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La sonda Hope degli Emirati Arabi è ora diretta verso Marte

Un successo il lancio di ieri sera del vettore HII-A giapponese che ha portato in orbita la sonda araba Hope, la prima diretta verso Marte di questo 2020.

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Luglio 20, 2020
in Esplorazione spaziale, News
Hope

La partenza della missione Hope a bordo del razzo HII-A dallo spazioporto di Tanegashima in Giappone. Credits: JAXA.

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E’ un momento storico per gli Emirati Arabi Uniti e per tutto il medio oriente. Ieri sera la prima sonda diretta su Marte mai costruita da una paese Arabo è stata lanciata con successo dallo spazioporto di Tanegashima, in Giappone. La missione, chiamata Al-Amal (tradotto in Speranza, oppure Hope in inglese) raggiungerà il pianeta rosso a Febbraio del 2021, periodo durante il quale verrà anche festeggiato il cinquantenario della nascita degli Emirati Arabi Uniti.

L’obiettivo principale di questa missione è raggiungere l’orbita di Marte. Una volta che la sonda sarà diventata un satellite del pianeta, verrà dimostrata la capacità di costruire una missione in grado di raggiungere questo obiettivo. Hope però non è solo quello che solitamente viene definito un “dimostratore tecnologico”, ma rappresenta anche una vera e propria missione scientifica.

Hope
La sonda Hope. Credits: © MBRSC

Lo scopo scientifico di Al-Amal è quello di studiare la composizione e il comportamento dell’atmosfera marziana. Verrà studiato il trend con cui Marte perde la sua atmosfera sotto l’azione del vento solare. Oltre a questo verranno scattate foto della superficie e con uno spettrometro verrà analizzata la composizione dei vari strati dell’atmosfera. La missione attualmente ha una durata di due anni, con l’opzione di un’estensione di altri due se tutto andrà bene.

Il Lancio

La partenza di Hope è avvenuta alle 23:58 (orario italiano) dallo spazioporto di Tanegashima, in Giappone. Il razzo HII-A ha spento e abbandonato i suoi booster laterali dopo due minuti dal lancio, seguiti dallo spegnimento e separazione del primo stadio sei minuti dalla partenza. Nel seguente video il momento della partenza del vettore giapponese.

https://www.astrospace.it/wp-content/uploads/2020/07/crl2S3i8Tt98p7R8.mp4

Successivamente il secondo stadio è stato acceso due volte. La prima per raggiungere un’orbita di parcheggio, la seconda per abbandonare anche questa e dirigersi direttamente verso Marte. Questa seconda accensione è stata eseguita 56 minuti dopo la partenza, quando la sonda si trovava a sorvolare le coste orientali del Brasile.

Pochi minuti dopo, mentre Hope si trovava sopra l’Europa, al Mohammed Bin Rashid Space Center di Dubai c’è stato del panico dato che non veniva ricevuto il segnale di dispiegamento di uno dei pannelli solari. Per fortuna questo problema, che avrebbe potuto essere molto problematico, si è risolto in pochi minuti. Al segnale di corretta apertura di tutti i pannelli solari la sala di controllo è esplosa in un entusiasta applauso.

Ora Al-Amal è diretta verso Marte, destinazione a più di 490 milioni di km.

L’importanza della prima volta

Hope è la prima missione degli Emirati Arabi verso Marte ma ancor di più è la prima missione fuori dall’orbita terrestre. Le ambizioni del paese arabo nello spazio non sono di certo poche e questa missione ne è un’ottima dimostrazione.

Gli Emirati Arabi hanno portato nello spazio il loro primo astronauta solo pochi mesi fa. Hazza Ali Abdan Khalfan Al Mansouri è stato il primo arabo a salire sulla ISS, dove è rimasto per 9 giorni, dal 25 settembre 2019 al 3 ottobre. Perfino l’agenzia spaziale nazionale è nata solamente nel 2014, proprio per favorire la gestione e il finanziamento della missione Hope. Nelle foto seguenti la sala di controllo del Mohammed Bin Rashid Space Center (Credits).

Sala di controllo della missione Hope
Sala di controllo della missione Hope
Sala di controllo della missione Hope
Sala di controllo della missione Hope

Lo stesso nome scelto per la sonda rappresenta la sua incredibile missione sociale. Speranza per il futuro e ispirazione per i giovani arabi. Questo è l’obiettivo più volte dichiarato di Al-Amal ben rappresentato ad esempio dalla formazione del team della sonda. Il 90% degli ingegneri e scienziati ha un’età inferiore ai 35 anni e un terzo dell’intera squadra è composta da donne.

Tags: Al-AmalEmirati ArabihopeMarte

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