo studio della nostra Galassia, e alla ricerca di esopianeti.

La posizione dell'area osservata da Euclid mostrata sulla mappa completa del cielo ottenuta dalla missione Gaia. Gli ingrandimenti mostrano l'eccezionale risoluzione del telescopio: anche una porzione che rappresenta appena lo 0.003% dell'intero mosaico contiene migliaia di stelle. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT, ESA/Gaia/DPAC
La posizione dell’area osservata da Euclid mostrata sulla mappa completa del cielo ottenuta dalla missione Gaia. Gli ingrandimenti mostrano l’eccezionale risoluzione del telescopio: anche una porzione che rappresenta appena lo 0.003% dell’intero mosaico contiene migliaia di stelle. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT, ESA/Gaia/DPAC. Qui le immagini in alta definizione.

Una fotografia senza precedenti del centro galattico

L’immagine pubblicata dall’ESA è composta da nove diversi puntamenti effettuati con la camera nel visibile di Euclid, lo strumento VIS. Ciascun puntamento copre un’area di cielo più estesa della Luna piena e, una volta combinati, formano un mosaico che abbraccia una vasta porzione del rigonfiamento centrale della Via Lattea, il cosiddetto bulge galattico.

Questa regione è una delle più difficili da osservare dell’intero cielo. Milioni di stelle sono concentrate in uno spazio relativamente piccolo e la presenza di polveri interstellari rende spesso complicato distinguere i singoli oggetti. Euclid riesce però a separare stelle che da Terra apparirebbero sovrapposte, producendo una mappa estremamente dettagliata della popolazione stellare presente nel centro della galassia.

Infografica che mostra la posizione dell'indagine di Euclid sul centro della Via Lattea entro la struttura della Galassia, evidenziando le principali regioni osservate e alcuni degli oggetti catturati nel mosaico, tra cui nubi molecolari, nebulose, ammassi stellari e il denso rigonfiamento centrale. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT, render Via Lattea: ESA/Gaia/DPAC, Stefan Payne-Wardenaar
Infografica che mostra la posizione dell’indagine di Euclid sul centro della Via Lattea entro la struttura della Galassia, evidenziando le principali regioni osservate e alcuni degli oggetti catturati nel mosaico, tra cui nubi molecolari, nebulose, ammassi stellari e il denso rigonfiamento centrale. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT, render Via Lattea: ESA/Gaia/DPAC, Stefan Payne-Wardenaar. Qui le immagini in alta definizione.

La quantità di dati raccolta è impressionante. In appena 26 ore di osservazione il telescopio ha registrato oltre 60 milioni di stelle, insieme ad ammassi stellari, nebulose e strutture diffuse del mezzo interstellare. Per ottenere una copertura simile utilizzando osservatori terrestri sarebbero necessarie migliaia di ore di osservazione, mentre ogni singolo campo osservato da Euclid copre un’area circa 270 volte più grande di quella inquadrata da Hubble mantenendo una risoluzione comparabile.

Oltre al valore estetico dell’immagine, questo enorme censimento stellare rappresenta una base di dati preziosa per studiare la struttura interna della Via Lattea e il movimento delle stelle nelle sue regioni centrali.

Cosa si nasconde nel cuore della Via Lattea

L’enorme mosaico realizzato da Euclid non mostra soltanto milioni di stelle. Grazie alla sua risoluzione, permette anche di distinguere molti degli oggetti che popolano le regioni centrali della Via Lattea, dalle nubi di gas e polvere ai giovani ammassi stellari.

Uno degli esempi più evidenti è la nube molecolare LDN 10, visibile come una vasta struttura scura che attraversa il campo osservato. Queste nubi sono composte principalmente da gas molecolare e polveri e hanno la capacità di assorbire e bloccare la luce proveniente dalle stelle situate dietro di esse. In questa immagine la nube oscura nasconde parte della luminosità del bulge galattico, evidenziando quanto sia complessa l’osservazione del centro della Galassia.

La nube molecolare LDN 10 appare come una vasta struttura scura che interrompe la luce proveniente dalle decine di milioni di stelle del bulge galattico. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT
La nube molecolare LDN 10 appare come una vasta struttura scura che interrompe la luce proveniente dalle decine di milioni di stelle del bulge galattico. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT. Qui le immagini in alta definizione.

Un altro dettaglio catturato da Euclid è la nebulosa a emissione G000.583-00.870, visibile come una regione rossastra immersa in un fitto campo stellare. Si tratta di una nube di gas ionizzato illuminata da stelle massicce che si sono formate relativamente di recente in uno dei bracci della Via Lattea. Questi oggetti rappresentano alcune delle regioni più attive della nostra galassia dal punto di vista della formazione stellare.

Euclid ha poi osservato l’ammasso aperto NGC 6451, a circa 8700 anni luce dalla Terra. Gli ammassi aperti sono gruppi di stelle nate dalla stessa nube molecolare e rappresentano laboratori naturali per studiare l’evoluzione stellare. In questa immagine la concentrazione di stelle appare nettamente superiore rispetto alle regioni circostanti.

Infine, uno degli ingrandimenti mostra direttamente il bulge galattico, la vasta struttura centrale della Via Lattea che contiene circa dieci miliardi di stelle. La predominanza di tonalità gialle è dovuta alla presenza di stelle mediamente più vecchie e fredde rispetto a quelle che popolano i bracci a spirale della galassia. È proprio questa enorme concentrazione di stelle a rendere il centro galattico una delle regioni più interessanti per gli studi sul microlensing gravitazionale.

A sinistra, la nebulosa a emissione G000.583-00.870. Al centro, l'ammasso aperto NGC 6451. A destra, un dettaglio del bulge galattico. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT
A sinistra, la nebulosa a emissione G000.583-00.870. Al centro, l’ammasso aperto NGC 6451. A destra, un dettaglio del bulge galattico. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT. Qui le immagini in alta definizione.

Una nuova risorsa per la ricerca di esopianeti

Il centro della Via Lattea è però anche uno dei luoghi migliori in cui cercare pianeti extrasolari attraverso la tecnica del microlensing gravitazionale.

Questo fenomeno si verifica quando una stella passa casualmente davanti a un’altra lungo la linea di vista dell’osservatore. La gravità della stella più vicina agisce come una lente naturale, amplificando temporaneamente la luce della stella sullo sfondo. Se attorno alla stella in primo piano è presente un pianeta, anche la sua gravità modifica leggermente il segnale luminoso, rivelandone l’esistenza.

Negli ultimi vent’anni questa tecnica ha portato alla scoperta di quasi 300 esopianeti, molti dei quali freddi e lontani dalla propria stella, una categoria difficile da individuare con altri metodi. L’immagine di Euclid include già 51 sistemi planetari noti.

Anche se le 26 ore di osservazione non sono sufficienti per individuare nuovi eventi di microlensing, i dati raccolti avranno un ruolo fondamentale nelle future campagne osservative. Il mosaico comprende infatti l’intera regione che verrà monitorata dal telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA per la ricerca di esopianeti. Le stelle coinvolte nei futuri eventi di microlensing sono già state fotografate da Euclid prima che avvenissero gli allineamenti necessari a produrre il fenomeno.

Confrontando le immagini di Euclid con le future osservazioni di Roman, gli astronomi potranno misurare con maggiore precisione il movimento delle stelle, confermare l’esistenza dei pianeti scoperti e determinarne la massa. Lo stesso archivio di dati potrà anche essere utilizzato per studiare nane brune, sistemi binari, polvere interstellare e la dinamica delle regioni centrali della Via Lattea.

Ancora una volta, quindi, Euclid dimostra di essere molto più di un semplice telescopio cosmologico. Mentre continua a costruire la più grande mappa tridimensionale dell’Universo mai realizzata, il telescopio sta già producendo risultati che spaziano dalla cosmologia all’astrofisica galattica, ampliando ancora di più il valore scientifico della missione.

Per scoprire tutti i dettagli sulla missione di Euclid, su Astrospace Shop trovi gli ultimi volumi della nostra Guida completa al telescopio Euclid.

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Tags: bulgeESAEsopianetiEuclidGalassiaQuick Data ReleaseStelleVia lattea

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