• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

La prima prova dell’esistenza di un fondo stocastico di onde gravitazionali: spiegata!

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Giugno 30, 2023
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
GWB

Rappresentazione artistica che mostra stelle, buchi neri e nebulose disposti su una griglia che rappresenta il tessuto dello spazio-tempo. Le increspature in questo tessuto sono chiamate onde gravitazionali. Credits: NANOGrav collab., Aurore Simonet

Condividi su FacebookTweet

Nel 1916, lo scienziato tedesco Albert Einstein proposte per la prima volta l’esistenza di onde di gravità, chiamate poi onde gravitazionali. Secondo la sua teoria della Relatività Generale, esse si sarebbero generate durante eventi cosmici molto energetici, come conseguenza della modifica alla curvatura dello spaziotempo, che a sua volta è dovuta alla presenza di massa.

100 anni dopo, l’11 febbraio 2016, le collaborazioni LIGO e Virgo hanno annunciato la prima rilevazione e osservazione diretta delle onde gravitazionali, avvenuta nel settembre 2015. Due buchi neri si erano scontrati, increspando il tessuto dello spaziotempo. Quell’increspatura si è propagata fino a noi, ed è stata rilevata dai due strumenti.

Oggi, 29 giugno 2023, la collaborazione NANOGrav (North American Nanohertz Observatory for Gravitational Waves) ha annunciato il primo rilevamento diretto di un fondo stocastico di onde gravitazionali (Gravitational Wave Background, GWB). La scoperta è stata fatta utilizzando i dati osservativi di una serie di 68 stelle pulsar raccolti nel corso di 15 anni. L’origine esatta di questo segnale di fondo non è ancora certa, e richiederà ulteriori osservazioni.

Quattro studi separati sulla scoperta del fondo delle onde gravitazionali sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal Letters (e altri due accettati per pubblicazione futura):

  • The NANOGrav 15 yr Data Set: Evidence for a Gravitational-wave Background
  • The NANOGrav 15 yr Data Set: Observations and Timing of 68 Millisecond Pulsars
  • The NANOGrav 15 yr Data Set: Detector Characterization and Noise Budget
  • The NANOGrav 15 yr Data Set: Search for Signals from New Physics
  • The NANOGrav 15-year Data Set: Constraints on Supermassive Black Hole Binaries from the Gravitational Wave Background
  • The NANOGrav 15-year Data Set: Bayesian Limits on Gravitational Waves from Individual Supermassive Black Hole Binaries
Pulsar utilizzate da NANOGrav
Illustrazione delle posizioni delle pulsar della Via Lattea incluse nel set di dati di 15 anni di NANOGrav. Le stelle blu indicano le pulsar, mentre la stella centrale gialla rappresenta la posizione della Terra. Credits: NANOGrav

Cos’è il fondo stocastico di onde gravitazionali?

Il fondo stocastico di onde gravitazionali è un insieme di segnali provenienti da diverse fonti cosmiche distribuite nell’Universo. A differenza delle onde gravitazionali generate da eventi singoli e distinti, come la fusione di buchi neri o le esplosioni di supernove, il fondo stocastico consiste in un “rumore” proveniente da molte fonti diverse.

Questo fondo stocastico, che rappresenta un vero e proprio mormorio di fondo dell’Universo, si manifesta come un segnale continuo. Infatti, le onde gravitazionali che lo costituiscono si sovrappongono e si combinano, creando una miscela di segnali le cui fonti potenziali includono, ad esempio, la somma delle onde generate da molte fusioni di buchi neri supermassicci in tutto l’Universo, o onde gravitazionali generate durante l’epoca primordiale poco dopo il Big Bang.

Finora, rilevarlo non era mai stato possibile. Le onde gravitazionali a bassa frequenza producono perturbazioni così piccole da essere irrilevabili da strumenti come LIGO e Virgo. E anche se lo fossero, esistono numerosi fattori esterni che contribuiscono al rumore di fondo nelle misurazioni, ed eliminarli è un compito complesso e che richiede tecnologie e tecniche di analisi dati altamente sofisticate. Inoltre, è necessario possedere una grossa mole di dati, raccolti su un lungo arco temporale.

Come è stato individuato?

Le prove del fondo stocastico annunciate da NANOGrav sono state trovate con il metodo del Pulsar Timing Array (PTA). Si tratta di una tecnica utilizzata per rilevare onde gravitazionali a bassa frequenza, basata sulle osservazioni di pulsar, stelle di neutroni altamente magnetizzate che emettono impulsi regolari di onde radio.

Questi impulsi, talmente precisi da essere paragonati a “orologi cosmici”, possono essere rilevati dai telescopi sulla Terra come segnali radio. Gli scienziati misurano il tempo di arrivo dei segnali in modo accurato e lo confrontano con un orologio di riferimento stabile.

Se un’onda gravitazionale attraversa la regione spaziale tra la Terra e una pulsar, la sua propagazione può influenzare il tempo di arrivo dei segnali dell pulsar sulla Terra. L’onda gravitazionale, infatti, provoca una leggera deformazione dello spazio-tempo, che si traduce in un ritardo o un anticipo nei tempi di arrivo dei segnali considerati.

Illustrazione del percorso del segnale dalla pulsar ai dati ottenuti, in cui sono messe in evidenza alcune importanti fonti di rumore. La propagazione attraverso il mezzo interstellare (interstellar medium) impone la dispersione degli impulsi. Al ricevitore, insieme al rumore termico, si sommano effetti relativi alle correzioni dell'orologio e ai parametri del baricentro del Sistema Solare, tra gli altri, che devono essere modellati per produrre un set di dati che includa i tempi di arrivo (TOA) dell'impulso e stime del ritardo dipendenti dal tempo. Credits: Agazie et al. 2023
Pulsar Timing Array

Confrontando i tempi di arrivo dei segnali di diverse pulsar e studiando le correlazioni tra di essi, è possibile individuare la firma del passaggio di un’onda gravitazionale attraverso la rete di pulsar. Sono chiaramente necessarie tecniche sofisticate per analizzare i dati di temporizzazione delle pulsar e cercare segnali coerenti, che indichino la presenza di onde gravitazionali.

Questo implica la correzione per variabili indesiderate, come effetti atmosferici e rumore strumentale, per identificare con precisione le deviazioni causate dalle onde gravitazionali.

Il metodo del PTA è particolarmente sensibile alle onde gravitazionali a bassa frequenza, comprese quelle generate da eventi cosmici come la fusione di buchi neri supermassicci. Sfruttando le osservazioni di una rete di pulsar distribuite in tutto il cielo, i ricercatori cercano segnali coerenti e correlazioni nei dati di temporizzazione per rivelare la presenza di onde gravitazionali.

Quali potrebbero essere le sorgenti?

Anche se NANOGrav ha fornito la prima prova convincente dell’esistenza di un background stocastico di onde gravitazionali nella gamma di frequenze dei nanohertz, l’origine di questo background è ancora sconosciuta. In generale, le fonti potrebbero essere o astrofisiche, quindi collisioni di oggetti celesti molto massicci, o cosmologiche, quindi provenienti da meccanismi, effetti e fenomeni risalenti all’Universo primordiale e al periodo dell’inflazione cosmica.

Uno degli studi pubblicati considera diverse fonti cosmologiche e le confronta con il segnale astrofisico prodotto da una popolazione di buchi neri binari supermassicci, per tentare di confermare o smentire la possibilità che essi ne siano sorgente. I risultati non sono però sufficienti a dare un’indicazione precisa, e l’analisi non tiene in considerazione l’intera gamma di incertezze nei segnali cosmologici e astrofisici.

Saranno quindi importanti analisi future, volte a caratterizzare il cosiddetto “spettro di potenza” del segnale in modo più dettagliato e a concentrarsi sull’osservazione di anisotropie, variazioni nel segnale che potrebbero aiutare a distinguere l’origine astrofisica da quella cosmologica. Per comprendere meglio le interpretazioni del segnale, sarà anche necessario identificare modelli che riproducano esattamente i parametri osservati, e che tengano in considerazione le possibili variazioni derivanti dal prendere in esame anche la materia oscura.

Fonti di onde gravitazionali
Lo spettro delle onde gravitazionali, che mostra i vari tipi di eventi che emettono onde gravitazionali tracciati secondo la frequenza della loro radiazione (asse X) e la loro ampiezza (asse Y). Abbiamo bisogno di diversi tipi di strumenti per rilevare queste fonti: rilevatori terrestri come LIGO-Virgo rilevano onde gravitazionali ad alta frequenza, mentre Pulsar Timing Arrays come NANOGrav può rilevare radiazioni a bassa frequenza. Credits: J.Simon, Astrobites

Cosa implica questa scoperta?

Aver rilevato per la prima volta con successo il fondo stocastico di onde gravitazionali ha implicazioni significative in diverse aree. Innanzitutto, è un’ulteriore conferma della teoria della relatività generale di Einstein. Inoltre, il fondo stocastico contiene informazioni preziose sull’Universo primordiale.

Aver individuato questo segnale ci consente di indagare le condizioni iniziali dell’Universo, comprese le sue dimensioni, la sua densità e la natura delle interazioni fondamentali durante le prime fasi dell’evoluzione cosmica. Fasi in cui queste onde sono state (da qualche parte, e da qualche oggetto) generate.

Chiaramente, riuscire a risalire alle sorgenti di queste onde permetterà di ottenere informazioni sulle diverse sorgenti astrofisiche che contribuiscono a questo rumore di fondo. Ciò potrebbe aiutarci a comprendere meglio la formazione e l’evoluzione delle galassie, la fusione di buchi neri e stelle di neutroni, nonché i processi astrofisici ad alta energia che generano onde gravitazionali.

Ma stiamo anche parlando di una nuova fisica, di un nuovo modo per sondare l’intero Universo oltre che quello classico di raccoglierne la luce. E, forse, abbiamo anche trovato una nuova sorgente di informazioni su teorie fisiche al di là della relatività generale, come la gravità quantistica e la natura della materia oscura.

 

Tags: fondo stocasticoOnde gravitazionaliRadiotelescopi

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico della missione LISA dell'Agenzia Spaziale Europea. Credits: OHB

Thales Alenia Space firma con l’ESA per la fase 1 dello sviluppo dei telescopi della missione LISA

Maggio 6, 2026
Simulazione della collisione di due buchi neri che produce onde gravitazionali. Credits: Simulating eXtreme Spacetimes (SXS) project

Dieci anni dall’annuncio del primo rilevamento diretto delle onde gravitazionali

Febbraio 11, 2026
Render artistico della missione LISA dell'Agenzia Spaziale Europea. Credits: OHB

Thales Alenia Space firma con OHB per fornire il sistema di propulsione della missione europea LISA

Gennaio 22, 2026
Simulazione della collisione di due buchi neri che produce onde gravitazionali. Credits: Simulating eXtreme Spacetimes (SXS) project

Rilevati i primi segnali di onde gravitazionali provenienti da buchi neri di “seconda generazione”

Ottobre 29, 2025
Render dell'Einstein Telescope con personale al lavoro. Credits: ETO

Sono ufficialmente tre i siti candidati a ospitare l’Einstein Telescope

Ottobre 22, 2025
Un'illustrazione di GW250114, una potente collisione tra due buchi neri che hanno creato onde gravitazionali osservate da LIGO, vista da uno dei buchi neri coinvolti. Credits: Aurore Simonnet, SSU/EdEon/LVK/URI

Annunciato un segnale di onde gravitazionali che conferma due previsioni fondamentali sulla fisica dei buchi neri

Settembre 11, 2025
Attualmente in riproduzione

Le polemiche, la scienza e gli astronauti di Artemis II: Tutto quello che devi sapere parte 2

Le polemiche, la scienza e gli astronauti di Artemis II: Tutto quello che devi sapere parte 2

00:21:57

ARTEMIS II: Tutto quello che devi sapere sul viaggio verso la Luna: parte 1

00:26:06

Una nuova base lunare per il programma Artemis al posto del Lunar Gateway

00:12:37

La STORIA COMPLETA dell'atterraggio su TITANO: mai l'Umanità è andata così lontano

00:17:21

Nuove missioni, flyby e cosa succederà nel Sistema Solare nel 2026!

00:15:40

Ecco le cose più interessanti da aspettare nella space economy del 2026

00:11:49

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

[Rinviato] Il 7 marzo si parte per la Luna (?). Aggiornamenti sul WDR e sui prossimi step

00:09:19

Artemis II: Cos'è successo il quarto giorno di missione?

01:11:13
ANNUNCIO

I più letti

  • Lo staff di Aviolancio. Credits: CNR/T4i

    Completata la prima missione di test del sistema suborbitale del programma italiano Aviolancio

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco tutti gli obbiettivi del volo 12 di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • OHB costruirà il modulo di servizio dello spazioplano VORTEX-S di Dassault

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Non ci sarà un secondo stadio sul prossimo SLS. Nuovi aggiornamenti su Artemis III

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026
Lo Space Launch System e la Luna piena al Kennedy Space Center. Credits: NASA/Sam Lott

Ecco quando, dove e soprattutto perché seguire il lancio di Artemis II

Marzo 31, 2026
SLS sulla rampa di lancio a gennaio 2026. Credits: NASA/Brandon Hancock

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla missione Artemis II

Marzo 31, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162