• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Dai dati di Voyager 2 emerge ora un altro mistero di Urano

Rianalizzando i dati del magnetometro della sonda Voyager 2, dopo ben 34 anni dalla loro rivelazione, due scienziati della NASA hanno scoperto un altro mistero di Urano, e forse anche la sua soluzione.

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Marzo 27, 2020
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, NASA, News, Scienza
Urano

Urano fotografato dal tescopio spaziale Hubble

Condividi su FacebookTweet

La missione Voyager 2 rimane ancora oggi l’unica sonda mai lanciata dall’uomo ad aver studiato i pianeti Urano e Nettuno. Dopo 34 anni dalla partenza della seconda Voyager, la fisica Gina DiBraccio del Goddard Space Center della NASA ha rianalizzato i dati della sonda. Lo ha fatto semplicemente per iniziare a pensare ad una nuova missione che andasse a studiare Urano. Studiando nuovamente quei dati pensava infatti di avere un’idea più completa di cosa sappiamo e di cosa non sappiamo su questo gigante gassoso. Quello che ha fatto è stata però una nuova scoperta: nei dati del magnetometro della sonda ha trovato un plasmoide.

Un plasmoide è una struttura toroidale di plasma e campo magnetico che tipicamente si trova a migliaia di Km di distanza dai pianeti dotati di proprio campo magnetico. Nell’immagine seguente è possibile vedere la posizione di un plasmoide terrestre, situato nella posizione in cui le linee di campo magnetico producono la configurazione adatta a contenere del plasma (gas ionizzato).

Plasmoide
La posizione di un plasmoide (Plasmoid) nel campo magnetico terrestre.

Questa scoperta, pubblicata su Geophysical Research Letters, arriva dopo più di 3 decenni che i dati di Voyager 2 sono a disposizione. L’idea di DiBraccio e del suo coautore Dan Gershman è stata quella di analizzare i dati con una risoluzione temporale maggiore. Prima di loro, i dati del campo magnetico di Urano erano inseriti in un grafico ogni 8 minuti, in questo nuovo studio sono stati invece inseriti a distanza di 1.92 secondi. In questo modo è apparso all’improvviso un picco non previsto, che i due scienziati ipotizzano coincida proprio con la posizione di un plasmoide.

ANNUNCIO

L’importanza di aver trovato una struttura magnetica come questa non è trascurabile. Quello che si sa, è infatti che questi plasmoidi sono spesso responsabili della perdita di atmosfera dei pianeti. Nel sistema solare tutti i pianeti perdono un po’ alla volta la loro atmosfera per colpa del vento solare che la strappa alla gravità. Questo ad esempio è uno dei motivi per cui l’atmosfera di Marte è così rarefatta. Il vento solare non è però l’unico responsabile. Anche i plasmoidi sono considerati capaci di strappare atmosfera (in particolare ioni dagli strati superficiali) e per Urano potrebbe essere questa proprio la causa principale.

Sia per Giove sia per Saturno, il campo magnetico produce delle zone in cui le linee di forza si aggrovigliano particolarmente e a volte strappano delle parti di atmosfera dal pianeta stesso. Per Urano questa situazione è particolarmente importante perché il suo campo magnetico è uno dei più strani del sistema solare. Una delle particolarità principali del gigante gassoso è la sua rotazione, che al contrario di tutti gli altri pianeti viene fatta su un’asse inclinato di quasi 90 gradi. Descrivendo questo fenomeno viene infatti detto che Urano non ruota intorno al proprio asse ma “rotola”.

In più, l’asse verticale del suo campo magnetico non coincide con l’asse di rotazione. Questo non è particolarmente strano, nemmeno per la Terra è così. Sul nostro pianeta sappiamo infatti che il polo nord geografico non coincide con il polo nord magnetico. La differenza fra i due poli è però di qualche centinaio di Km, equivalenti a qualche grado di differenza di inclinazione dei due assi. Per Urano questa differenza è invece di ben 60°. L’unione di questi due fenomeni ha portato il campo magnetico di Urano a muoversi e ad aggrovigliarsi in maniere strane e complesse.

Urano
Variazione delle linee di campo magnetico di Urano. Credits: NASA, JPL.

Il plasmoide trovato da Dibraccio e Gershman occupa solo 60 secondi delle misurazioni di Voyager 2, effettuate per un totale di 45 min. Questo è bastato però perché i due scienziati stimassero le sue dimensioni in una larghezza di circa 204 000 Km e una larghezza di 400 000 Km e una composizione principalmente di idrogeno ionizzato.

ANNUNCIO

Secondo di Braccio con queste misurazioni è difficile comprendere molto del comportamento dell’atmosfera di Urano e della sua storia. I dati di Voyager 2 sono un po’ “come se un veicolo spaziale fosse appena volato attraverso questa stanza e avesse cercato di spiegare l’intera Terra“, ha detto DiBraccio. “Ovviamente non ti mostrerà nulla di come sia il Sahara o l’Antartide.”

Fonte. Fonte.

loader


Astrospace.it Newsletter 
Ogni sabato mattina l'analisi delle news più importanti della settimana.

Accetto I termini di Privacy

Tags: AstrofisicaPlasmoidPlasmoideUranoVoyager 2

Potrebbe interessarti anche questo:

Illustrazione artistica di una delle due sonde Voyager nello spazio interstellare. Credits: NASA/JPL-Caltech

La NASA prolunga la vita scientifica di Voyager 2 con una modifica ai sistemi di bordo

Agosto 6, 2026
Urano osservato dal James Webb a gennaio 2025. Credits: ESA/Webb, NASA, CSA, STScI, P. Tiranti, H. Melin, M. Zamani (ESA/Webb)

Il James Webb ha mappato per la prima volta la struttura verticale della ionosfera di Urano

Febbraio 20, 2026
Il James Webb ha scoperto una nuova luna di Urano, ora sono 29

Il James Webb ha scoperto una nuova luna di Urano, ora sono 29

Agosto 19, 2025
Urano Voyager2

Urano rilascia più calore di quanto ne riceve. Nuovi risultati su un mistero decennale

Luglio 15, 2025
Il pianeta Urano e le sue cinque lune più grandi: Titania, Oberon, Umbriel, Miranda e Ariel. È visibile anche l'ombra di Ariel, che è sovrapposta a Urano. Credits: NASA, ESA, STScI, Christian Soto (STScI)

Nuovi indizi sul comportamento delle lune di Urano, grazie a Hubble

Giugno 11, 2025
La missione Compton Spectrometer and Imager (COSI), selezionata nel 2021 per un lancio nel 2027, parte del programma SMall EXplorer (SMEX) della NASA. Credits: Jim Willis, Northrop Grumman Corporation, ESO

La NASA ha rinviato la prossima call per missioni astrofisiche del programma Small Explorer

Maggio 2, 2025
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • starship starlink

    Oltre mille manovre evasive al giorno per i satelliti Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco le prime immagini della Terra acquisite dai satelliti Eaglet II della costellazione italiana IRIDE

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Inizia una nuova era. I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Entro il 2026 saranno completati i 931 segmenti dello specchio primario dell’ELT

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162