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Trovato il problema di Hubble e attivato l’hardware di backup

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Luglio 17, 2021
in Agenzie Spaziali, NASA, News
Hubble

Hubble fotografato dallo Shuttle nel 2002

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Il 15 luglio la NASA è riuscita nell’operazione di attivare l’hardware di backup a bordo del telescopio Hubble. Fra le operazioni che sono state eseguite anche il payload computer di backup è stato attivato, la prima componente nella quale era stato rilevato il primo problema il 13 giugno. L’obbiettivo è ora testare le varie componenti, confermando il funzionamento anche dell’hardware di backup prima di riattivare gli strumenti scientifici del telescopio che si trovano ancora in modalità provvisoria.

Lo switch all’hardware di backup ha compreso varie operazioni, coinvolgendo diversi parti dell’unità Science Instrument e Command & Data Handling (SI C&DH). In particolare è stata alimentata la power control unit (PCU) di backup, inserita nella Command/Science Data Formatter (CU/SDF). La PCU ha il compito di alimentare la SI C&DH. La CU, invece, formatta e invia i dati nella giusta direzione, inclusi gli strumenti scientifici. L’SDF invece, formatta i vari dati osservativi e scientifici per rispedirli a Terra. Una volta completati questi passaggi alle componenti di backup è stato anche acceso il payload computer di backup e riavviato il software di volo, portandolo alla modalità operativa normale.

La Science Instrument e Command and Data Handling 2 (SI C&DH) durante alcuni test al Goddard Space Center nel 2008. Questa unità verrà montata su Hubble nel 2009 durante la missione STS131 dello Space Shuttle. E' attualmente la componente dove si trova la causa del problema. Credits: NASA.
La Science Instrument e Command and Data Handling 2 (SI C&DH) durante alcuni test al Goddard Space Center nel 2008. Questa unità verrà montata su Hubble nel 2009 durante la missione STS131 dello Space Shuttle. E’ attualmente la componente dove si trova la causa del problema. Credits: NASA.

L’origine del problema

L’origine specifica del problema è stata trovata solamente qualche giorno fa. Il 14 luglio la NASA ha comunicato che era proprio nella PCU il problema. La PCU contiene un regolatore di potenza che fornisce 5 Volt costanti al Payload computer e alla sua memoria. Un circuito secondario rileva inoltre i livelli di tensione in uscita da questo regolatore di potenza. Se la tensione supera i livelli consentiti o è troppo bassa, questo circuito secondario comunica al Payload Computer di cessare le operazioni.

Le analisi della NASA hanno trovato due diverse possibilità. La prima possibilità prevedeva che il livello di tensione era al di fuori dei livelli accettabili, che hanno fatto scattare il circuito di protezione. Nella seconda ipotesi, era il circuito di protezione secondario ad essersi degradato nel tempo, bloccandosi in questo stato. Negli scorsi giorni è stato comunque provato a riattivare la PCU, ma non nessun tentativo ha avuto successo. Si è così proceduto ad attivare l’hardware di backup.

La cosa particolare di tutta questa operazione, risiede nel fatto che un guasto alla CU/SDF si è già verificato nel 2008. Quell’anno venne eseguito un passaggio all’hardware di backup con successo e poi, nel 2009, con l’ultima missione operativa dello Space Shuttle al telescopio Hubble (STS-131) venne sostituita l’intera Science Instrument e Command and Data Handling (SI C&DH). L’hardware in questione ha quindi “solamente” 13 anni ed è stato pesantemente testato a Terra prima di volare nello spazio. Anche per questo motivo c’è parecchio ottimismo sulla riuscita delle operazioni di ripristino del telescopio.

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Tags: HubbleNasatelescopio spaziale hubble

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