Space Industries ha inaugurato oggi, 28 ottobre, lo Stellar Hub di Settimo Torinese, uno stabilimento dedicato all’assemblaggio, all’integrazione e ai test di satelliti, con l’obiettivo di produrli in serie. La struttura occupa circa 8000 metri quadrati, di cui circa 2000 di camere pulite, che saranno certificate ISO 8, ed è pensata per satelliti fino a 600 kg. A pieno regime la capacità produttiva teorica potrà arrivare fino a 140 satelliti l’anno, a seconda delle caratteristiche dei programmi.
Space Industries è controllata da Comat, gruppo industriale torinese della famiglia Micelli specializzato nella realizzazione di camere bianche e impianti, ed è stata co-fondata da Giuseppe Santangelo, oggi CEO. Lo stabilimento è frutto di un investimento interamente privato di Comat, di oltre 20 milioni di Euro. I lavori erano iniziati a luglio 2025 e sono durati circa 15 mesi. L’azienda conta oggi circa 40 dipendenti e punta a superare i 200 collaboratori e i 30 milioni di Euro di fatturato entro il 2030. Sono già in corso valutazioni su un possibile ampliamento.
All’inaugurazione dello Stellar Hub erano presenti, tra gli altri, rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, della Regione Piemonte e dei Comuni di Torino e Settimo Torinese.

Test e integrazione nello stesso sito
La caratteristica principale dello Stellar Hub è che riunisce nello stesso sito tutto il ciclo di qualifica di un satellite. Ci sono impianti per le prove in termovuoto, con due camere TVAC da 1 e 3 metri di diametro, e per i test di vibrazione, elettromagnetici e di propulsione. Sono le prove che verificano se un satellite può sopportare le sollecitazioni del lancio e le condizioni dello spazio. Avere tutto nello stesso stabilimento riduce gli spostamenti dei satelliti tra un sito e l’altro.
Lo stabilimento è pensato anche per clienti esterni. Imprese, operatori ed enti possono usare le singole infrastrutture di test, avere aree riservate per l’integrazione, con i propri team o con quelli di Space Industries, oppure affidare all’azienda l’intero percorso. Le aree di integrazione separate sono fino a 12, così da gestire più programmi contemporaneamente mantenendoli riservati.

Space Industries ha già tre contratti all’attivo. Lo stabilimento ha ospitato i test sul Layer-0, un nuovo componente destinato all’aggiornamento di AMS-02, il rivelatore di particelle installato sulla Stazione Spaziale Internazionale, con il contributo di INFN, NASA, CERN, MIT e Alca Space.
In occasione dell’inaugurazione l’azienda ha annunciato anche un contratto con D-Orbit per i test di accettazione sulla piattaforma ION, già in corso. Simonetta di Pippo, presidente di D-orbit e presente all’inaugurazione, ha auspicato che questa prima commessa possa essere presto preludio di una collaborazione più ampia, citando la volontà per le aziende spaziali di essere indipendenti ma anche che la sinergia fra realtà complementari sia fondamentale per far crescere il settore.











