• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

La scienza di Euclid: cosa, come e dove osserverà

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Giugno 20, 2023
in Astronomia e astrofisica, Divulgazione, News, Scienza
Euclid science

Credits: Euclid Consortium, ESA

Condividi su FacebookTweet

La missione spaziale Euclid dell’ESA è interamente dedicata allo studio dell’Universo oscuro, cioè quella parte di Universo composto da materia oscura e energia oscura, che rappresentano circa il 95% del totale. In altre parole, Euclid ci permetterà di “far luce” su tutto ciò che ancora non conosciamo della realtà che ci circonda, che ci attraversa e a cui apparteniamo.

Si ritiene che l’energia oscura sia la responsabile dell’accelerazione dell’espansione dell’Universo. La materia oscura, invece, è materia diversa da quella ordinaria (o barionica) di cui siamo composti e che già conosciamo. A noi è invisibile e non può essere rilevata direttamente, ma influisce sulla formazione delle strutture cosmiche come galassie e ammassi di galassie.

Grazie alle sue caratteristiche e al modo in cui è stata concepita, questa missione dovrebbe aiutarci a comprendere meglio la natura dell’energia oscura, determinando se la sua densità o la sua forza cambiano nel tempo. Inoltre, dovrebbe fornire indizi sulla natura stessa della materia oscura, svelando come si aggrega nelle strutture cosmiche e interagisce con la materia ordinaria.

Euclid contribuirà anche alla comprensione della formazione delle galassie e della loro evoluzione nel corso del tempo cosmico, dai primordi dell’Universo fino ai giorni nostri (la cosiddetta legacy science della missione).

La strumentazione di Euclid

Per poter sondare l’Universo oscuro, la missione Euclid è dotata di un telescopio infrarossi e visibili, che consentirà di eseguire un’ampia serie di osservazioni. Il design ottico del telescopio è a tre specchi, con lo specchio primario dal diametro di circa 1.2 metri.

La struttura è stata progettata per garantire la massima stabilità termica e meccanica durante le osservazioni. Inoltre, Euclid avrà un campo di vista ampio, cosa che consente di coprire una vasta area del cielo durante le sue osservazioni. Ciò permetterà di ottenere un campione statistico significativo di galassie e strutture cosmiche su larga scala.

Euclid è equipaggiato con due strumenti scientifici principali:

  1. Il VISible imager (VIS), dedicato all’acquisizione di immagini nel visibile. Sarà in grado di scattare foto ad alta risoluzione di una vasta area del cielo, rivelando la distribuzione delle galassie e fornendo informazioni sulla loro forma, dimensione e luminosità.
  2. Il Near Infrared Spectrometer and Photometer (NISP), che opera nella regione dell’infrarosso vicino. Si concentrerà sull’analisi dello spettro delle galassie, fornendo informazioni sulle loro proprietà fisiche, come la composizione chimica, la temperatura e la velocità di espansione. Queste informazioni saranno fondamentali per comprendere come le galassie si sono formate e hanno interagito nel corso dell’evoluzione cosmica.
Modulo di carico utile di Euclid
Il modulo di carico utile di Euclid, che consiste in una piastra di base in silicio che supporta il telescopio e due strumenti. Il VIS è visibile verso l’alto, il NISP a destra. Gli specchi primario e secondario del telescopio sono nascosti alla vista e all’interno del deflettore bianco con isolamento multistrato dorato, sotto la piastra di base. Credits: ESA

Il VIS coprirà un campo di vista di circa 0.5 gradi quadrati, permettendo di raccogliere dati su un gran numero di galassie e strutture cosmiche in una sola immagine. NISP avrà una vista leggermente più ristretta, coprendo un’area di cielo di circa 0.3 gradi quadrati. Le immagini avranno comunque una dimensione significativa per le osservazioni cosmologiche. Entrambi gli strumenti lavoreranno in sinergia, per fornire una visione completa e dettagliata dell’Universo osservato da Euclid.

Le due grandi indagini

La missione si suddivide principalmente in due grandi indagini: la Wide Survey e la Deep Survey. La prima coprirà un’ampia area di circa 15000 gradi quadrati del cielo, mentre la seconda si concentrerà su tre campi più piccoli ma osservati più in profondità, per catturare galassie deboli. In totale, queste indagini richiederanno 6 anni (il tempo nominale della missione).

La Wide Survey di Euclid si concentrerà su un’ampia area del cielo, che rappresenta più di un terzo dell’intera volta celeste. L’area selezionata per le osservazioni di Euclid evita sia le regioni vicine alla Via Lattea che il piano del Sistema Solare. Ciò è dovuto al fatto che Euclid utilizzerà le galassie distanti come principale oggetto di studio, per evitare l’interferenza di stelle della Via Lattea e della polvere che ostacolerebbero le osservazioni.

Per quanto riguarda la Deep Survey, Euclid osserverà ogni porzione del cielo solo una volta ogni ora, con un’area di circa 0.57 gradi quadrati. Tuttavia, per un’area più piccola di circa 53 gradi quadrati, Euclid effettuerà osservazioni molto più lunghe, da 40 a 53 volte più lunghe rispetto al Wide Survey. Per fare un confronto, nonostante i 50 gradi quadrati possano sembrare limitati rispetto ai 15000 della Wide Survey, rappresentano approssimativamente la stessa area che il telescopio spaziale Hubble ha osservato nel corso degli ultimi 30 anni.

Indagini di Euclid
Mappa di tutto il cielo in una proiezione 2D delle regioni di interesse di Euclid. In blu, dove verrà effettuato il Wide Survey. I tre campi della Deep Survey sono invece contrassegnati in giallo. Credis: Euclid Consortium Survey Group/J.-C. Cuillandre

La cosmologia osservativa

Uno degli aspetti principali della scienza che Euclid svilupperà è la cosmologia osservativa. Euclid mapperà la distribuzione tridimensionale delle galassie su vasta scala, consentendo agli scienziati di studiare la struttura su larga scala dell’Universo. Ciò aiuterà a comprendere meglio la formazione delle strutture cosmiche, come ammassi di galassie e filamenti cosmici, e a testare modelli cosmologici, inclusa la teoria dell’inflazione cosmica.

Inoltre, Euclid sarà in grado di eseguire una delle misurazioni più precise di sempre della deformazione delle immagini delle galassie, un fenomeno noto come lensing gravitazionale debole. Questo effetto, causato dall’interazione della luce con la materia oscura, permetterà di mappare la distribuzione di materia oscura nell’Universo e di ottenere informazioni sulla sua distribuzione e proprietà fisiche.

L’impatto sulla ricerca scientifica della cosmologia osservativa resa possibile da Euclid sarà significativo. I dati e le osservazioni raccolte da questa missione forniranno una base solida per lo sviluppo di nuovi modelli e teorie cosmologiche. Le misurazioni precise consentiranno di restringere i parametri già conosciuti e di affinare la nostra comprensione dell’Universo che ci circonda e di cui siamo parte, inclusa la quantità di energia oscura, la natura della materia oscura e i processi che guidano la formazione di tutte le strutture cosmiche.

Tags: cosmologiaEuclidTelescopio spazialeuniversouniverso primordiale

Potrebbe interessarti anche questo:

I quattro osservatori parte dello Schmidt Observatory System. In alto: il Deep Synoptic Array e il Lazuli Space Observatory. In basso: il Large Fiber Array Spectroscopic Telescope e l'Argus Array. Credits: Schmidt Observatory System

L’ex CEO di Google finanzierà quattro nuovi osservatori astronomici, lo Schmidt Observatory System

Gennaio 8, 2026
Quattro delle nove galassie anomale identificate nel Cosmic Evolution Early Release Science Survey (CEERS) del James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, Steve Finkelstein (UT Austin)

Scoperte con il James Webb nove sorgenti galattiche anomale, quasi all’alba dell’Universo

Gennaio 8, 2026
Rappresentazione artistica di una delle opzioni di progettazione possibili per l'Habitable Worlds Observatory della NASA. Credits: NASA GSFC

La NASA ha selezionato sette aziende per sviluppare il nuovo cacciatore di esopianeti HWO

Gennaio 7, 2026
Immagine che mostra la posizione di Cloud-9, a 14 milioni di anni luce dalla Terra. Il magenta diffuso sono dati radio del Very Large Array (VLA). Il cerchio tratteggiato segna il picco dell'emissione radio, che è dove i ricercatori hanno concentrato la loro ricerca di stelle. Credits: NASA, ESA. G. Anand (STScI), and A. Benitez-Llambay (Univ. of Milan-Bicocca)

Hubble potrebbe aver scoperto un oggetto astronomico mai osservato prima nell’Universo

Gennaio 7, 2026
Una mappa di tutto il cielo prodotta dalla missione SPHEREx della NASA in 102 diverse bande infrarosse. Credits: NASA/JPL-Caltech

Il telescopio SPHEREx ha completato la sua prima mappa completa del cielo nell’infrarosso

Dicembre 22, 2025
Nel riquadro di questo scatto ottenuto con la NIRCam del James Webb, la galassia d'origine della supernova GRB 250314A, alla cui esplosione è seguito un GRB identificato dai telescopi. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, A. Levan (IMAPP)

Il James Webb ha confermato la supernova più lontana mai osservata

Dicembre 10, 2025
Attualmente in riproduzione

I più letti

  • Lo Space Launch System della missione Artemis II è arrivato al Pad 39B

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • È in corso la più intensa tempesta di radiazioni solari degli ultimi 20 anni

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Vast ha rinviato al 2027 il lancio della stazione Haven-1

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Blue Origin annuncia la sua megacostellazione satellitare: si chiamerà TeraWave

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025

Il Consiglio Ministeriale ESA 2025 non è il traguardo, ma un’ottima partenza – Lo spazio secondo me, di Paolo Ferri

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162