• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

GW190412: una fusione anomala tra Davide e Golia

Martina Cardillo di Martina Cardillo
Settembre 10, 2020
in Approfondimento, Astronomia e astrofisica, Esplorazione spaziale, Scienza
Rappresentazione della fusione di due buchi neri

Una rappresentazione del sistema di due buchi neri che si pensa abbia generato l'evento gravitazione GW190412. Credits: MIT news

Condividi su FacebookTweet

Il 12 Aprile del 2019 è stata rivelata un’onda gravitazionale che è risultata essere una delle più interessanti mai “osservate”. L’analisi del segnale di questo evento, nome tecnico GW190412, ha determinato la sua origine nella fusione di due buchi neri: e fin qui niente di strano. Le loro masse, però, risultano essere state molto diverse, da cui il nome più amichevole “Davide e Golia”. E non solo. Il buco nero finale rimasto dopo la fusione sembrerebbe avere uno spin, cioè sembrerebbe ruotare e in modo del tutto inaspettato. Tutte queste caratteristiche non sono facilmente predicibili dalle teorie sviluppate fin ora, basate su tutti gli altri eventi gravitazionali rivelati.

Per questo motivo, pochi giorni fa è stato pubblicato su Physical Review Letter uno studio in cui si cerca di trovare una spiegazione scientifica per questo evento. I risultati sembrano indicare che il buco nero più massiccio, Golia per gli amici, abbia avuto origine da una fusione precedente e che sia, quindi, un buco nero di seconda generazione. Gli autori dello studio, Davide Gerosa (Univ. di Birmingham), Salvatore Vitale (Assistant Professor di Fisica al MIT) ed Emanuele Berti (John Hopkins Univ.), affermano che:

È stato qualcosa che non ci aspettavamo ma niente accade una sola volta nell’universo. E qualcosa come questo, per quanto raro, avverrà nuovamente e ci permetterà di capire meglio l’universo.

Ma andiamo con ordine.

Perturbazioni piccolissime

Il 14 settembre del 2015 è iniziata una nuova era per l’astrofisica: è stata rivelata la prima onda gravitazionale, originata dall’evento GW150914. Le onde gravitazionali sono delle perturbazioni dello spazio-tempo dovute ad eventi di grande entità, come la fusione di due stelle di neutroni o di due buchi neri. Einstein le aveva teorizzate già prima del 1920 ma a causa dell’ampiezza infinitesimale del segnale (immaginandolo come un’onda, pensate a delle creste ampie circa 10-22 metri), abbiamo dovuto aspettare di avere la tecnologia adatta per riuscire ad amplificarlo e a studiarlo.

Simulazione dell'origine di un'onda gravitazionale da due buchi neri
Simulazione della formazione di un’onda gravitazionale dalla fusione di due buchi neri. CREDITS: LIGO/T. Pyle

Questa tecnologia è stata finalmente raggiunta con gli osservatori LIGO (Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory) e VIRGO. Il primo, statunitense, è costituito da due interferometri, uno a Livingston in Lousiana, e l’altro a Hanford, nello Stato di Washington. Il secondo è una collaborazione internazionale con forte contributo italiano, e ha un unico interferometro a Cascina, in provincia di Pisa. Dopo quel primo evento del 2015, LIGO e VIRGO hanno rivelato moltissime altre onde gravitazionali permettendoci di scoprire nuovi aspetti del nostro universo.

L’ evento GW190412

Tra tutti questi eventi, lo scontro tra Davide e Golia è stato il primo rivelato durante il terzo “run” osservativo di LIGO e VIRGO (O3) e si è da subito mostrato diverso da tutti gli altri rivelati nei precedenti O1 e O2. L’analisi del segnale rivelato in corrispondenza di tutte le altre onde gravitazionali infatti, ha sempre indicato che gli oggetti protagonisti della fusione presentano masse molto simili (rapporto delle masse q< 2) e che l’oggetto finale non ha spin, cioè non ruota. GW190412 risulta invece avere origine dalla fusione di due buchi neri con un rapporto di massa q di circa 0.3. Questo vuol dire che uno dei due buchi neri (Golia) aveva una massa tre volte maggiore dell’altro (Davide). Il buco nero rimanente inoltre, ruota e ruota con un asse di rotazione inclinato in modi inaspettati.

Queste caratteristiche non sono facilmente comprensibili all’interno dalla teoria sviluppata in questi anni studiando gli eventi precedenti, e potrebbero implicare un processo di formazione diverso da quelli standard. Fin ora si è ricostruito che la fusione di due buchi neri possa avere origine in due modi diversi:

  • Processo di inviluppo comune (Common Envelope Process): due stelle vicine, dopo miliardi di anni, esplodono in due buchi neri che condividono un unico disco di accrescimento. Dopo ulteriori miliardi di anni, i due buchi neri non riescono più a contrastare la rispettiva attrazione gravitazionale, iniziano a spiraleggiare, e si fondono, emettendo un’onda gravitazionale;
  • Interazioni dinamiche (Dynamical Interactions): in alcune regioni dello spazio, sono presenti veri e propri addensamenti di buchi neri. Essendo in numero così elevato in una regione “piccola”, questi oggetti interagiscono spesso tra loro, aumentando la probabilità che due si leghino gravitazionalmente in modo definitivo, per poi fondersi.

In entrambi i processi, però, le caratteristiche previste per “genitori” e “figlio” sono quelle rivelate da tutte le altre onde gravitazionali, e non da GW190412.

Lo studio

Nello studio che stiamo considerando, gli autori procedono passo dopo passo, utilizzando delle simulazioni al computer, cioè l’unico strumento che ci permette di capire eventi nel nostro universo distanti migliaia, se non milioni o miliardi di anni luce da noi.

Prima di tutto, stimano la probabilità che si generi un evento come GW190412 dai due processi standard che abbiamo descritto poco sopra: inviluppo comune e interazioni dinamiche. Per farlo, effettuano uno studio statistico sfruttando codici di simulazioni già esistenti, con i quali simulano, appunto, una distribuzione di buchi neri con determinati parametri, calcolati dai dati in nostro possesso. Questo tipo di analisi statistica si definisce BAYESIANA: partiamo da quanto conosciamo ed abbiamo imparato, per capire la probabilità che si verifichi una certa ipotesi; nuovi dati ci permetteranno, poi, di migliorare sempre di più questa ipotesi.

In questo modo, trovano che le possibilità di avere un evento come GW190412 sarebbero 1/106 e 1/(103-104), nell’ipotesi di unica origine dall’inviluppo comune o dalle interazioni dinamiche, rispettivamente. Considerando però che gli eventi rivelati nel run O3 sono solo 50, è chiaro che le probabilità trovate siano decisamente troppo basse per questo evento “sui generis”.

Fusione di due buchi neri
Render realizzato dalla simulazione dell’evento GW190412. Credits: LIGO collaboration

Il passo successivo è assumere che GW190412 si sia originato da una fusione di seconda generazione (“hierarchical merging”) e cercare di rispondere alla domanda: “Cosa possiamo dedurre sul contesto in cui si è formato?”. Per farlo, gli autori studiano la probabilità che un dato “ambiente” possa aver formato un evento del genere. Simulano prima una fusione di “prima generazione” dei due genitori, dando come condizione la formazione di un buco nero “figlio” con le caratteristiche del nostro Golia, e poi simulano una fusione di seconda generazione (Golia con Davide, per capirci) che deve avere come risultato le caratteristiche del nostro evento GW190412.

Trovano che la distribuzione dello spin e del rapporto tra le masse dei due oggetti che danno vita alla fusione di seconda generazione, picca su valori diversi rispetto alle distribuzioni degli oggetti protagonisti di una fusione di prima generazione. In parole più chiare, mentre in una fusione di prima generazione la probabilità massima è raggiunta da due oggetti con massa simile, in una di seconda generazione questa probabilità è massima per valori del rapporto di massa q più bassi. Lo stesso vale per lo spin dell’oggetto risultante. Come conseguenza, un evento con le caratteristiche del nostro protagonista sarebbe molto più semplice da spiegare con una fusione di seconda generazione.

C’è un però. Per fare in modo che Golia, una volta generato dalla prima fusione, non fugga dal sistema a cui è legato gravitazionalmente e possa quindi fondersi con Davide, il suddetto sistema deve avere una velocità di fuga (la velocità necessaria a un oggetto per vincere la forza di gravità del sistema in cui si trova) maggiore di 150 km/s, un valore che eccede quello tipico degli ammassi globulari, in cui solitamente si verificano questi eventi.

Questo comporta un’ulteriore complicazione: GW190412, se di seconda generazione, deve essersi originato in regioni particolari, come un disco di accrescimento intorno ad un buco nero supermassiccio (106-109 masse solari) o come i cosiddetti “Nuclear Clusters”, regioni incredibilmente dense con decine di migliaia di stelle.

Nel video seguente è rappresentata una simulazione dell’evento GW190412

In conclusione

Quello che si può concludere da questo studio è che le caratteristiche dell’evento GW190412 possono essere più facilmente spiegate se questo avesse avuto origine da una fusione di seconda generazione. Questa però, dovrebbe essere avvenuta in un ambiente diverso rispetto a quelli standard. Per questo motivo non possiamo escludere del tutto scenari più “normali”, per quanto essi richiederebbero condizioni non facilmente riscontrabili nella teoria sviluppata fino ad ora ma che, ovviamente, può essere migliorata.

Nella scienza, il rasoio di Okkam la fa da padrone: quasi sempre la soluzione più semplice è quella giusta. Per questo, quando le condizioni al contorno per spiegare un determinato evento risultano essere troppo complesse o addirittura “ad hoc”, si tende sempre ad andarci con i piedi di piombo.

Quello che è sicuro è che le onde gravitazionali, come immaginavamo, ci stanno permettendo di sondare aspetti del cosmo che non potremmo analizzare in modo diverso. E noi siamo qui, pronti a rivelarle e a capire quanto di straordinario il nostro universo saprà ancora regalarci.

L’articolo completo: Astrophysical implications of GW190412 as a remnant of a previous black-hole merger

Tags: buchi neriFusioneOnde gravitazionali

Potrebbe interessarti anche questo:

Immagine del telescopio spaziale Hubble di una coppia di galassie: NGC 6099 (in basso a sinistra) e NGC 6098 (in alto a destra). Il "blob" viola raffigura l'emissione di raggi X da un ammasso stellare compatto. I raggi X sono prodotti da un probabile buco nero di massa intermedia che fa a pezzi una stella. Credits: NASA, ESA, CXC, Yi-Chi Chang (National Tsing Hua University)

Scoperto con Hubble a Chandra un possibile buco nero di massa intermedia

Luglio 25, 2025
Immagine della NIRCam del James Webb che mostra la Infinity Galaxy, una galassia con al centro un buco nero supermassiccio che potrebbe essersi formato in situ attraverso un processo di collasso diretto di una nube di gas. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, P. van Dokkum (Università di Yale)

Il James Webb potrebbe aver scoperto come si formano i buchi neri supermassicci?

Luglio 16, 2025
Onde gravitazionali

Nuovo traguardo per LIGO, Virgo e KAGRA: rilevata la fusione tra due buchi neri di massa record

Luglio 14, 2025
Render artistico della missione LISA dell'Agenzia Spaziale Europea. Credits: OHB

Inizia la fase di sviluppo industriale della missione europea LISA

Giugno 19, 2025
Rappresentazione artistica di una rete neurale che collega le osservazioni (a sinistra) ai modelli (a destra). Credits: EHT Collaboration/Janssen et al.

L’IA ha rivelato nuovi dettagli sui buchi neri supermassicci Sagittarius A* e M87*

Giugno 9, 2025
Rappresentazione artistica di come potrebbe diventare in futuro il sito di Sos Enattos candidato a ospitare l'Einstein Telescope in Italia.

La Regione Sardegna stanzia altri 20 milioni di Euro per il progetto Einstein Telescope

Aprile 7, 2025
Attualmente in riproduzione

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

I più letti

  • Dove, quando e perché seguire il decimo volo di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Primo volo di successo per la Starship Block 2

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • L’ESA assegna i primi contratti di lancio della Flight Ticket Initiative ad Avio e Isar Aerospace

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • In orbita la capsula Cargo Dragon per la missione CRS-33: testerà il deorbit della ISS

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Pioggia delle Perseidi

Come e quando osservare lo sciame meteorico delle Perseidi, le “stelle cadenti” d’agosto

Agosto 11, 2025

Due anni dal lancio del telescopio spaziale Euclid. Ecco cosa ha già fatto, e cosa farà

Luglio 1, 2025

35 anni dal lancio di Hubble, che si avvicina alla fine della sua missione

Aprile 24, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162