Il 2 giugno 2026, il Regno Unito e l’azienda statunitense Vast hanno firmato un accordo per portare il primo astronauta con disabilità in orbita. L’accordo riguarda una possibile missione di John McFall, della riserva astronauti dell’ESA, verso Haven-1, la stazione spaziale commerciale che Vast intende lanciare nel 2027, e prevede il coinvolgimento della UK Space Agency nella ricerca dei finanziamenti necessari al volo. Non è stato comunicato a quanto ammontano questi finanziamenti.
Haven-1 è progettata per ospitare fino a quattro astronauti e rappresenta il primo elemento del programma Haven, con cui l’azienda intende sviluppare una nuova generazione di stazioni commerciali in orbita terrestre bassa.
McFall, chirurgo del servizio sanitario britannico ed ex atleta paralimpico, ha perso la gamba destra in un incidente motociclistico all’età di 19 anni. Nel 2022 è stato selezionato dall’ESA per il progetto Fly!, dedicato allo studio della partecipazione di persone con disabilità fisiche alle missioni spaziali di lunga durata. Lo scorso anno è diventato il primo astronauta con una disabilità fisica a ottenere l’idoneità medica per una missione di lunga permanenza nello spazio.
Se la missione verrà realizzata, McFall potrebbe diventare la prima persona con una disabilità fisica a vivere e lavorare in orbita, oltre che il primo astronauta britannico a raggiungere lo spazio dopo Tim Peake.
Una missione che punta a rendere il volo umano più inclusivo
L’eventuale permanenza di John McFall a bordo di Haven-1 sarebbe di circa 14 giorni, e avrebbe anche un importante valore scientifico. Durante la missione, l’astronauta dovrebbe condurre studi sugli effetti della microgravità sul corpo umano, concentrandosi in particolare sull’adattamento muscolo-scheletrico, sulle prestazioni delle protesi e sui movimenti delle persone nello spazio.
Le informazioni raccolte potrebbero contribuire a migliorare la progettazione delle protesi utilizzate sulla Terra e fornire nuovi dati per la riabilitazione degli amputati.
I ricercatori ritengono che queste attività possano offrire indicazioni molto utili per comprendere meglio fenomeni come la perdita di massa muscolare e la diminuzione della densità ossea, condizioni che interessano sia gli astronauti sia molte persone sulla Terra.

Haven-1
Vast mira a far diventare Haven-1 una delle prime strutture private in grado di ospitare equipaggi in orbita terrestre bassa. Gli astronauti raggiungeranno la stazione utilizzando le capsule Crew Dragon di SpaceX, già impiegate regolarmente per le missioni verso la ISS.
Secondo i piani dell’azienda, Haven-1 rimarrà operativa per circa tre anni e fungerà da banco di prova per Haven-2, una stazione modulare più grande progettata per ospitare equipaggi in modo continuativo.
L’1 giugno, nel corso del Choose France Summit, Vast ha firmato un accordo anche con la Francia, per portare due astronauti francesi in orbita, uno sulla ISS e uno su Haven-1, la riserva ESA Arnaud Prost, nel 2027.











