• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Energia da record ottenuta dall’esperimento di fusione JET

E' stata battuto, dopo quasi 25 anni, il record di energia prodotta da un esperimento di fusione. Sfruttando JET, il tokamak in funzione più grande al mondo, sono stati prodotti 59 megajoule di energia. Questi risultati confermano le previsioni teoriche: un grande incoraggiamento per il nuovo progetto ITER.

Chiara De Piccoli di Chiara De Piccoli
Febbraio 12, 2022
in Astronomia e astrofisica, Fisica, News, Scienza
Interno del tokamak JET

Interno di JET, il tokamak in funzione più grande al mondo. Crediti: EUROfusion

Condividi su FacebookTweet

Era il 1997 quando JET (Joint European Torus) segnava il record di energia prodotta tramite reazioni di fusione a circa 22 megajoule. Dopo 25 anni di ricerche e miglioramenti di una scienza in continua ottimizzazione, questo valore è raddoppiato. Recentemente gli scienziati e ingegneri del gruppo dell’EUROfusion hanno esposto i risultati dell’ultima campagna di esperimenti condotta dallo stesso tokamak di allora, JET, riportando un’energia di fusione raggiunta pari a 59 megajoule. Questo risultato conferma le previsioni teoriche e lascia in trepidante attesa dello sviluppo di ITER. Quest’ultimo sarà il più grande esperimento di fusione mai realizzato, un ulteriore passo verso la produzione di un’energia pulita e sicura tramite reazioni a fusione.

Reazioni di fusione: la produzione di energia delle stelle

Quando si parla di reazioni nucleari, è necessario distinguere tra quelle di fissione e quelle di fusione. In breve, le prime sono quelle sfruttate dalle centrali nucleari ad oggi in funzione; le seconde si verificano nelle stelle. Durante la fissione, un nucleo si separa in due nuclei più leggeri, rilasciando neutroni. Nella fusione invece, avviene il contrario: due nuclei si uniscono per formarne uno più pesante, emettendo energia. Le condizioni necessarie per questo tipo di reazione sono estreme, poiché per avvicinare due nuclei è necessario portare il sistema a temperature elevatissime e vincere così forze di repulsione elevate.

Le reazioni a fusione alimentano le stelle. A causa delle temperature estreme che le caratterizzano, lo stato in cui si trova la materia al centro delle stelle è diverso da quello solido, liquido o gassoso ed è noto come plasma. Esso è costituito da particelle cariche in grado di vincere la forza elettromagnetica che tende ad allontanarle. La loro fusione sprigiona un’energia che continua ad alimentare questo processo e conferisce la loro caratteristica luminosità. Lo stesso tipo di reazione può essere ottenuto anche sulla Terra ed è infatti ciò che è successo negli esperimenti condotti con JET. In esso due diversi isotopi dell’idrogeno si sono fusi sprigionando un’energia senza precedenti. Ma le difficoltà non sono di certo mancante.

ANNUNCIO

Chi sono JET e ITER?

JET è un tokamak, ossia una macchina di forma toroidale, in cui è possibile creare del plasma ad altissima temperatura e bassa pressione. Dall’esterno appare come una ciambella, circondata da magneti che permettono di controllare la materia creata al suo interno. In esso è possibile generare plasmi di oltre 150 milioni di gradi Celsius, pari a 10 volte la temperatura al centro del Sole. È l’unico tokamak realizzato per condurre esperimenti con un mix di isotopi dell’idrogeno, il deutrerio e il trizio. Il primo è un elemento comune in natura, mentre il secondo può essere ottenuto per decadimento del litio. Rispetto ad altri elementi, questi fondono più facilmente, generando l’elio, assolutamente innocuo.

Si tratta di una macchina di circa 40 anni, che verrà presto affiancata da ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), un progetto internazionale d’avanguardia per lo studio della fusione. Esso è in costruzione presso Cadarache, in Francia. Il suo obbiettivo principale è di dimostrare che la produzione di energia tramite reazioni di fusione è possibile, rendendola una risorsa importantissima per l’uomo e l’ambiente.

Componenti di ITER
Fotografia dell’assemblaggio di alcune componenti di ITER, il futuro esperimento di fusione che sarà in grado di produrre ancora più energia rispetto a quella ottenuta da JET. Crediti: iter.org

La scienza della fusione è in continua ottimizzazione. Proprio per questo ci sono voluti 25 anni per intraprendere una nuova campagna di esperimenti su queste reazioni con JET. Mettendo a frutto i progressi ottenuti, i risultati sono stati raggiunti eccome.

Il futuro dell’energia pulita

I 59 megajoule di energia ottenuti sono stati prodotti nell’arco di 5 secondi, pari alla durata dell’esperimento. Il Programme Manager dell’EUROfusion Tony Donné ha affermato che “il record ottenuto, e soprattutto quello che abbiamo appreso sulla fusione […], mostrano che siamo sulla strada giusta verso un mondo futuro in cui l’energia giocherà un ruolo importante. Se riusciamo a mantenere la fusione per cinque secondi, potremo farlo per cinque minuti e poi per cinque ore, se scaliamo al funzionamento delle future macchine a fusione.”

ANNUNCIO

L’energia prodotta da queste reazioni in futuro potrebbe essere sfruttata per produrre elettricità, in modo decisamente più sostenibile dei mezzi odierni. Infatti a parità di quantità, la fusione produce 4 milioni di volte più energia di quella ottenuta bruciando combustibili fossili, come petrolio e carbone. Questa scienza dimostra come, ancora una volta, uno sguardo ai meccanismi che muovono l’universo possa aiutarci a migliorare la nostra esistenza sulla Terra.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook, sul nostro canale Youtube e ovviamente anche su Instagram. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: FusioneIterJETtokamak

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico della collisione tra la galassia nana LKH e la giovane Via Lattea, 11.8 miliardi di anni fa. Credits: NASA, ESA, Joseph Olmsted (STScI)

Trovate con Hubble le tracce di una delle prime grandi fusioni della Via Lattea

Agosto 18, 2026
Immagini del Webb che mostrano sei galassie in fusione e un buco nero supermassiccio, indicato dall'ellisse arancio a puntini. Credits: NASA/ESA/CSA

Il James Webb ha osservato sei galassie primordiali che si stanno fondendo per formarne una molto più grande

Giugno 29, 2026
Immagine infrarossa della galassia NGC 4490 ripresa da JWST, con la sorgente LRN AT 2011kp evidenziata, visibile in rosso per l’emissione della polvere prodotta dalla fusione stellare. Credits: A. Reguitti, A. Adamo/NASA/ESA/CSA

Scoperto con il James Webb cosa resta dalla fusione di due stelle

Gennaio 20, 2026
Sagittarius A*

Sagittarius A* potrebbe essersi formato durante l’antica fusione della Via Lattea con Gaia Enceladus

Settembre 9, 2024
Un nuovo "punto interrogativo cosmico" immortalato dal James Webb, costituito da due galassie distanti e interagenti che appaiono più volte in cielo a causa dell'effetto di lente gravitazionale provocato dal massiccio ammasso di galassie MACS-J0417.5-1154. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, V. Estrada-Carpenter

Il James Webb ha fotografato un punto interrogativo, formato da due galassie distorte dalla gravità

Settembre 4, 2024
Immagine che mostra l'ambiente del sistema galattico ZS7 dal programma JWST PRIMER, visto dallo strumento NIRCam. Credits: ESA/Webb, NASA, CSA, J. Dunlop, D. Magee, PG Pérez-González, H. Übler, R. Maiolino, et. al

Il James Webb ha rilevato la fusione di buchi neri più distante trovata finora

Maggio 17, 2024
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • starship starlink

    Oltre mille manovre evasive al giorno per i satelliti Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco le prime immagini della Terra acquisite dai satelliti Eaglet II della costellazione italiana IRIDE

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Entro il 2026 saranno completati i 931 segmenti dello specchio primario dell’ELT

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • SpaceX verso una rete mobile Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162