• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

La tensione di Hubble è stata ri-confermata da nuove osservazioni del James Webb

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Ottobre 2, 2024
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Immagine della NIRCam del James Webb dell'ammasso di galassie PLCK G165.7+67.0, noto anche come G165. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Brenda Frye (Università dell'Arizona), Rogier Windhorst (ASU), S. Cohen (ASU), Jordan CJ D'Silva (UWA), Anton M. Koekemoer (STScI), Jake Summers (ASU )

Immagine della NIRCam del James Webb dell'ammasso di galassie PLCK G165.7+67.0, noto anche come G165. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Brenda Frye (Università dell'Arizona), Rogier Windhorst (ASU), S. Cohen (ASU), Jordan CJ D'Silva (UWA), Anton M. Koekemoer (STScI), Jake Summers (ASU )

Condividi su FacebookTweet

Un team internazionale di ricercatori, guidato dalla dott.ssa Brenda Frye dell’Università dell’Arizona, ha identificato con il telescopio spaziale James Webb una rara supernova di tipo Ia, soprannominata “Supernova H0pe”, nell’ammasso di galassie PLCK G165.7+67.0.

Questa supernova, oltre ad essere una delle più distanti del suo tipo mai osservate, presenta una caratteristica unica: appare triplicata a causa dell’effetto di lente gravitazionale. Questo fenomeno, causato dalla distorsione dello spazio-tempo da parte dell’ammasso di galassie in primo piano, ha permesso agli scienziati di osservare la stessa esplosione stellare in tre momenti diversi della sua evoluzione.

La scoperta è avvenuta nell’ambito del programma PEARLS (Prime Extragalactic Areas for Reionization and Lensing Science) e offre un nuovo metodo indipendente per misurare la costante di Hubble, ovvero il tasso di espansione dell’Universo. E ha dato risultati che, ancora una volta, confermano la presenza della tensione di Hubble.

La tensione di Hubble: un enigma cosmologico

La costante di Hubble, che descrive il tasso di espansione dell’Universo, è al centro di un dibattito scientifico noto come “tensione di Hubble”. Questo termine si riferisce alla discrepanza tra i valori della costante misurati con metodi diversi.

Da un lato, le misurazioni basate sull’osservazione dell’Universo locale, utilizzando indicatori di distanza come le cefeidi e le supernovae di tipo Ia, tendono a fornire un valore più alto della costante di Hubble. Dall’altro, le stime basate sull’osservazione della radiazione cosmica di fondo, che ci offre uno sguardo sull’Universo primordiale, suggeriscono un valore più basso.

Questa discrepanza ha spinto gli astronomi a cercare nuovi metodi di misurazione indipendenti e più precisi. Il telescopio James Webb ha già contribuito a questo sforzo, confermando le misurazioni precedenti del telescopio Hubble basate sulle cefeidi e le supernovae di tipo Ia.

Tuttavia, la tensione persiste, suggerendo che potrebbe essere necessaria una revisione dei nostri modelli cosmologici o che potremmo essere di fronte a nuova fisica oltre il modello standard.

La scoperta di Webb della supernova H0pe

La supernova H0pe rappresenta un approccio innovativo alla misurazione della costante di Hubble. Osservata inizialmente come tre punti luminosi nell’immagine dell’ammasso PLCK G165.7+67.0 catturata dal Webb, questa supernova di tipo Ia si trova a circa 3.5 miliardi di anni luce dalla Terra.

Immagine della NIRCam del James Webb che mostra l'ammasso di galassie PLCK G165.7+67.0, noto anche come G165. Sulla sinistra, l'effetto di ingrandimento che un ammasso in primo piano può avere sull'Universo distante con il fenomeno in lente gravitazionale. A destra, la regione ingrandita mostra la supernova H0pe, triplicata dall'effetto lente. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Brenda Frye (Università dell'Arizona), Rogier Windhorst (ASU), S. Cohen (ASU), Jordan CJ D'Silva (UWA), Anton M. Koekemoer (STScI), Jake Summers (ASU )
Immagine della NIRCam del James Webb che mostra l’ammasso di galassie PLCK G165.7+67.0, noto anche come G165. Sulla sinistra, l’effetto di ingrandimento che un ammasso in primo piano può avere sull’Universo distante con il fenomeno in lente gravitazionale. A destra, la regione ingrandita mostra la supernova H0pe, triplicata dall’effetto lente. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Brenda Frye (Università dell’Arizona), Rogier Windhorst (ASU), S. Cohen (ASU), Jordan CJ D’Silva (UWA), Anton M. Koekemoer (STScI), Jake Summers (ASU )

L’unicità di questa scoperta risiede nell’effetto di lente gravitazionale che ha creato tre immagini della stessa supernova. Questo fenomeno ha permesso ai ricercatori di osservare l’esplosione in tre momenti diversi della sua evoluzione, poiché la luce ha seguito percorsi di lunghezza diversa per raggiungere la Terra.

Combinando i ritardi temporali tra le immagini, la distanza della supernova e le proprietà della lente gravitazionale, il team è riuscito a calcolare un nuovo valore per la costante di Hubble: 75.4 km al secondo per megaparsec, con un margine di errore di +8.1 e -5.5.

Questo risultato è stato ottenuto attraverso un processo rigoroso che ha coinvolto sette sottogruppi indipendenti, ciascuno dei quali ha contribuito con modelli di lente per descrivere la distribuzione della materia nell’ammasso di galassie.

Il valore della costante di Hubble ottenuto attraverso l’osservazione della Supernova H0pe si allinea con le misurazioni dell’Universo locale, ma rimane in tensione con i valori derivati dall’Universo primordiale. Questo risultato, quindi, non risolve definitivamente la tensione di Hubble, anche se offre un nuovo metodo indipendente per affrontare il problema.

Ma allora, c’è o non c’è una tensione di Hubble?

La scoperta della supernova H0pe rappresenta solo il secondo caso in cui questo metodo è stato utilizzato per misurare la costante di Hubble, e il primo che utilizza una “candela standard” come una supernova di tipo Ia.

Le implicazioni di questa ricerca sono da un lato, la conferma della robustezza delle misurazioni nell’Universo locale. Dall’altro, l’evidente necessità di ulteriori indagini per comprendere la discrepanza con i valori dell’Universo primordiale.

Proprio lo scorso agosto, uno studio condotto da Wendy Freedman e colleghi dell’Università di Chicago aveva gettato nuova luce su questa questione, suggerendo che potrebbe non esistere la tensione di Hubble. Infatti, utilizzando tre metodi indipendenti per analizzare i dati di 10 galassie vicine, il team aveva ottenuto un valore del tasso di espansione in una posizione intermedia tra le stime precedenti, riconciliando potenzialmente le discrepanze. Ora invece, risulta ancora una volta evidente che la tensione persiste.

Le future osservazioni del James Webb nel Ciclo 3 promettono di ridurre le incertezze, permettendo vincoli più sensibili sulla costante di Hubble.

Gli articoli scientifici contenenti i risultati e le considerazioni legate a questa scoperta sono:

  • JWST Spectroscopy of SN H0pe: Classification and Time Delays of a Triply Imaged Type Ia Supernova at z = 1.78, Wenlei Chen et al. 2024
  • JWST Photometric Time-delay and Magnification Measurements for the Triply Imaged Type Ia “SN H0pe” at z = 1.78, J.D.R. Pierel et al. 2024
  • The JWST Discovery of the Triply Imaged Type Ia “Supernova H0pe” and Observations of the Galaxy Cluster PLCK G165.7+67.0, Brenda L. Frye et al. 2024
  • Spectroscopy of the supernova H0pe host galaxy at redshift 1.78, M. Polletta et al. 2023
  • Birds of a Feather: Resolving Stellar Mass Assembly with JWST/NIRCam in a Pair of Kindred z ∼ 2 Dusty Star-forming Galaxies Lensed by the PLCK G165.7+67.0 Cluster, Patrick S. Kamieneski et al. 2024
  • SN H0pe: The First Measurement of H0 from a Multiply-Imaged Type Ia Supernova, Discovered by JWST, Massimo Pascale et al. 2024

Da oltre due anni, qui pubblichiamo articoli di informazione e approfondimento per il settore spaziale, mentre sui social raccontiamo e commentiamo l’esplorazione dello spazio e seguiamo insieme in live i principali eventi. Ma facciamo anche molto altro. Puoi supportare la nostra attività di giornalismo e divulgazione entrando in Astrospace ORBIT, dove avrai accesso a tutti i vantaggi esclusivi della community di Astrospace.



© 2024 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: Costante di HubbleJames WebbJames Webb Space TelescopeLente gravitazionalesupernovatensione di Hubble

Potrebbe interessarti anche questo:

Il resto di supernova Cassiopea A brilla nei raggi X, luce visibile e infrarossa in questa immagine composta da dati di Chandra, Hubble, Webb e Spitzer. Credits: X-ray: NASA/CXC/SAO; Optical: NASA/ESA/STScI; IR: NASA/ESA/CSA/STScI/Milisavljevic et al., NASA/JPL/CalTech

Il telescopio XRISM ha scoperto cloro e potassio nel resto di supernova Cassiopea A

Dicembre 5, 2025
La galassia a spirale Alaknanda osservata dal James Webb. In primo piano, diverse galassie luminose dall'ammasso Abell 2744. Credits: NASA/ESA/CSA, I. Labbe/R. Bezanson/Alyssa Pagan (STScI), Rashi Jain/Yogesh Wadadekar (NCRA-TIFR)

Il James Webb ha scoperto Alaknanda, una galassia a spirale matura a solo 1.5 miliardi di anni dal Big Bang

Dicembre 4, 2025
Una porzione dell'ammasso di galassie MACS J1149.5+2223 visto dalla NIRCam del James Webb, all'interno dell'indagine CANUCS di Webb. Credits: ESA/Webb, NASA & CSA, G. Rihtaršič (University of Ljubljana, FMF), R. Tripodi (University of Ljubljana, FMF)

Individuato un buco nero supermassiccio in rapida crescita a soli 570 milioni di anni dal Big Bang

Novembre 19, 2025
Render artistico della forma particolare della supernova SN 2024ggi. Credits: ESO/L. Calçada

Osservata per la prima volta la forma di una supernova nelle sue fasi iniziali

Novembre 13, 2025
Capotauro (CEERS U-100588), un oggetto astronomico trovato dal James Webb all'interno del programma di osservazione CEERS. Potrebbe essere la galassia più distante mai scoperta. Credits: Giuseppe Capriotti & Giovanni Gandolfi/NASA/ESA/CSA/JWST/CEERS

Scoperto con il James Webb “Capotauro”: forse è la galassia più distante mai rilevata

Ottobre 23, 2025
Rappresentazione artistica di un disco di polvere e gas che circonda il giovane esopianeta CT Cha b, a 625 anni luce dalla Terra. I dati spettroscopici del James Webb suggeriscono che il disco contiene le materie prime per la formazione di una luna. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, G. Cugno (University of Zürich, NCCR PlanetS), S. Grant (Carnegie Institution for Science), J, Olmsted (STScI), L. Hustak (STScI)

Il James Webb ha trovato un disco che potrebbe formare lune attorno a un giovane esopianeta

Settembre 29, 2025
Attualmente in riproduzione

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

I più letti

  • Alcuni dei campioni dell'asteroide Bennu portati a Terra dalla missione OSIRIS-REx della NASA a settembre 2023. Credits: NASA/JPL-Caltech

    Zuccheri, gomma e polvere di supernova nei campioni dell’asteroide Bennu

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Distrutto il primo Super Heavy V3, quando ci sarà il prossimo lancio? I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Primo lancio di successo per Zhuque-3 di LandSpace, ma fallisce il recupero del primo stadio

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Il Vega-C ha portato in orbita il satellite sudcoreano Kompsat-7 per l’osservazione della Terra

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Render artistico della missione SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) di ESA/NASA. Credits: ESA/ATG medialab; ESA/NASA SOHO

Trent’anni di SOHO, la missione che ha cambiato per sempre lo studio del Sole

Dicembre 2, 2025
Il New Glenn di Blue Origin sulla rampa di lancio a Cape Canaveral. Credits: Blue Origin

Dove, quando e perché vedere il secondo lancio del New Glenn di Blue Origin

Novembre 13, 2025
La "Harvest Moon" del 29 settembre 2023, l'ultima Superluna dell'anno 2023, fotografata con il telescopio Takahashi TSA 102 aperto a f/8 presso l'Osservatorio Astronomico "G. Beltrame", gestito dal Gruppo Astrofili Vicentini. Credits: Mariasole Maglione

In arrivo la Superluna più grande e luminosa del 2025. Ecco quando, come e perché osservarla

Novembre 4, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162