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La Parker Solar Probe ha superato il 23° perielio, “sfiorando” ancora una volta il Sole

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Marzo 24, 2025
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Parker Solar Probe

Rappresentazione artistica della sonda Parker Solar Probe in avvicinamento al Sole. Credits: NASA

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Il 22 marzo 2025, la Parker Solar Probe della NASA ha superato il suo 23° perielio in orbita attorno al Sole, eguagliando il record per la distanza minima dalla superficie solare: appena 6.1 milioni di km.

Lanciata nell’agosto 2018, la Parker Solar Probe è la prima missione a entrare direttamente nell’atmosfera solare. Il suo obiettivo è studiare da vicino i processi fisici che regolano il vento solare, il riscaldamento coronale e il comportamento del campo magnetico solare. Per farlo, la sonda ha eseguito una serie di orbite intorno al Sole, sempre più strette, aiutata da ripetuti assist gravitazionali di Venere per correggere la sua traiettoria. In questo momento si trova nella sua orbita finale.

Al momento del perielio, il 22 marzo, la sonda ha viaggiato a circa 700 mila km/h, entrando nuovamente nella corona solare come durante il precedente passaggio. Questo evento fornisce nuovi dati in un periodo cruciale per l’attività solare, quello del massimo solare, cominciato lo scorso ottobre.

Tutti e quattro gli strumenti scientifici della Parker erano attivi durante il perielio, e la sonda ha inviato conferma del suo funzionamento nominale ai controllori di missione presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) nel Maryland, dove è stata progettata e costruita. La trasmissione dei dati scientifici a Terra è prevista per martedì 25 marzo.

Dritta nella corona del Sole

Con questo nuovo passaggio ravvicinato, la sonda della NASA ha replicato le condizioni estreme già raggiunte nel dicembre 2024. Come in quell’occasione, il flyby è avvenuto a 6.1 milioni di km dalla superficie solare, distanza che rimane un record per qualsiasi veicolo spaziale.

Il transito ha portato la sonda ancora una volta all’interno della corona solare, la regione più esterna e calda dell’atmosfera del Sole, dove le temperature possono superare il milione di gradi Celsius. Ed è accaduto in un momento cruciale: il Sole si trova infatti nel suo massimo di attività, che si protrarrà probabilmente per l’intero 2025. Le osservazioni dirette della Parker, quindi, saranno fondamentali per monitorare e comprendere fenomeni come il vento solare, le espulsioni di massa coronale e i cambiamenti del campo magnetico.

Animazione artistica che mostra come la Parker Solar Probe della NASA abbia completato la sua ultima immersione nell'atmosfera del Sole, eguagliando i suoi record di velocità e distanza mentre raccoglieva dati innovativi dall'interno della corona. Credits: NASA GSFC/CIL/Brian Monroe
Animazione artistica che mostra come la Parker Solar Probe della NASA abbia completato la sua ultima immersione nell’atmosfera del Sole, eguagliando i suoi record di velocità e distanza mentre raccoglieva dati innovativi dall’interno della corona. Credits: NASA GSFC/CIL/Brian Monroe

Strumenti come FIELDS e SWEAP continuano a raccogliere dati ad alta risoluzione, rilevando eventi come i cosiddetti switchbacks, variazioni improvvise nella direzione del campo magnetico, che si sospetta abbiano un ruolo nella generazione del vento solare.

Ultimi mesi operativi per una missione senza precedenti

La Parker Solar Probe è ora nella sua orbita finale, interamente contenuta all’interno dell’orbita di Venere. Non sono più previsti assist gravitazionali e la sonda continuerà i suoi flyby finché avrà propellente a sufficienza per mantenere l’assetto e comunicare con la Terra.

Le ultime fasi della missione prevedono almeno un altro perielio a distanza record, ancora a 6.1 milioni di km, prima del termine operativo previsto per la fine del 2025.

Una volta esaurito il carburante, la sonda sarà orientata verso il Sole e gli strumenti scientifici verranno esposti alla radiazione diretta, che ne determinerà il danneggiamento. Tuttavia, lo scudo termico – progettato per resistere a temperature estreme – continuerà a orbitare attorno alla nostra stella, testimone silenzioso di una missione che ha avvicinato l’umanità al Sole come mai prima.

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Tags: corona solareEsplorazione spazialeNasaParker Solar ProbeSole

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