• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

L’assemblaggio molecolare usato per rilevare la vita aliena

I ricercatori dell'Università di Glasgow e dell'Arizona State University hanno ideato un metodo per rilevare la vita su pianeti extraterrestri. Basato sull'assemblaggio molecolare, permette di quantificare sperimentalmente la complessità delle molecole. Potrebbe essere incorporato nelle future missioni spaziali per cercare la vita altrove nell'Universo.

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Giugno 4, 2021
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Spazio chimico

Un algoritmo per valutare le molecole in base alla loro complessità potrebbe aiutare a identificare quelle che provengono da vita extraterrestre. Credits: Naomi Johnson, laboratorio Cronin, Università di Glasgow

Condividi su FacebookTweet

C’è vita extraterrestre, là fuori? Le nostre ricerche fino ad oggi non ha avuto successo. La vita è un processo complesso, all’interno del quale si alternano e intrecciano una miriade di fattori. Inoltre, le molecole che caratterizzano gli esseri viventi su altri pianeti potrebbero essere diverse da quelle che vediamo sulla Terra. Questo ha reso difficile accertarsi della presenza di “vita” come noi la conosciamo. Fino a oggi.

Ora i ricercatori hanno un nuovo strumento in grado di identificare le biofirme molecolari che consentirà loro di cercare la vita nell’Universo, indipendentemente dalla forma che assume. In un articolo pubblicato di recente su Nature Communications, un team di scienziati descrive un approccio universale al rilevamento della vita. Incluso un sistema che potrebbe essere facilmente pilotato su una sonda spaziale per trovare la vita al di fuori del nostro pianeta.

L’assemblaggio molecolare

La teoria alla base dello studio prende il nome di assemblaggio molecolare. E’ stata sviluppata da un team di scienziati dell’Università di Glasgow guidato da Lee Cronin, in collaborazione con un’equipe dell’Arizona State University.

L’idea è quella di misurare la complessità delle molecole. “Una delle caratteristiche uniche della vita è che costruisce molecole complesse e altrimenti improbabili” afferma Caleb Scharf, direttore di astrobiologia alla Columbia University. “Il trucco sta nel valutare questa improbabilità.” In questo modo, la teoria dell’assemblaggio è in grado di identificare le molecole come biofirme oppure no. E per farlo utilizza le regole note nei percorsi di assemblaggio chimico tra le molecole.

Il numero MA di assemblaggio molecolare

Gli scienziati hanno sviluppato un algoritmo che assegna un punteggio di complessità alle molecole. Questo punteggio è detto numero di assemblaggio molecolare, MA, e si basa sul numero di legami necessari per creare la molecola. Perciò le grandi molecole biogene dovrebbero presentare un numero MA maggiore rispetto a molecole più piccole, o molecole grandi ma non biogene.

ANNUNCIO

L’algoritmo rappresenta il primo tentativo di misurare sperimentalmente la complessità molecolare. E’ estremamente potente e potrebbe essere testato in laboratorio su strumenti da incorporare in future missioni spaziali. Uno strumento di rilevamento della vita basato su questo metodo potrebbe essere sfruttato per rilevare biofirme sugli esopianeti.

La coautrice dello studio Sara Imari Walker, della School of Earth and Space Exploration dell’ASU, dichiara:

Il metodo consente di identificare la vita senza la necessità di alcuna conoscenza preliminare della sua biochimica. Può quindi essere utilizzato per cercare la vita aliena nelle future missioni della NASA. E sta costituisce un approccio sperimentale e teorico completamente nuovo per rivelare la natura di ciò che è la vita nell’Universo e come può emergere da sostanze chimiche senza vita.

MA su molecole
MA MOLECULES
Sedici dei 2,5 milioni di valori di MA che i ricercatori hanno calcolato per molecole di diversa complessità. Credits: Stuart M. Marshall et al.

Gli esperimenti eseguiti

Per testare il nuovo metodo, i ricercatori hanno assegnato il numero MA a un database di circa 2.5 milioni di molecole. La collaborazione con la NASA, l’ASU e il team di Glasgow rivela che il sistema funziona con campioni provenienti da tutta la Terra e campioni extraterrestri. I campioni includevano un po’ del meteorite Murchison e campioni di sedimenti lacustri contenenti fossili dell’Olocene (30.000 anni fa) e del Miocene medio (14 milioni di anni fa).

Nel caso della fosfina rilevata su Venere, proposta come un segno di vita microbica nell’atmosfera, la molecola ha il numero MA più basso possibile di 1. Ciò significa che non potrebbe mai essere una biofirma (non da sola).

ANNUNCIO

Solo la vita crea un elevato numero di assemblaggio molecolare

Utilizzando il metodo dell’assemblaggio molecolare, gli scienziati hanno dimostrato che solo la vita è in grado di creare molecole con un elevato numero MA. Esisterebbe anche una soglia per il numero MA oltre la quale la vita si rende necessaria a produrre la molecola. In questo modo si possono distinguere sistemi viventi e non viventi: a seconda del grado in cui riescono ad assemblare strutture molecolari altamente complesse.

Assemblaggio molecolare
Il team ha calcolato la MA di 2,5 milioni di molecole. La scala dei colori indica la frequenza delle molecole in un dato peso molecolare e intervallo MA, aumentando dal viola scuro, al verde e al giallo. Le etichette bianche mostrano come varia la MA per alcuni tipi di composti. Credits: Stuart M. Marshall et al.

Rilevare vita aliena e comprendere i sistemi chimici

L’assemblaggio molecolare è uno strumento particolarmente efficace. Non solo per rilevare la presenza di vita aliena nel Sistema Solare o in pianeti extrasolari, ma anche per quantificare le conseguenze della vita sui sistemi chimici, ottenendo delle misure sperimentali vere e proprie.

“Riteniamo che ciò consentirà un approccio completamente nuovo alla comprensione dell’origine dei sistemi viventi sulla Terra e su altri mondi. E, si spera, all’identificazione di sistemi viventi negli esperimenti di laboratorio” afferma Cole Mathis, ricercatore post-dottorato all’Università di Glasgow. “Se riusciamo a capire come i sistemi viventi sono in grado di auto-organizzarsi e produrre molecole complesse, possiamo usare queste intuizioni per progettare e produrre nuovi farmaci e nuovi materiali”.

Lo studio completo è disponibile qui.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook e sul nostro canale Youtube. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio. Facci sapere cosa ne pensi con un commento qui sotto!

Tags: biochimicachimicaExtraterrestrimolecoleVitavita aliena

Potrebbe interessarti anche questo:

Viaggio alla ricerca di altre vite nel cosmo, insieme a Giovanni Covone

Viaggio alla ricerca di altre vite nel cosmo, insieme a Giovanni Covone

Maggio 28, 2026
Il rover Curiosity su Marte. Credits: NASA

Curiosity ha trovato su Marte la più ampia varietà di molecole organiche mai identificata

Aprile 21, 2026
Render artistico della molecola complessa 2.5‑cicloesadiene‑1‑tione (C₆H₆S) scoperta dagli scienziati. Credits: MPE/NASA/JPL-Caltech

Scoperta la più grande molecola contenente zolfo mai osservata nello spazio interstellare

Gennaio 26, 2026
Encelado

Nuove evidenze che l’oceano sotterraneo della luna Encelado potrebbe ospitare la vita

Novembre 10, 2025
Il rover Perseverance della NASA ha scoperto "macchie di leopardo" su una roccia rossastra soprannominata "Cheyava Falls" nel cratere Jezero di Marte nel luglio 2024. Gli scienziati pensano che le macchie possano indicare che, miliardi di anni fa, le reazioni chimiche in questa roccia avrebbero potuto supportare la vita microbica. Credits: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Perseverance ha trovato indizi compatibili con la presenza di antica vita microbica su Marte

Settembre 11, 2025
Render artistico che mostra il disco protoplanetario attorno alla stella V883 Orionis. Nella parte più esterna del disco i gas volatili vengono congelati come ghiaccio, che contiene molecole organiche complesse. Credits: ESO/L. Calçada/T. Müller

ALMA ha trovato i precursori della vita nel disco protoplanetario di una giovane stella

Luglio 24, 2025
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Render della separazione tra il modulo di trasferimento e i due orbiter della missione BepiColombo. Credits: ESA/ATG medialab, NASA/JPL

    BepiColombo si prepara all’arrivo a Mercurio: il 3 settembre si separerà dal modulo di trasferimento

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Due strumenti della sonda New Horizons potrebbero essere spenti per mancanza di fondi

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Hubble ha osservato un decagono attorno al Polo Sud di Saturno. Ecco cosa sappiamo

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Tutto pronto per il lancio dei satelliti FLEX e Sentinel 3C con Vega-C

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Set 10
9:00 pm - 11:00 pm

Presentazione “La Guida completa ai razzi Falcon”

Set 23
Settembre 23 @ 9:30 am - Settembre 25 @ 6:30 pm

BEX (Beyond Exploration Expo)

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162