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Relativity lancerà i satelliti OneWeb di seconda generazione a partire dal 2025

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Luglio 3, 2022
in News, Space economy
Un render del Terran R di Relativity Space.

Un render del Terran R di Relativity Space.

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Nei giorni scorsi la startup americana Relativity ha annunciato di aver firmato un accordo con OneWeb per il lancio dei satelliti di seconda generazione della costellazione. OneWeb sta per completare la prima generazione, che prevede 648 satelliti. Essa dovrebbe essere pienamente operativa con copertura globale a partire dal 2023. L’accordo firmato con Relativity prevede il lancio con il vettore Terran R, il secondo lanciatore dell’azienda.

La startup deve però ancora lanciare per la prima volta il più piccolo Terran 1, il cui lancio inaugurale è previsto per questa estate. Con questo accordo però, viene mostrato ancora una volta quanto la fiducia d’investitori e clienti nell’azienda di lanciatori sia alta. Per il Terran R è stato dichiarato che sono già stati firmati accordi di lancio per un totale di 1.2 miliardi di dollari, con cinque diversi clienti. OneWeb è l’unico che è stato reso pubblico.

La chiave della grande fiducia in Relativity è principalmente nella tecnologia di stampa 3D. L’azienda è infatti la prima a stampare totalmente il proprio razzo tramite dei macchinari proprietari, sviluppati internamente. Il CEO e fondatore Tim Ellis, ha dichiarato a TechCrunch che già ora sono in grado di stampare la struttura principale di un Terran 1 in soli cinque giorni.

Terran R

Il Terran R appare in ogni caso la chiave del futuro ed eventuale successo di Relativity. Esso è un vettore con un carico disponibile di 20000 kg verso l’orbita terrestre bassa. Poco meno del Falcon 9 di SpaceX. La principale differenza è che il Terran R sarà completamente riutilizzabile. L’obbiettivo è quindi quello di riportare a Terra anche il secondo stadio. Esso beneficerà anche della tecnologia di stampa 3D che già è usata con il Terran 1. Questi due aspetti dovrebbero porre il razzo di Relativity sul mercato ad un prezzo davvero basso.

Sempre Tim Ellis ha fatto notare però che le prestazioni del Terran R sono tali che se il secondo stadio fosse sacrificabile, come per il Falcon 9, il carico utile si alzerebbe fino a 30000 kg. Ben più del razzo di SpaceX. Relativity ha annunciato il vettore nel giugno del 2021, come un vero e proprio upgrade del Terran 1. Il futuro del nuovo razzo sarà quindi legato ai risultati e prestazioni del più piccolo.

Sensational ✨ angle of stage 1 being installed onto the MDC mount at LC-16 in Cape Canaveral, FL. #RelativitySpace #GLHF

[Captured by @TrevorMahlmann📸] pic.twitter.com/Lu6oTtRv7a

— Relativity Space (@relativityspace) June 23, 2022

Sempre Tim Ellis ha affermato che la tecnologia di stampa 3D è talmente scalabile che in futuro potrebbero sviluppare anche qualcosa di più grosso del Terran R, una cosa simile a Starship. Il loro grande obbiettivo come azienda è infatti quello di partecipare all’industrializzazione di Marte, e per farlo serviranno mezzi riutilizzabili e potenti.

Il futuro di OneWeb

Per quanto riguarda l’accordo con OneWeb, non sono stati comunicati i dettagli, ma Ellis ha detto che si tratta di una quantità di lanci garantiti a doppia cifra. Il loro obbiettivo inoltre, è quello di eseguire i primi lanci di test alla fine del 2024 o inizio del 2025, per poi iniziare subito a lanciare i satelliti OneWeb. La seconda generazione di questa costellazione dovrebbe contare migliaia di satelliti (attualmente non si conoscono ancora i numeri precisi).

Per OneWeb questo accordo di lancio è un segnale importante di quanto l’azienda cerchi una soluzione a lungo termine per supportare la costruzione della sua costellazione. Con la guerra in Ucraina si sono interrotti infatti gli accordi di lancio con la Russia, il che ha rallentato non poco la costruzione della costellazione.

Attualmente sono stati firmati contratti per un lancio di OneWeb a bordo del Falcon 9 di SpaceX entro la fine del 2022 e uno con l’India. Questo dovrebbe garantire l’immissione degli ultimi 220 satelliti, per arrivare ai 648 totali ad inizio 2023.

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Tags: MegacostellazioniOneWebRelativitysatelliti

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