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Il Regno Unito ha avviato uno studio per contribuire all’Habitable Worlds Observatory della NASA

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Maggio 20, 2025
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Rappresentazione artistica di uno dei design proposti per il futuro Habitable Worlds Observatory della NASA. Credits: NASA's Goddard Space Flight Center Conceptual Image Lab

Rappresentazione artistica di uno dei design proposti per il futuro Habitable Worlds Observatory della NASA. Credits: NASA's Goddard Space Flight Center Conceptual Image Lab

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Il 19 maggio 2025, il Governo britannico ha lanciato una call for proposal, un invito a presentare proposte per studi di fattibilità su un concept di strumento scientifico all’avanguardia guidato dal Regno Unito per la missione Habitable Worlds Observatory (HWO) della NASA, attualmente in fase di studio.

La missione HWO è stata raccomandata dal Decadal Survey 2020 come successore del James Webb Space Telescope per l’astrobiologia e la caratterizzazione diretta di esopianeti. Sarà progettata per individuare e studiare pianeti potenzialmente abitabili intorno a stelle vicine, con la capacità di rilevare molecole come acqua, ossigeno e metano nelle loro atmosfere.

Di recente, due workshop sostenuti dallo Science and Technology Facilities Council (STFC) hanno coinvolto la comunità scientifica e industriale del Regno Unito per valutare un potenziale contributo strumentale alla missione HWO. In seguito, è stato lanciato un bando di finanziamento per studi di fattibilità su strumenti come imager UV/visibile o spettrometri (qui l’announcement of opportunity).

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Un contributo britannico all’osservazione degli esopianeti

Il bando è stato aperto grazie ai fondi stanziati per l’anno fiscale 2025/26 dal Programma Bilaterale di Scienza ed Esplorazione. Prevede una prima fase di selezione basata sulla presentazione di dichiarazioni di interesse (SOI) da parte della comunità accademica nazionale. I SOI saranno valutati per l’allineamento con gli obiettivi strategici della missione, e dovranno essere presentati entro il 16 giugno 2025. Le proposte selezionate guideranno i colloqui con partner internazionali a Graz e a Washington a luglio.

I proponenti che supereranno questa prima selezione saranno invitati a presentare una proposta completa, sottoposta a revisione indipendente secondo criteri di eccellenza scientifica, fattibilità tecnica, sostenibilità economica e impatto socioeconomico. Il budget totale disponibile è di 300 mila sterline e tutti i fondi assegnati dovranno essere spesi entro marzo 2026.

Possono partecipare solo istituzioni accademiche del Regno Unito. L’industria potrà essere coinvolta come subappaltatore, ma non guidare la proposta. L’obiettivo, ha sottolineato il Governo britannico, è posizionare il Regno Unito in modo competitivo nella collaborazione internazionale con NASA ed ESA, rafforzando il proprio ruolo scientifico e strategico nel panorama dell’esplorazione spaziale.

Un concept di design proposto per l'Habitable Worlds Observatory. Credits: Goddard Space Flight Center Conceptual Image Lab della NASAa
Un concept di design proposto per l’Habitable Worlds Observatory. Credits: Goddard Space Flight Center Conceptual Image Lab della NASAa

Il Regno Unito guarda al futuro

Il Regno Unito vanta una lunga tradizione di contributi scientifici e tecnologici a missioni spaziali internazionali di alto profilo. Nell’ambito dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha fornito componenti per missioni come Gaia e Euclid.

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Un ruolo particolarmente rilevante è stato svolto per il James Webb Space Telescope. Il Regno Unito ha avuto la responsabilità di costruire, testare e calibrare lo strumento MIRI (Mid-Infrared Instrument), in collaborazione con un consorzio europeo guidato dal UK Astronomy Technology Centre (UKATC) e dall’Università di Leicester, insieme alla NASA e ad altri partner internazionali. MIRI è l’unico strumento del Webb capace di osservare l’Universo nell’infrarosso medio (da 5 a 28 micron), ed è fondamentale per studiare dischi protoplanetari, esopianeti, galassie distanti e oggetti freddi come comete e asteroidi.

Il Regno Unito ha inoltre contribuito a missioni come Herschel, dedicata all’astrofisica dell’infrarosso lontano, e ARIEL, attualmente in sviluppo per il lancio nel 2029, che avrà il compito di studiare in modo sistematico le atmosfere di centinaia di esopianeti.

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Tags: Agenzie SpazialiHabitable Worlds ObservatoryHWORegno Unito

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