La missione BepiColombo ha completato oggi, 3 settembre, uno dei passaggi più importanti della lunga sequenza che la porterà in orbita attorno a Mercurio. Alle 14:00 italiane è avvenuta la separazione del Mercury Transfer Module (MTM), il modulo che ha fornito la propulsione elettrica alla sonda durante gran parte del viaggio iniziato con il lancio nell’ottobre 2018. Il successo dell’operazione è stato confermato alle 15:53, con l’acquisizione del segnale del Mercury Planetary Orbiter (MPO).
Le operazioni erano iniziate alcune ore prima. Alle 12:03 il centro di controllo ESOC dell’ESA a Darmstadt aveva completato le verifiche sulla sonda e sulle stazioni di Terra, dando il via libera alla separazione. Una prima indicazione positiva è arrivata alle 14:41, quando è stata rilevata una variazione Doppler del segnale radio coerente con il distacco dell’MTM. Il cambiamento della frequenza ricevuta a Terra indicava infatti una variazione della velocità della sonda compatibile con quella prevista dalla sequenza.
La conferma definitiva è arrivata poco più di un’ora dopo, quando le stazioni di Terra hanno acquisito il segnale di MPO. BepiColombo ha così completato il primo passaggio della configurazione che utilizzerà per entrare in orbita attorno a Mercurio.
ACQUISITION OF SIGNAL CONFIRMED! 🎉🛰️#BepiColombo telemetry shows the Mercury Transfer Module has successfully separated from the spacecraft stack! ✅
First step of Mercury arrival phase – complete! 👏
Next stop: Mercury orbit insertion for MPO and Mio in November!@ESA… pic.twitter.com/QvLrbsYKr3
— ESA Operations (@esaoperations) September 3, 2026
La separazione era necessaria perché l’MTM non entrerà in orbita attorno al pianeta. Il modulo ha ormai concluso il proprio compito dopo aver accompagnato BepiColombo per quasi otto anni, durante un viaggio nel Sistema Solare interno che ha incluso nove flyby planetari e lunghi periodi di propulsione elettrica.
Il ruolo del Mercury Transfer Module
BepiColombo è partita dalla Terra come un unico veicolo composto da diversi elementi. L’MTM, sviluppato dall’ESA, aveva il compito di trasportare verso Mercurio i due orbiter scientifici della missione:
- Il Mercury Planetary Orbiter (MPO) europeo
- Il Mercury Magnetospheric Orbiter (Mio) dell’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA).
Durante il viaggio, i due erano collegati attraverso il Mercury Planetary Orbiter Magnetospheric Orbiter Sunshield and Interface Structure (MOSIF).
Il modulo di trasferimento disponeva di propulsori ionici alimentati dai suoi grandi pannelli solari. La propulsione elettrica, insieme ai flyby gravitazionali di Terra, Venere e Mercurio, ha permesso di modificare progressivamente la traiettoria e soprattutto la velocità di BepiColombo. Raggiungere Mercurio richiede infatti di perdere una grande quantità di energia orbitale, mentre ci si avvicina al Sole.
Con la separazione del 3 settembre, l’MTM ha concluso il proprio ruolo nella missione. La configurazione rimasta dovrà ora affrontare le successive manovre previste per completare l’arrivo al pianeta.
Cosa succederà adesso?
Il 21 novembre 2026 BepiColombo dovrà effettuare la manovra che permetterà alla sonda di entrare in orbita attorno a Mercurio. Da quel momento inizierà una nuova sequenza di operazioni per portare i due orbiter scientifici nelle rispettive configurazioni.

Nel mese di dicembre è prevista la separazione di Mio e MPO. L’orbiter giapponese verrà rilasciato nella propria orbita attorno a Mercurio, mentre MPO proseguirà le manovre necessarie per raggiungere quella prevista per le sue osservazioni scientifiche, un po’ più alta. Sarà quindi la prima volta dall’inizio della missione che i due veicoli potranno operare separatamente attorno al pianeta.
La fase scientifica nominale di BepiColombo dovrebbe iniziare nell’aprile 2027. I due orbiter studieranno contemporaneamente Mercurio e l’ambiente che lo circonda, osservandone superficie, composizione, struttura interna, esosfera e campo magnetico da due differenti orbite.











