• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Il primo telescopio SST dell’osservatorio CTAO è pronto a partire per il Cile. Intervista al Presidente INAF Roberto Ragazzoni

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Settembre 21, 2026
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza, Spazio Italiano
A sinistra, uno dei telescopi SST dell'osservatorio CTAO assemblato presso Dal Ben Sea il 18 settembre 2026. A destra, il primo telescopio SST pronto per essere imballato e spedito in Cile. Credits: Astrospace

A sinistra, uno dei telescopi SST dell'osservatorio CTAO assemblato presso Dal Ben Sea il 18 settembre 2026. A destra, il primo telescopio SST pronto per essere imballato e spedito in Cile. Credits: Astrospace

Condividi su FacebookTweet

Il primo Small-Sized Telescope (SST) destinato al sito sud del Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO) è pronto a lasciare l’Italia. Il 18 settembre 2026, nella sede di Dal Ben S.p.A. a San Stino di Livenza, in Veneto, abbiamo visto da vicino il telescopio poco prima che venisse chiuso nelle casse che lo porteranno in Cile.

Questo è il primo di una serie di SST che verranno installati a CTAO-Sud, nel deserto di Atacama. Insieme agli altri telescopi dell’array contribuiranno a costruire quello che diventerà il più grande e avanzato osservatorio terrestre dedicato all’astronomia gamma. CTAO sarà infatti distribuito tra due siti: CTAO-Nord, a La Palma nelle Isole Canarie, e CTAO-Sud, in Cile.

I suoi telescopi non osserveranno direttamente i raggi gamma. Quando un fotone gamma di altissima energia entra nell’atmosfera terrestre, genera una cascata di particelle secondarie che produce un brevissimo lampo di luce Cherenkov. È questa luce che viene raccolta dai telescopi, permettendo agli astronomi di ricostruire la direzione e l’energia del fotone originario e, quindi, studiare alcuni dei fenomeni più energetici dell’Universo.

ANNUNCIO
Infografica riassuntiva del funzionamento di un telescopio Cherenkov. Credits: R. White (MPIK)/K. Bernlohr (MPIK)/DESY
Infografica riassuntiva del funzionamento di un telescopio Cherenkov. Credits: R. White (MPIK)/K. Bernlohr (MPIK)/DESY

In questo progetto l’Italia ricopre un ruolo importante. La sede centrale di CTAO si trova a Bologna e l’Istituto Nazionale di Astrofisica, tra le altre cose, coordina la collaborazione internazionale che ha sviluppato gli SST, mentre la loro realizzazione industriale è affidata a Dal Ben.

Durante l’evento abbiamo parlato con Roberto Ragazzoni, presidente dell’INAF, per approfondire il contributo italiano al progetto e capire cosa renderà CTAO diverso dagli osservatori gamma che lo hanno preceduto.

Dalla costruzione dei telescopi alla scienza, il contributo italiano

Qual è il contributo dell’INAF al progetto CTAO?

“Innanzitutto abbiamo il quartier generale di CTAO a Bologna. Poi c’è il contributo alla progettazione e alla costruzione dei telescopi. L’array è composto da telescopi di dimensioni diverse: l’INAF ha un ruolo importante negli Small-Sized Telescopes, quelli che stiamo vedendo qui da Dal Ben, ma anche nei Large-Sized Telescopes destinati al Cile.

ANNUNCIO

Naturalmente c’è poi tutta la parte scientifica, che è più difficile quantificare. Sono coinvolti ricercatori di diversi istituti INAF e delle università italiane, da Roma a Firenze, Milano e Padova. C’è quindi un’intera comunità che contribuirà anche all’analisi e allo sfruttamento scientifico dei dati.”

Il Presidente INAF Roberto Ragazzoni e uno dei telescopi SST di CTAO il 18 settembre 2026 presso Dal Ben Spa. Credits: Astrospace
Il Presidente INAF Roberto Ragazzoni e uno dei telescopi SST di CTAO il 18 settembre 2026 presso Dal Ben Spa. Credits: Astrospace

Una parte importante di questo lavoro riguarderà anche la possibilità di combinare le osservazioni di CTAO con quelle di altri strumenti. Il Prof. Ragazzoni fa una distinzione tra le sorgenti che emettono raggi gamma in maniera persistente, che possono essere osservate puntando il telescopio nella loro direzione, e i fenomeni transienti, che compaiono improvvisamente nel cielo e richiedono una risposta molto più rapida.

“Possiamo per esempio puntare verso la Nebulosa del Granchio e osservare i raggi gamma che provengono da quella sorgente. Ma una delle parti più interessanti oggi è quella dei fenomeni transienti: improvvisamente può arrivare un segnale da una certa direzione del cielo e bisogna riuscire a osservarlo rapidamente con strumenti diversi.

Per questo si costruisce una rete che comprende telescopi nei raggi X, gamma e radio: quando viene rilevato un evento importante, nel giro di pochi minuti può essere diramato un alert, permettendo ad altri strumenti di puntare verso quella sorgente. Stiamo cercando di far confluire in questo sistema anche i rivelatori di onde gravitazionali, attualmente Virgo e in futuro Einstein Telescope.

Ci sono poi i rivelatori di neutrini, come quello nel Mediterraneo a sud-est della Sicilia. Siamo interessati a tutti i messaggeri del cosmo.”

CTAO, il più avanzato osservatorio per l’astronomia gamma

CTAO non sarà semplicemente un osservatorio composto da telescopi più grandi rispetto a quelli utilizzati finora. La sua capacità osservativa dipenderà soprattutto dal numero di strumenti, dall’area sulla quale saranno distribuiti e dal modo in cui lavoreranno insieme.

Che cosa renderà CTAO più avanzato e sensibile degli osservatori gamma attuali?

“Ci sono principalmente due aspetti. Il primo è l’area di raccolta: avere molti specchi significa poter raccogliere più luce. Il secondo riguarda il modo in cui è stato progettato l’osservatorio, a partire dal grande campo di vista dei telescopi.

Quando un raggio gamma interagisce con l’alta atmosfera produce un cono di luce Cherenkov che, arrivando al suolo, genera un’impronta larga alcune centinaia di metri. Non avrebbe senso costruire un unico telescopio di quelle dimensioni. Si distribuiscono invece molti telescopi su un’area molto grande. In questo modo è possibile campionare bene quella luce e ricostruire con precisione la direzione dalla quale proveniva il raggio gamma.”

Perché CTAO sarà diviso tra un sito nell’emisfero nord e uno nell’emisfero sud?

“Perché da emisferi diversi possiamo osservare regioni diverse del cielo. Ci sono oggetti visibili soltanto dall’emisfero australe e altri accessibili meglio da quello boreale.

Un esempio importante è il centro della nostra Galassia, che si trova nella direzione dello Scorpione. Dall’Italia è visibile, ma rimane relativamente basso sull’orizzonte e soltanto in alcuni periodi dell’anno. Dall’emisfero australe può invece raggiungere altezze molto maggiori nel cielo ed essere osservato più facilmente e più a lungo.”

I due array potranno quindi lavorare indipendentemente su regioni differenti del cielo, mentre i dati confluiranno all’interno della stessa infrastruttura scientifica.

https://www.ctao.org/wp-content/uploads/Array-Sites_updated.png
I siti CTAO-Sud e CTAO-Nord dell’osservatorio CTAO. Credits: CTAO

37 telescopi costruiti in Veneto

Gli SST sono i telescopi più piccoli che comporranno CTAO e saranno installati esclusivamente nel sito sud. Ciascuno utilizza due specchi, uno primario di 4.3 metri formato da 18 segmenti esagonali e uno secondario monolitico di 1.8 metri, che concentrano la luce Cherenkov su una camera. Rispetto agli altri telescopi dell’osservatorio, gli SST sono progettati per osservare i raggi gamma alle energie più elevate, e saranno distribuiti su un’area molto ampia di CTAO-Sud.

Dietro agli SST c’è anche un importante contributo dell’industria italiana. A Dal Ben S.p.A. è affidata la realizzazione dei 37 telescopi che verranno installati nel deserto di Atacama, un lavoro che ha coinvolto l’azienda dalla progettazione fino alla produzione, all’assemblaggio e ai test finali.

Durante la visita alla linea produttiva abbiamo parlato con Simone Piras, ingegnere elettronico e Project Manager del progetto SST in Dal Ben, per capire cosa significa costruire in serie strumenti astronomici con requisiti di precisione così elevati.

Quali parti degli SST vengono realizzate qui da Dal Ben?

“Ci occupiamo di tutta la parte meccanica, dell’automazione, del controllo dei quadri elettrici e della movimentazione. Abbiamo seguito la progettazione, la realizzazione, il montaggio e infine il collaudo.
Il nostro lavoro riguarda tutti i 37 SST. Il contratto è stato suddiviso in due fasi: il primo bando era dell’INAF, mentre il secondo del CNRS francese, e Dal Ben si è aggiudicata entrambi.”

Prima di arrivare al telescopio assemblato, ogni SST attraversa quindi una vera e propria linea produttiva. Dal Ben ha sviluppato il processo insieme all’INAF, partendo dalle analisi e dalla progettazione per passare all’acquisto delle materie prime, alla produzione e alle lavorazioni meccaniche, fino all’assemblaggio.

I diversi componenti vengono controllati durante le varie fasi e, una volta completata la macchina, iniziano i test sull’intero sistema, compresi quelli sul software di controllo, sulle interfacce di comunicazione e sui movimenti del telescopio.

Alcuni dei 37 telescopi SST per l'osservatorio CTAO presso il nuovo stabilimento di Dal Ben Sea in Veneto. Credits: Astrospace.it
Alcuni dei 37 telescopi SST per l’osservatorio CTAO presso il nuovo stabilimento di Dal Ben Sea in Veneto. Credits: Astrospace.it

Qual è stata la difficoltà maggiore nel costruire questi telescopi?

“Le difficoltà maggiori sono state probabilmente nella fase di progettazione, perché si tratta di una macchina estremamente complessa che deve raggiungere una precisione dell’ordine di pochi secondi d’arco.

Una volta impostata la produzione, però, abbiamo potuto sfruttare una struttura industriale suddivisa in sei unità produttive e procedere molto rapidamente. In circa due anni e mezzo abbiamo realizzato 37 telescopi. Per la prima unità, dalla progettazione al collaudo, è servito invece circa un anno e mezzo.”

Un singolo telescopio SST però non raggiungerà il Cile in quella configurazione. Per affrontare il viaggio via mare viene suddiviso nei suoi principali sottosistemi, che dovranno poi essere rimontati una volta arrivati a destinazione.

Come si prepara un telescopio di queste dimensioni per un viaggio fino al deserto di Atacama?

“Partiamo dallo studio dei principali sottosistemi nei quali può essere suddiviso il telescopio e, sulla base di questi, progettiamo anche le casse necessarie al trasporto. Per un singolo SST ne abbiamo realizzate otto.

Una contiene, per esempio, il corpo inferiore, quindi la base, la forca e i quadri elettrici. Nelle altre trovano posto i sistemi di automazione, gli specchi, i supporti dei contrappesi e gli altri componenti. Per ogni cassa vengono calcolati dimensioni e peso e tutto il processo viene organizzato con il trasportatore nel rispetto delle normative internazionali per il trasporto via mare.

Il telescopio arriverà al porto di Antofagasta, in Cile. Da lì verrà caricato sui camion e trasportato fino al sito in cui sarà installato.”

La chiusura del primo telescopio SST dell'osservatorio CTAO disassemblato in una delle grandi casse che lo trasporteranno in Cile. Credits: Astrospace.it
La chiusura del primo telescopio SST dell’osservatorio CTAO disassemblato in una delle grandi casse che lo trasporteranno in Cile. Credits: Astrospace.it

Quello visto il 18 settembre è quindi il risultato finale di un processo iniziato dalla progettazione e arrivato fino ai test del telescopio completo. Ora comincia una fase completamente diversa: il trasporto in Cile, il successivo assemblaggio sul sito di CTAO-Sud e i test necessari prima della sua entrata in funzione. La prossima primavera, già da marzo 2027, dopo l’arrivo e l’assemblaggio della camera fornita dal Max Planck Institute for Astronomy, sarà sottoposto a diversi test.

Per Dal Ben, la partenza del primo SST rappresenta anche un momento importante dopo oltre due anni di lavoro. “Siamo estremamente orgogliosi di questo progetto” ha concluso Piras. “Per l’azienda rappresenta uno di quei momenti che ne segnano davvero il percorso.”

Ringraziamo il Prof. Ragazzoni e l’Ing. Piras per la loro disponibilità, e l’Istituto Nazionale di Astrofisica per l’invito.

© 2026 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: CTAOinafluce Cherenkovraggi gammaSpazio italiano

Potrebbe interessarti anche questo:

L'amministratore della NASA Jared Isaacman parla alla conferenza Air, Space & Cyber dell'Air & Space Forces Association. Credits: Jud McCrehin/Air & Space Forces Association

Jared Isaacman conferma che due astronauti italiani andranno sulla superficie della Luna

Settembre 22, 2026
L'ammasso globulare Omega Centauri in un'immagine ottenuta dalla fotocamera WFI dell'Osservatorio La Silla. Credits: ESO

Il magnetismo potrebbe spiegare alcune anomalie chimiche negli ammassi globulari

Settembre 25, 2026
Il sistema di ottica adattiva Ekarus sul banco ottico al fuoco Coudé del telescopio Copernico di Asiago. Oltre ai numerosi specchi rigidi, il parallelepipedo nero, visibile sulla destra, è lo specchio deformabile da circa 450 attuatori. Credits: Davide Greggio/INAF Padova

È entrato in funzione ad Asiago il primo strumento di ottica adattiva montato su un telescopio italiano

Settembre 17, 2026
Render artistico della Via Lattea vista di taglio, realizzato a partire dai dati raccolti in quasi undici anni di attività dalla missione Gaia dell'ESA. Credits: ESA/Gaia/DPAC, Stefan Payne-Wardenaar

Una Via Lattea molto più dinamica di quanto immaginassimo dai dati di Gaia, raccontato dalla ricercatrice INAF Antonella Vallenari

Agosto 10, 2026
L'ambasciatore Mario Cospito. Credits: ASI

Nominato il nuovo Commissario straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana: l’ambasciatore Mario Cospito

Agosto 9, 2026
Render artistico della missione EarthNext. Credits: ASI

L’ASI assegna a Officina Stellare lo sviluppo di EarthNext, per l’osservazione della Terra in orbita molto bassa

Agosto 6, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Paesi firmatari degli Accordi Artemis al 21 settembre 2026. Credits: NASA

    L’Albania è il 73esimo Paese a firmare gli Accordi Artemis

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Jared Isaacman conferma che due astronauti italiani andranno sulla superficie della Luna

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • SpaceX vuole 100 mila Starlink V3 in orbita ancora prima dei satelliti per l’IA

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA assegna a SpaceX tre nuove missioni con la Crew Dragon verso la ISS

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 3
4:30 pm - 6:00 pm

Presentazione “La Guida completa ai razzi Falcon”

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162