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ViaSat chiede un provvedimento per i “danni ambientali” di Starlink

Il servizio di connessione di SpaceX continua a crescere, così come migliorano le sue prestazioni. I competitor iniziano a studiare modi per rallentare l'avanzata di Starlink.

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Maggio 29, 2021
in News, Space economy, SpaceX
La partenza di Starlink-28.

La partenza di Starlink-28.

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SpaceX torna a lanciare un carico composto da 60 Starlink, dopo la precedente missione in cui i satelliti erano “solo” 52, per fare posto al carico Rideshare. L’azienda di Musk completa così la sua sedicesima missione dell’anno, avvicinandosi sempre più al record del 2020, quando vennero effettuati 23 lanci. Il Falcon 9 ha acceso i 9 motori Merlin alle 20:59 del 26 maggio, partendo dalla rampa numero 40 di Cape Canaveral. Il rilascio del carico è avvenuto con successo poco più di un’ora dopo. Ora, con questa missione denominata Starlink-28, sono 1735 i satelliti giunti in orbita.

Continua così a crescere la mega costellazione Starlink, che si avvia sempre più verso una copertura globale e all’uscita dalla fase beta. La concorrenza però non sta a guardare e cerca diversi modi per rallentare la crescita del servizio. Nel seguente video un replay del lancio.

La protesta di ViaSat

ViaSat è uno dei principali operatori satellitari in America, insieme ad HughesNet, per quanto riguarda la connettività. Entrambe le compagnie, per portare internet su tutto il territorio americano, utilizzano satelliti in orbita geostazionaria, che porta diversi svantaggi all’utente finale. Tra questi vi è l’elevata latenza, in quanto il segnale deve percorrere una distanza maggiore, rispetto a quanto accade con gli Starlink in orbita bassa.

Oltre a questo, anche le velocità di trasferimento dati sono molto basse, che arrivano a circa 30 Mbps per il piano tariffario più performante, ovvero 149,99 dollari al mese. Con l’arrivo di Starlink, molti utenti hanno quindi deciso di abbandonare ViaSat e HughesNet. Per contrastare questa migrazione di utenti, le aziende hanno iniziato a proporre diverse offerte, che comunque risultano sempre meno vantaggiose rispetto a Starlink.

Alcuni prezzi di ViaSat per la cittadina Bermuda Dunes, vicino Palm Spings, all’estrema periferia di Los Angeles.

ViaSat, probabilmente anche per provare a limitare la crescita di Starlink, ha inviato una richiesta formale alla Federal Communications Commission per bloccare il lancio di satelliti. In tale documento, ViaSat esprime le sue preoccupazioni riguardo l’impatto ambientale degli Starlink dovuto al rientro in atmosfera, oltre a sottolineare che i satelliti interferiscono con le osservazioni astronomiche.

SpaceX, grazie all’ultimo permesso rilasciato dalla FCC, ha l’obbiettivo di avere in orbita terrestre bassa a 550 km altri 2824 Starlink, rispetto ai 1584 previsti dall’autorizzazione precedente. Quindi con un totale di 4408 tutti a 550 km di quota. Secondo ViaSat, concedere questa autorizzazione è stato un errore, in quanto i satelliti in orbita bassa potrebbero causare diversi danni, soprattutto in caso di collisioni. Nonostante la sensatezza dell’obiezione, l’obbiettivo è quello di rallentare SpaceX, facendo slittare il più possibile l’inizio della commercializzazione del servizio, che dovrebbe avvenire già da quest’estate. SpaceX ha però già un numero di satelliti in orbita in grado di offrire una copertura quasi totale ed un servizio sempre più stabile. Nei prossimi mesi, gli Starlink presenti negli ultimi lanci raggiungeranno la loro orbita finale, migliorando le prestazioni della connessione.

Un Falcon 9 quasi nuovo

Rispetto a quanto accaduto durante le precedenti missioni, SpaceX ha utilizzato un Falcon 9 con solo un volo alle spalle. Il booster scelto è quello con numero di serie B1063, che ha supportato solo la missione Sentinel-6A, partita da Vandenberg il 21 novembre 2020. Inizialmente questo vettore era riservato per la missione DART, che ha l’obbiettivo di studiare la deviazione di un asteroide tramite l’impatto con un satellite. Il lancio di tale missione è stato rinviato, quindi SpaceX ha deciso di utilizzare il B1063 per portare in orbita gli Starlink.

L’azienda di Musk ha colto subito l’occasione di utilizzare questo booster, data la mancanza di Falcon 9 dovuta all’elevato numero di lanci che sta effettuando. Senza il B1063, SpaceX avrebbe dovuto spostare Starlink-28 in attesa del ripristino del Falcon 9 utilizzato meno recentemente, ovvero il B1061 che ha volato il 23 aprile. L’azienda californiana ha comunque in costruzione diversi Falcon 9 nuovi, per soddisfare le richieste dei diversi enti che preferiscono booster nuovi o usati solo una volta. Il Falcon 9 B1063 lo vedremo volare nuovamente, dopo l’atterraggio avvenuto con successo sulla chiatta Just Read The Instructions. Nel seguente video il replay del rientro.

SpaceX, con quest’ultima missione, ha stabilito anche un nuovo record di riutilizzo, in quanto per una delle due coperture questo è stato il suo quinto lancio. Ciò evidenzia quanto l’azienda sia riuscita ad implementare anche queste componenti per essere riutilizzate molte volte, abbassando ulteriormente i costi per il lancio. Il recupero delle coperture è stato però affidato alle navi GO Searcher e GO Navigator, poichè la nave Shelia Bordelon non fa più parte della flotta. Questa infatti era solamente una soluzione temporanea, mentre le altre navi avevano il compito di supportare il lancio della Dragon.

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Tags: CostellazionesatellitiSpaceXstarlink

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