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L’ESA ha perso i contatti con uno dei satelliti della missione Proba-3

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Marzo 6, 2026
in Agenzie Spaziali, ESA, Esplorazione spaziale, News, Scienza, Sistema solare
I satelliti della missione Proba-3 posizionati in una configurazione tale da ricreare un'eclissi solare artificiale, per lo studio della corona del Sole. Credits: ESA-P. Carril

I satelliti della missione Proba-3 posizionati in una configurazione tale da ricreare un'eclissi solare artificiale, per lo studio della corona del Sole. Credits: ESA-P. Carril

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Il 6 marzo 2026 l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato di aver perso i contatti con uno dei due satelliti che compongono la missione Proba-3, progettata per dimostrare il volo in formazione di precisione e studiare la corona solare.

Proba-3 è stata lanciata nel dicembre 2024 a bordo di un razzo PSLV-XL dell’agenzia spaziale indiana (ISRO). La missione è composta da due satelliti distinti che operano insieme in un’orbita altamente ellittica: Occulter e Coronagraph. I due veicoli devono mantenere una configurazione estremamente precisa nello spazio, separati da circa 150 metri, per creare un’eclissi artificiale che permetta di osservare la tenue corona del Sole.

Nel fine settimana tra il 14 e il 15 febbraio 2026, il satellite Coronagraph ha subito un’anomalia che ha causato una perdita di assetto, cioè dell’orientamento nello spazio. Questa condizione ha impedito ai pannelli solari del satellite di rimanere puntati verso il Sole. Senza alimentazione sufficiente, la batteria di bordo si è rapidamente scaricata.

Di conseguenza il veicolo è entrato in modalità di sopravvivenza, una modalità in cui restano attivi solo i sistemi minimi per preservare l’integrità del satellite. In questa configurazione, la trasmissione dei dati verso Terra viene interrotta, ed è proprio per questo che l’ESA ha perso il contatto con il veicolo.

L’Agenzia ha avviato un’indagine per determinare le cause dell’anomalia e sta valutando possibili strategie per recuperare la missione. Tra le opzioni allo studio c’è anche l’utilizzo del secondo satellite, rimasto operativo, per osservare la posizione e l’orientamento del veicolo in difficoltà.

Una missione basata sul volo in formazione

Proba-3 è stata progettata per dimostrare una delle tecnologie più complesse dell’ingegneria spaziale: il volo in formazione di estrema precisione. In questa configurazione due satelliti indipendenti devono mantenere una posizione relativa molto accurata, con scarti di pochi millimetri.

Nel caso di Proba-3, il satellite Occulter trasporta un disco progettato per bloccare la luce diretta del Sole. Posizionandosi esattamente davanti all’altro satellite, crea un’ombra che simula un’eclissi solare totale. Il satellite Coronagraph, che ospita lo strumento scientifico principale, osserva quindi la corona solare, la parte più esterna e tenue dell’atmosfera del Sole.

A sinistra, la corona interna del Sole ripresa il 23 maggio 2025 dal coronografo ASPIICS di Proba‑3. L’immagine, catturata nello spettro visibile, mostra le strutture filamentose della corona come apparirebbero all’occhio umano durante un’eclissi. A destra, la corona osservata da Proba‑3 in luce bianca polarizzata. Questa tecnica consente di isolare la luce della corona da quella diffusa dalla polvere interplanetaria. Credits: ESA/Proba-3/ASPIICS/WOW algorithm
A sinistra, la corona interna del Sole ripresa il 23 maggio 2025 dal coronografo ASPIICS di Proba‑3. L’immagine, catturata nello spettro visibile, mostra le strutture filamentose della corona come apparirebbero all’occhio umano durante un’eclissi. A destra, la corona osservata da Proba‑3 in luce bianca polarizzata. Questa tecnica consente di isolare la luce della corona da quella diffusa dalla polvere interplanetaria. Credits: ESA/Proba-3/ASPIICS/WOW algorithm

Osservare la corona è particolarmente difficile, perché la superficie solare è estremamente luminosa. Sulla Terra queste osservazioni sono possibili solo durante le eclissi naturali, che però durano pochi minuti. Con un sistema artificiale in orbita, invece, è possibile prolungare le osservazioni e studiare meglio la struttura e la dinamica della corona.

Le conseguenze per Proba-3

I due satelliti di Proba-3 sono stati realizzati da un consorzio di 29 aziende guidato dal gruppo ingegneristico spagnolo Sener. Il costo complessivo della missione è di circa 200 milioni di Euro e la durata nominale prevista sarebbe di due anni.

Anche se la missione è composta da due veicoli spaziali separati, le osservazioni scientifiche dipendono dalla loro collaborazione. Il satellite Occulter crea l’eclissi artificiale, ma è il satellite Coronagraph che ospita lo strumento capace di osservare la corona solare. Per questo motivo la perdita di Coronagraph comprometterebbe la capacità scientifica della missione. Senza il telescopio coronografico, l’eclissi artificiale non potrebbe essere sfruttata per studiare la corona.

L’ESA sta ora analizzando i dati disponibili per capire l’origine dell’anomalia e valutare se sia possibile ristabilire il contatto con il satellite o ottenere informazioni sulla sua configurazione nello spazio utilizzando il secondo veicolo della missione.

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Tags: anomaliacorona solareESAProba-3

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