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La missione Proba-3 dell’ESA è pronta a tornare pienamente operativa

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Giugno 10, 2026
in Agenzie Spaziali, ESA, Esplorazione spaziale, News, Scienza
I satelliti della missione Proba-3 posizionati in una configurazione tale da ricreare un'eclissi solare artificiale, per lo studio della corona del Sole. Credits: ESA-P. Carril

I satelliti della missione Proba-3 posizionati in una configurazione tale da ricreare un'eclissi solare artificiale, per lo studio della corona del Sole. Credits: ESA-P. Carril

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La missione Proba-3 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è pronta a tornare alle normali attività scientifiche dopo il recupero del satellite Coronagraph, con cui erano stati persi i contatti all’inizio di febbraio. Dopo mesi di verifiche, test e operazioni di recupero, il team della missione ha confermato che entrambi i satelliti sono pienamente funzionanti.

A febbraio la missione si era fermata dopo la perdita di contatto con il satellite Coronagraph. Senza uno dei due satelliti, Proba-3 non poteva più eseguire il volo in formazione che è alla base della missione. I due satelliti, infatti, devono mantenere una posizione reciproca estremamente precisa per creare eclissi solari artificiali e permettere l’osservazione della corona del Sole.

Dopo il recupero del satellite, annunciato a marzo, il team della missione ha avviato una lunga serie di controlli per verificare che tutti i sistemi funzionassero correttamente. Nelle scorse settimane è stato completato con successo il primo volo in formazione dopo l’anomalia, che ha confermato il ritorno alla normale operatività della missione. Anche ASPIICS, il principale strumento scientifico di Proba-3, è risultato pienamente operativo.

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Il satellite Coronagraph della missione Proba-3 fotografato nello spazio dal satellite Occulter, a una distanza di 150 metri. Credits: ESA
Il satellite Coronagraph della missione Proba-3 fotografato nello spazio dal satellite Occulter, a una distanza di 150 metri. Credits: ESA

Il ritorno alle operazioni scientifiche

Damien Galano, mission manager di Proba-3, ha confermato che il primo volo in formazione effettuato dopo il recupero del satellite si è svolto senza problemi. Il test era particolarmente importante perché la missione dipende dalla capacità dei due satelliti di mantenere una posizione reciproca molto precisa durante le osservazioni.

Anche ASPIICS, il coronografo di Proba-3, è tornato a operare regolarmente. Le immagini della corona solare raccolte durante l’ultimo volo in formazione hanno mostrato la stessa qualità di quelle ottenute prima della perdita di contatto con il satellite Coronagraph.

Nel frattempo sono stati pubblicati anche i primi risultati scientifici della missione. Le analisi indicano che alcune strutture del vento solare nella corona interna potrebbero muoversi da tre a quattro volte più velocemente di quanto si pensasse. Saranno necessarie altre osservazioni per confermare questi dati, ma i risultati iniziali mostrano già le potenzialità delle osservazioni realizzate da Proba-3.

La corona del Sole appare verdastra in questa immagine scattata il 4 giugno 2026 dal coronagrafo ASPIICS a bordo di Proba-3, durante il primo volo di formazione riuscito dopo il recupero del satellite perso a febbraio. Credits: ESA/Proba-3/ASPIICS
La corona del Sole appare verdastra in questa immagine scattata il 4 giugno 2026 dal coronagrafo ASPIICS a bordo di Proba-3, durante il primo volo di formazione riuscito dopo il recupero del satellite perso a febbraio. Credits: ESA/Proba-3/ASPIICS

Un recupero complesso concluso con successo

Dopo il ripristino delle comunicazioni con il satellite Coronagraph, il team della missione ha avviato una serie di controlli per verificare le condizioni del veicolo e dei suoi sistemi. Una delle principali incognite riguardava gli effetti del mese trascorso senza alimentazione e senza contatti con il centro di controllo.

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Gli ingegneri hanno anche ripetuto alcune delle operazioni che a febbraio avevano contribuito alla perdita di contatto con il satellite. Dopo aver individuato l’origine del problema, il software è stato aggiornato per evitare che la stessa situazione possa ripetersi durante le future attività della missione.

Con il ritorno del satellite Coronagraph e il successo del primo nuovo volo in formazione, Proba-3 può ora riprendere regolarmente le osservazioni della corona solare e il programma scientifico previsto dalla missione.

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Tags: coronografoeclissiESAProba-3Sole

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