Esplorazione spaziale
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CosmoCube: una missione inglese per studiare l'”Età Oscura” dell’Universo dall’orbita lunare

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Il 9 luglio 2025, durante il National Astronomy Meeting (NAM) 2025 della Royal Astronomical Society a Durham, nel Regno Unito, un team di ricercatori inglesi ha presentato una proposta di missione chiamata CosmoCube.

CosmoCube sarà una sonda progettata per studiare le Dark Ages (età oscura) e la cosmica dawn (alba cosmica) dell’Universo, i periodi successivi al Big Bang, quando ancora non esistevano stelle né galassie. L’obiettivo è captare un debolissimo segnale radio emesso dall’idrogeno primordiale, capace di rivelare informazioni sulla nascita delle prime strutture cosmiche e sull’evoluzione dell’Universo.

Per riuscirci, però, serve silenzio assoluto. La Terra è un ambiente troppo “rumoroso” dal punto di vista radio: l’atmosfera e le attività umane disturbano le osservazioni. Per questo motivo, CosmoCube osserverà dallo spazio in orbita attorno alla Luna, sfruttando il passaggio periodico sopra il lato nascosto, che funge da scudo naturale contro le interferenze terrestri. In quel silenzio, la sonda potrà “ascoltare” l’antico sussurro dell’Universo.

CosmoCube sarà dotata di un radiometro a bassa potenza, progettato per rilevare segnali radio debolissimi. La missione potrebbe anche contribuire a chiarire la “tensione di Hubble” e approfondire il ruolo della materia oscura nelle prime fasi cosmiche.

CosmoCube è supportata dalla UK Space Agency e guidata da un consorzio internazionale del Regno Unito, con ricercatori dell’Università di Cambridge, l’Università di Portsmouth e STFC RAL Space.

Evoluzione del cosmo dalle Dark Ages, dopo il Big Bang.

Le caratteristiche tecniche di CosmoCube

CosmoCube, come dicevamo, è progettata per esplorare l’Età Oscura dell’Universo tramite la rilevazione del segnale radio a 21 cm proveniente dall’idrogeno primordiale. Per farlo, utilizzerà un radiometro ultra-sensibile a bordo di una piattaforma satellitare in orbita lunare, operativa per almeno due anni.

Il payload principale è un radiometro a bassa potenza e alta precisione, calibrato per rilevare variazioni di temperatura dell’ordine dei 10 millikelvin (mK) in un intervallo di frequenze compreso tra 8 e 45 MHz. Questa banda è cruciale per indagare le fluttuazioni di densità barionica e i segnali legati alla costante di Hubble nell’Universo primordiale. Per raggiungere la sensibilità richiesta, il radiometro sarà dotato di un sistema avanzato di calibrazione interna e sarà integrato in un’architettura termicamente stabile, progettata per ridurre al minimo i disturbi sistematici.

La piattaforma spaziale è basata sul modello SSTL-21, un satellite compatto da 6 unità (6U), sviluppato in collaborazione con Surrey Satellite Technology Ltd (SSTL). Il satellite sarà posto in orbita lunare, con traiettoria progettata per massimizzare il tempo di osservazione sul lato nascosto della Luna, sfruttando la schermatura naturale contro le interferenze radio terrestri e solari.

Il programma di sviluppo è articolato in tre fasi: la Fase I (2021–2022) ha previsto uno studio preliminare con un budget di 150 000 sterline; la Fase II (2023–2025) ha consentito lo sviluppo del payload e dei prototipi di laboratorio, con 1.5 milioni di sterline stanziati; infine, la Fase III (2026–2031) porterà al lancio e all’operatività in orbita, con un budget stimato di 30 milioni di sterline.

CosmoCube è candidata al programma ESA Mini-F (mini-Fast mission) con scadenza nella primavera 2026. Rappresenta un’opportunità unica per sondare una delle ultime frontiere inesplorate della cosmologia osservativa.

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