• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Per la prima volta viene spiegata l’inclinazione dell’asse di rotazione di Urano

Un modello matematico di scienziati del Tokyo Institute of Technology è riuscito a spiegare il particolare angolo di inclinazione dell'asse di rotazione di Urano

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Aprile 6, 2020
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza, Sistema solare
Urano
Condividi su FacebookTweet

Secondo le attuali teorie di formazione del sistema solare, tutti pianeti si sono formati per l’addensarsi di un disco di gas e polveri. L’attuale rotazione di tutti i pianeti del sistema solare è una conseguenza della rotazione di questa enorme nube. Anche il fatto che tutti i pianeti ruotino intorno al Sole sullo stesso piano è una conseguenza diretta della conservazione del moto di questo disco di materia originale. Urano però è un’eccezione che fino ad adesso si sapeva spiegare solo parzialmente.

Urano è il penultimo pianeta del sistema solare, e il penultimo gigante gassoso prima di Nettuno. Come Saturno, Urano ha un sistema di anelli anche se poco denso. E’ inoltre dotato di 27 lune che orbitano attorno al suo equatore.

Urano è un pianeta che ha sempre destato curiosità per come si muove sul suo asse e per come orbita attorno al Sole. Tutti i pianeti del sistema solare hanno il proprio asse di rotazione orientato approssimativamente di 90 gradi rispetto al piano del sistema solare. Questo vuol dire che l’asse su cui ruotano è essenzialmente verticale. L’asse della Terra è per esempio inclinata di poco più di 27°. Quella di Urano si differenzia completamente in quanto ha un’inclinazione di circa 98°. Questo in parole povere vuol dire che rotola mentre si muove intorno al Sole.

ANNUNCIO
Asse di rotazione dei pianeti.
L’asse di rotazione dei vari pianeti del sistema solare.

Ora dei ricercatori giapponesi del Tokyo Institute of Technology hanno proposto un modello matematico che spiega ulteriormente questo fenomeno. Quello che hanno fatto in Giappone è stato applicare una teoria alla formazione del sistema di Urano, per poi controllare se applicando il loro modello matematico risultassero tutti i parametri orbitali attuali. Questo confermerebbe che la teoria iniziale è corretta ed è proprio quello che è successo.

La teoria che è stata applicata prevede che all’inizio del sistema solare un corpo più piccolo di Urano lo abbia colpito in uno scontro fra pianeti. Un urto di questo tipo è la teoria principale per la formazione della nostra Luna ma lo scontro di Urano è diverso.

Per prima cosa il “pianeta proiettile” dovrebbe aver avuto tre volte le dimensioni della Terra e doveva essere completamente ghiacciato. Quando questo pianeta si scontrò con Urano non creò un grande satellite come la nostra Luna ma favorì la creazione di piccole lune e degli anelli di Urano. L’altra grande differenza sta nella posizione di Urano. Essendo molto distante dal Sole le temperature sulla sua atmosfera e sulle sue Lune sono molto basse. Questo permette ad elementi volatili come acqua e ammoniaca di rimanere ghiacciati anche a pressioni alle quali sulla Terra sarebbero sotto forma di liquidi o gas.

Urano
Urano con i suoi deboli anelli. Credits: Lawrence Sromovsky, University of Wisconsin-Madison/W.W. Keck Observatory/NASA

Secondo il Professor Shigeru Ida del Earth-Life Science Institute (ELSI) di Tokyo gli scontri fra corpi ghiacciati sono completamente diversi da quelli del sistema solare interno. Poiché il ghiaccio d’acqua si forma a basse temperature il calore generato nello scontro ha completamente vaporizzato gran parte del pianeta. Questo è sicuramente avvenuto anche per l’impatto terrestre che ha originato la Luna. La differenza sta nel tipo di materiale che avendo una temperatura di condensazione più alta si è solidificato più in fretta. La gravità crescente della Luna e della Terra ha quindi permesso sempre a più materiale di addensarsi, prima che venisse disperso nel sistema solare.

ANNUNCIO

Per quanto riguarda Urano la maggior parte del “pianeta sbriciolatosi” nell’impatto è stato assorbito da Urano, creandone probabilmente gran parte dell’atmosfera gassosa. Ciò non ha permesso quindi la formazione di Lune di grandi dimensioni. Un impatto di questo tipo spiega anche il periodo di rivoluzione di Urano che è solo di 17 ore. Questo vuol dire che un giorno su Urano è ancora più breve di uno sulla Terra.

Il modello degli scienziati giapponesi riproduce perfettamente l’attuale configurazione del sistema di lune e anelli di Urano a partire da uno scontro di questo tipo. Secondo il professor Ida il più grande successo di un modello come questo sarà applicarlo a sistemi solari con esopianeti per comprendere appieno come si sono formati.

Il fatto che Urano si fosse inclinato con lo scontro con un pianeta roccioso era la teoria più accredita e ed è quella che finora spiega la creazione di molte lune del sistema solare. La grande differenza di questo risultato sta proprio nella presenza del modello che spiega la formazione delle lune di Urano e del perché sono così piccole. Insieme a questo viene giustificato anche l’angolo di inclinazione del pianeta.

Questa spiegazione del moto di Urano arriva pochi giorni dopo che un’altra grande scoperta è stata fatta sul gigante gassoso. Analizzando dei dati della sonda Voyager (unica sonda ad aver raggiunto Urano) è stato trovato un Plasmoide, una zona del campo magnetico in grado di strappare atmosfera ad Urano. Ne abbiamo parlato qui. 

Fonte. 

Tags: Asse di rotazioneSistema solareUrano

Potrebbe interessarti anche questo:

Render del Mercury Planetary Orbiter di BepiColombo vicino a Mercurio. Credits: ESA/ATG medialab. Mercurio: NASA/JHUAPL/CIW

Lo strumento SIMBIO-SYS a bordo di BepiColombo ha ottenuto la sua prima luce nello spazio

Ottobre 6, 2026
JUICE mentre si avvicina alla Terra

La sonda europea JUICE si prepara a un altro sorvolo della Terra

Settembre 23, 2026
Render artistico della Parker Solar Probe quando è prossima alla sua minima distanza dalla superficie solare. Credits: NASA

La Parker Solar Probe ha superato il 29° perielio in orbita attorno al Sole, e la missione è estesa fino al 2029

Settembre 15, 2026
Pannelli solari e l'ombra del rover Zhurong sulla superficie di Marte per nel corso della missione Tianwen-1 nel 2021. Credits: CNSA

Prosegue lo sviluppo della missione cinese Tianwen-3, in vista del lancio verso Marte nel 2028

Settembre 8, 2026
Il team di Dragonfly collega le sezioni della rete di cavi elettrici ai diversi componenti in una camera bianca del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory. Credits: NASA/Johns Hopkins APL/Ed Whitman

La futura zona di atterraggio della missione Dragonfly su Titano ora ha un nome

Settembre 3, 2026
Render della separazione tra il modulo di trasferimento e i due orbiter della missione BepiColombo. Credits: ESA/ATG medialab, NASA/JPL

BepiColombo si è separata dal modulo di trasferimento. Inizia la fase di arrivo a Mercurio

Settembre 4, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • starship starlink

    Oltre mille manovre evasive al giorno per i satelliti Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco le prime immagini della Terra acquisite dai satelliti Eaglet II della costellazione italiana IRIDE

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Entro il 2026 saranno completati i 931 segmenti dello specchio primario dell’ELT

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • SpaceX verso una rete mobile Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162