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Verso una doppia cattura al volo. I progressi di Starship

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Novembre 5, 2026
in I progressi di Starship, News, Rubriche, SpaceX
I progressi di Starship

I progressi di Starship: 5 novembre 2025.

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Ottobre si è chiuso senza voli di Starship, nonostante proprio per ottobre attendavamo il volo numero 15. Ma a pesare sono stati soprattutto il cambio degli obiettivi per il prossimo lancio e quindi la necessità di ottenere nuovi permessi. SpaceX ora vuole catturare al volo non solo il Super Heavy, ma anche la Starship. Se ci riuscisse, Starship diventerebbe il primo razzo orbitale completamente riutilizzabile, sia il primo che il secondo stadio.

Nel frattempo si stanno comunque preparando già al volo successivo, che per la prima volta dovrebbe partire dalla Florida, mentre i nuovi Raptor 3 restano però lontani dalle prestazioni annunciate. A ottobre sono emersi anche nuovi dettagli sul futuro dell’azienda: SpaceX punta sempre di più su Starship e sull’intelligenza artificiale, e il Falcon 9 si avvia verso il pensionamento. Resta da capire se, e quando, Starship sarà disponibile anche per i carichi di altre aziende.

Di tutto questo, e tanto altro, parleremo in questa nuova puntata di I progressi di Starship, la rubrica in cui ogni mese facciamo il punto sullo sviluppo del razzo più grande mai costruito dall’Umanità.

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Verso il volo numero 15

La data stimata per il volo 15 è cambiata più volte nel corso degli ultimi 40 giorni, e le cause potrebbero essere principalmente due. A inizio mese il lancio era previsto per il 18 ottobre, ma SpaceX ha probabilmente deciso di effettuare ulteriori controlli sulla Ship 42 e sul Booster 22. La Starship sembrava pronta ad eseguire il suo primo static fire test già a inizio ottobre, dopo aver superato nei primi giorni di settembre le prove di pressurizzazione dei serbatoi. Avevano già installato i Raptor, ma poi li hanno rimossi, e la Starship è tornata al sito di collaudo di Massey per ulteriori prove, concluse il 9 ottobre. Il giorno dopo, la Ship 42 è rientrata al sito di costruzione.

Proprio il 10 ottobre, Elon Musk ha fatto tre affermazioni importanti inerenti proprio Starship. La prima riguarda il lancio precedente. Durante il volo 14 infatti, il Raptor ottimizzato per il vuoto della Ship 41 si era spento prima del previsto e, secondo Musk, la causa è stata un glitch del computer di bordo del motore. La seconda riguarda i tempi: il volo 15, ha detto Musk, sarebbe avvenuto in 4-6 settimane. Ad oggi il lancio è previsto non prima del 12 novembre, in linea con le sue dichiarazioni. La terza affermazione è la più importante. Musk ha annunciato che l’obiettivo principale del volo 15 sarà la cattura con Mechazilla della Ship 42. Se l’operazione dovesse riuscire Starship diventerebbe il primo veicolo orbitale completamente riutilizzabile.

Durante il prossimo lancio potremmo quindi assistere ad una doppia cattura al volo. Proprio in preparazione a questo evento, SpaceX ha eseguito una serie di test sulle infrastrutture della rampa. Il 20 ottobre il sistema di soppressione ad acqua, quello che assorbe le vibrazioni e il calore generati dai motori del Super Heavy, è stato attivato due volte consecutive, a circa otto minuti di distanza. Una tempistica compatibile con il lancio di Starship e con il successivo rientro del Super Heavy.

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Per preparare la rampa ed eseguire queste prove, SpaceX ha dovuto rimandare lo static fire test del Booster 22, che si è svolto infine il 25 ottobre. Il Super Heavy ha avviato con successo tutti i suoi 33 Raptor, mantenendoli accesi per circa 15 secondi. Prima di riportarlo al sito di costruzione, SpaceX ha poi effettuato un altro test legato alla manovra di cattura. Mechazilla ha sollevato il Booster 22, per poi simulare le operazioni di recupero. Il 27 ottobre è stato invece il turno della Ship 42, con due static fire test distinti. Il primo, con un solo motore, è servito a simulare il deorbit burn, l’accensione che fa uscire la Starship dall’orbita per iniziare il rientro. Circa 20 ore dopo, la Ship 42 ha avviato tutti e sei i suoi Raptor per circa un minuto. In questo caso ha simulato l’accensione dell’hot staging, la separazione fra primo e secondo stadio.

Ship 42 static fires complete. The Starship preparing for Flight 15 performed a full duration, six-engine static fire, and fired a single Raptor engine to simulate a deorbit burn https://t.co/I7Ip89Bmey

— SpaceX (@SpaceX) October 28, 2026

Mentre la Ship 42 effettuava questi test, SpaceX aveva già portato al pad la Ship 43 per altre prove di cattura. Come per il Super Heavy, Mechazilla ha sollevato la Starship fino alla sommità della torre. Poi la Ship 43 è stata abbassata e agganciata al Quick Disconnect, il sistema che la collega agli impianti di terra. In questo modo SpaceX ha simulato le procedure di messa in sicurezza della Starship, che prevedono lo svuotamento dei serbatoi dal propellente residuo e il loro mantenimento in pressione. Attualmente sia il Booster 22 sia la Ship 42 si trovano al sito di costruzione per gli ultimi preparativi. Tra questi ci sono l’installazione delle cariche esplosive del Flight Termination System, e il caricamento dei satelliti Starlink a bordo.

Resta poi il secondo problema che sta facendo slittare il volo 15: quello burocratico. La FAA, l’agenzia americana che autorizza anche i lanci commerciali, deve rilasciare nuovi permessi. Il profilo della missione, infatti, è diverso da quello di settembre. SpaceX prevede di far rientrare la Starship direttamente a Starbase e questo comporta che la Ship 42 sorvoli per un lungo tratto il confine tra Stati Uniti e Messico. Prima di dare l’autorizzazione a procedere, l’agenzia deve quindi valutare tutti i possibili fattori di rischio.

Per ora non sono disponibili dettagli sulle modifiche apportate al Booster 22 e alla Ship 42 per garantire un maggiore livello di sicurezza. Durante un evento della NASA, il 23 ottobre, è stato però dichiarato che la Starship monterà una versione migliorata dei Raptor 3, senza ulteriori dettagli. Proprio sui Raptor 3, questo mese, sono emersi numeri riguardo le prestazioni, al di sotto delle dichiarazioni iniziali.

Raptor 3 ancora lontani dalle prestazioni sperate

In una serie di commenti pubblicati su X, Musk ha fornito nuovi dettagli sulle prestazioni dei Raptor 3, i motori della terza versione di Starship, tornando a parlare anche dei futuri Raptor 4. Secondo Musk, sarà proprio con la quarta versione che SpaceX raggiungerà le 300 tonnellate di spinta.

Inizialmente, però, SpaceX puntava a raggiungere questo risultato già con i Raptor 3 ma, nel corso degli anni, le prestazioni dichiarate si sono gradualmente ridotte.
SpaceX è comunque riuscita ad integrare diverse componenti, come l’avionica e i sistemi di raffreddamento, direttamente nel corpo principale del motore, evitando così di dover installare appositi scudi termici ma alcune soluzioni adottate, tuttavia, hanno costretto SpaceX a ridurre le prestazioni.

Il primo annuncio pubblico di un test dei Raptor 3 risale a maggio 2023, quando Musk ha dichiarato che il motore aveva raggiunto 269 tonnellate di spinta. Più di un anno dopo, ad agosto 2024, SpaceX ha presentato ufficialmente i Raptor 3 dichiarando 280 tonnellate, e in diverse occasioni Musk ha ribadito che l’obiettivo era arrivare a 300. A maggio 2026, prima del volo 12 e del debutto della Starship V3, SpaceX parlava invece di 250 tonnellate. Il 26 ottobre, infine, è arrivato il dato attuale: secondo Musk, i Raptor 3 raggiungono circa 230 tonnellate di spinta. Lo stesso valore dei Raptor 2.

Raptor 3 (sea level variant)

Thrust: 280tf
Specific impulse: 350s
Engine mass: 1525kg
Engine + vehicle-side commodities and hardware mass : 1720kg https://t.co/zormSroZyh

— SpaceX (@SpaceX) August 3, 2024

Con 33 motori da circa 230 tonnellate, il Super Heavy arriva a 7590 tonnellate di spinta totale, come nella versione precedente. Con le 250 tonnellate dichiarate a maggio sarebbero state 8250, quindi 660 tonnellate in meno, circa l’8%. Rispetto alle 280 tonnellate presentate nel 2024, invece, la differenza sale a 1650 tonnellate, quasi il 18% della spinta dichiarata allora.

A parità di spinta con i Raptor 2, però, SpaceX è riuscita a realizzare un motore più leggero, che non avendo necessità di scudo termico ha fatto diminuire il peso anche del Super Heavy. In ogni caso si tratta quindi di un miglioramento.

Nonostante questi numeri lo sviluppo continua. Il 7 ottobre, nel centro di test di McGregor, in Texas, hanno mantenuto acceso un Raptor 3 per 557 secondi, poco più di nove minuti. Test di questo tipo non servono a simulare condizioni reali di utilizzo, ma a verificare l’affidabilità del motore. I dati raccolti permettono di studiarne il comportamento anche al di fuori delle normali condizioni di funzionamento, così da sviluppare procedure apposite per eventuali situazioni di emergenza.

Il primo lancio dalla Florida

Kiko Dontchev, vicepresidente di SpaceX per i lanci, ha dichiarato che il pad al sito di lancio 39A è ormai completo. La Ship 43, però, non rientrerà in Florida: dopo aver rilasciato in orbita un carico di Starlink V3, farà ritorno a Starbase. I dettagli di questa scelta non sono ancora stati resi noti, ma è possibile che SpaceX voglia evitare di danneggiare le infrastrutture del 39A, da cui parte anche il Falcon Heavy.

Dontchev ha anche affermato che SpaceX ha deciso di interrompere i lanci del Falcon 9 dalla Florida per sei settimane, a partire dall’ultimo lancio del 20 ottobre. Ma quanto è legata, questa pausa, al prossimo volo di Starship? La decisione non è del tutto chiara. Il Falcon 9 utilizza lo Space Launch Complex 40, mentre Starship partirà dal 39A. Inoltre la Ship 43 e il Booster 23 si trovano ancora a Starbase, quindi il team di SpaceX in Florida può lavorare solamente sulle infrastrutture di terra.

Inoltre, entrambi gli stadi della Ship per il volo 16 hanno già superato i collaudi dei serbatoi con azoto liquido, e ora devono eseguire gli static fire test. La Ship 43 però, può farlo solo a Massey, l’unico sito in cui SpaceX dispone di un banco di prova per le Starship. Il Booster 23, invece, potrebbe collaudare i propri motori direttamente al 39A, perché gli static fire del Super Heavy si eseguono sul pad di lancio. In caso di problemi, però, non è detto che in Florida SpaceX abbia tutte le attrezzature e i componenti necessari, motori compresi, per le ispezioni e le eventuali riparazioni.

Solitamente SpaceX attende il completamento di un volo prima di eseguire gli static fire test dei prototipi successivi. In questo modo può analizzare i dati raccolti durante la missione, individuare eventuali anomalie e apportare le modifiche necessarie prima delle prove a terra. Questo approccio è probabile che cambi nel 2027, con l’aumento della frequenza di lancio. Per ora il volo 16 è previsto non prima del 10 dicembre, una data che va oltre le sei settimane di pausa annunciate da Dontchev. Ed è possibile che il primo lancio dalla Florida non avvenga nemmeno entro la fine del 2026, perché prima SpaceX dovrà attendere l’esito del volo 15, e poi trasferire Starship e Super Heavy in Florida.

Per questa operazione SpaceX ha a disposizione una sola chiatta, chiamata You’ll Thank Me Later, che si trova proprio in Florida. È stata utilizzata per trasportare un supporto per le Ship e lo Starlink loader, la struttura che carica i satelliti all’interno della Starship. Il viaggio tra la Florida e Starbase dura circa cinque giorni e finora SpaceX non ha mai trasportato via mare una Starship o un Super Heavy. Fa eccezione il particolare caso della Ship 40.

La pausa dei lanci del Falcon 9 potrebbe quindi dipendere da una riorganizzazione dei team di SpaceX in Florida, ingegneri e specialisti che più volte Musk e SpaceX stessa hanno affermato di voler spostare il prima possibile su Starship.

Il ruolo centrale dell’IA

Dopo tutti questi cambiamenti, le rinunce e le cancellazioni che hanno coinvolto i voli del Falcon 9, è naturale chiedersi quali siano le ragioni di questa scelta. Perché SpaceX sta progressivamente abbandonando proprio il settore che ha decretato il suo successo: quello dei lanci spaziali con il Falcon 9? Per comprendere le priorità dell’azienda e le motivazioni alla base di questa strategia, è necessario analizzare i suoi bilanci. Il 20 ottobre l’azienda ha pubblicato i risultati del terzo trimestre del 2026: i ricavi hanno raggiunto i 14,6 miliardi di dollari, il 161% in più rispetto ai 5,6 miliardi di un anno prima. L’utile netto è stato di 4,4 miliardi.

SpaceX annuncia una trimestrale da record! Facciamo chiarezza su numeri e prospettive

SpaceX divide il bilancio in tre settori principali. Lo spazio, che comprende tutte le attività legate ai lanci di Falcon 9, Falcon Heavy e della Dragon. La connettività, cioè l’intera infrastruttura di Starlink e Starshield. Infine c’è l’intelligenza artificiale. È proprio quest’ultimo segmento ad aver generato i ricavi maggiori: 7,6 miliardi di dollari, più della metà del totale.

Starlink ha contribuito con 5,2 miliardi e ha raggiunto 13,6 milioni di abbonati. Il segmento dello spazio, infine, ha registrato ricavi per 1,8 miliardi di dollari, in crescita di appena il 6%, e una lieve perdita operativa di 7 milioni, anche a causa dei costi di sviluppo di Starship. Significa che i lanci valgono poco più del 12% dei ricavi totali, crescono poco o nullo e finchè Starship non sarà operativa fanno perdere soldi a SpaceX.

Una delle voci più redditizie per SpaceX è l’affitto ad altre aziende della propria capacità di calcolo, fornita dal supercomputer Colossus. A ottobre è emerso che un solo cliente, indicato come Cliente B nei documenti di SpaceX, ha rappresentato il 34,5% dei ricavi del segmento nel trimestre, cioè circa 2,6 miliardi di dollari.

Secondo un’inchiesta giornalistica, dietro il Cliente B ci sarebbe Anthropic, anche se finora nessuna delle due aziende lo ha confermato ufficialmente. Il 26 ottobre, però, nel documento depositato in vista della propria quotazione in borsa, Anthropic ha indicato che potrebbe pagare a SpaceX fino a 120,5 miliardi di dollari entro il 2029, per accedere a capacità di calcolo basata sulle GPU NVIDIA. Si tratta di circa 3,1 miliardi di dollari al mese a partire da dicembre.

Questa però non è una cifra garantita. Al termine dei periodi iniziali, previsti rispettivamente a gennaio e a marzo 2027, entrambe le parti potranno recedere dall’accordo con un preavviso di 90 giorni. Per questo SpaceX continua a investire, comprare GPU e aumentare le dimensioni dei propri data center. Nel trimestre gli investimenti hanno raggiunto i 19,6 miliardi di dollari, di cui 16,4 destinati all’intelligenza artificiale, più dell’80% del totale. Il 26 ottobre, inoltre, SpaceX ha annunciato un finanziamento da circa 40 miliardi di dollari per l’acquisto di GPU NVIDIA Vera Rubin.

In tutto questo, Starship avrà sicuramente un ruolo importante. Dopo aver ampiamente perso le elezioni di metà mandato che si sono svolte il 3 novembre, Musk ha commentato che ora i data center in orbita sono fondamentali, scherzando probabilmente sul fatto che il nuovo congresso a guida democratica sarà ora più severo sulle norme ambientali ed energetiche che dovranno rispettare i costruttori e gestori di data center sulla terra.

Falcon 9 verso il pensionamento

Il 3 ottobre SpaceX ha pubblicato la pagina ufficiale dedicata a Starfall, la piccola capsula destinata alla produzione di materiali in orbita e alla ricerca scientifica. SpaceX ne ha già portate in orbita due, entrambe con il Falcon 9, ma sul sito come veicolo di lancio è indicata solamente Starship. Questo potrebbe suggerire che Starfall sarà il primo servizio con cui l’azienda offrirà a terzi la possibilità di trasportare carichi in orbita con Starship. Starship rilascia i satelliti Starlink attraverso un portellone laterale, costituito da una sorta di apertura a fessura nella stiva. A quanto risulta, SpaceX non starebbe sviluppando un sistema di rilascio in grado di gestire carichi diversi dagli Starlink o, più in generale, da satelliti particolarmente sottili.

Si tratta di un ulteriore segnale della volontà di SpaceX di procedere sempre più rapidamente verso il pensionamento del Falcon 9. Le conseguenze di questa scelta potrebbero ricadere anche sugli altri operatori. Secondo le stime di Quilty Space, una società di analisi del settore spaziale, entro il 2030 potrebbero mancare circa 150 lanci rispetto alla domanda, Cina esclusa, con il picco previsto nel 2028. La stessa analisi fa notare che SpaceX ha smesso di presentare Starship come lanciatore commerciale.

Altri pezzi di Starship:

  • Durante la conferenza del 23 ottobre, NASA e SpaceX hanno mostrato anche le prime immagini di Cabin 1, il primo mockup della cabina per l’equipaggio della Starship HLS. Sarà dotato di tutti i sistemi che verranno poi usati nelle missioni Artemis, ma non si tratta di un prototipo destinato a partecipare a una missione. Guardando le immagini si notano le ampie finestre ricavate nel nose cone della Starship e una zona dedicata al riposo degli astronauti. Cabin 1 è in costruzione nella Starfactory di Starbase e dovrebbe essere completato entro la fine del 2026, mentre i test operativi si svolgeranno nei primi mesi del 2027.
  • Per accelerare lo sviluppo di Starship, SpaceX ha bisogno di aumentare notevolmente la cadenza dei lanci e per farlo deve aumentare produzione e test. Sul fronte della produzione, SpaceX sta completando due Gigabay, una a Starbase e una in Florida, e probabilmente nel 2028 inizierà a costruirne una terza in Louisiana. Ciascun edificio ha 24 postazioni di lavoro dedicate a Starship e Super Heavy. Come dicevamo prima, resta però da chiarire dove verranno testati i nuovi prototipi in Florida.
  • A Starbase, invece, SpaceX ha iniziato ad ampliare il sito di Massey. A ottobre ha ottenuto i permessi per usare altri 18,6 ettari di terreno, adiacenti all’attuale sito di test. I lavori dovrebbero terminare a maggio 2027 e, molto probabilmente, serviranno a realizzare nuovi banchi di prova per Starship e Super Heavy.
  • SpaceX ha chiesto alla FAA una nuova valutazione ambientale per un’attività che prevede fino a 456 lanci all’anno da Starbase, più di uno al giorno, e 912 rientri di Starship e Super Heavy. Con sole due rampe attualmente disponibili in Texas, non è chiaro come intenda gestire un ritmo simile.
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Tags: Falcon 9RaptorSpaceXStarbaseStarshipvolo 15

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