La NASA sta rivedendo alcuni dei requisiti della AxEMU (Axiom Extravehicular Mobility Unit), la tuta spaziale sviluppata da Axiom Space per le attività degli astronauti sulla superficie della Luna. L’obiettivo è avere una prima versione pronta per Artemis IV, attualmente prevista non prima dell’inizio del 2028, rimandando alcune capacità aggiuntive alle missioni successive.
La situazione è stata discussa il 31 agosto 2026 durante una riunione dell’Aerospace Safety Advisory Panel della NASA. Lo sviluppo della tuta è infatti considerato ormai da tempo uno degli elementi che potrebbero determinare il calendario del primo allunaggio con equipaggio del programma Artemis, insieme allo sviluppo dei lander lunari di SpaceX e Blue Origin.
Ad aprile, un report dell’Office of Inspector General della NASA aveva evidenziato il rischio di ulteriori ritardi per AxEMU. Axiom aveva comunque confermato l’obiettivo di consegnare una tuta pronta per una missione lunare nel 2028.
Per cercare di mantenere questa scadenza, NASA e Axiom stanno ora concentrando lo sviluppo sulle caratteristiche effettivamente necessarie per le prime missioni. Tra le modifiche citate c’è una riduzione dei requisiti relativi alla durata della certificazione: la prima versione della tuta non dovrà quindi essere qualificata fin da subito secondo gli standard di durata previsti per impieghi successivi e più prolungati.
La NASA ha anche aumentato il proprio coinvolgimento diretto nel programma, inserendo personale dell’Agenzia all’interno del team che lavora alla tuta. I responsabili di NASA e Axiom si incontrano attualmente sei giorni alla settimana per seguire sviluppo, prestazioni e calendario.
I test sulla ISS e nella gravità lunare
Una parte importante del programma riguarderà ora la verifica della tuta nelle condizioni più vicine possibile a quelle che incontrerà durante Artemis. Nel 2027 è previsto un test di AxEMU sulla Stazione Spaziale Internazionale (che era già stato annunciato). Secondo quanto dichiarato dall’Agenzia, anche l’equipaggio che prenderà parte alla dimostrazione è già stato assegnato, e potrà quindi iniziare la preparazione mentre la tuta è ancora in sviluppo.
Un’altra serie di prove servirà invece a verificare la mobilità nella gravità lunare, pari a circa un sesto di quella terrestre. Per questo la NASA sta modificando un Boeing 737 proveniente dalla U.S. Air Force, che verrà utilizzato per voli parabolici capaci di ricreare per brevi intervalli condizioni di gravità ridotta. Durante questi voli gli astronauti potranno provare movimenti che saranno fondamentali sulla Luna, tra cui camminare con la tuta e rialzarsi dopo una caduta. L’aereo dovrebbe iniziare a essere utilizzato per queste attività a dicembre di quest’anno.
Inoltre, le tute di Axiom dovrebbero essere anche poste all’interno del lander Blue Moon Mk2 di Blue Origin utilizzato durante la missione Artemis III, prevista non prima dell’estate del 2027. Durante questa missione le tute saranno poste all’interno del lander, ma gli astronauti che ci entreranno non le indosseranno.
Resta poi il problema dell’integrazione con gli altri sistemi che gli astronauti utilizzeranno sulla superficie. AxEMU viene infatti sviluppata contemporaneamente al Lunar Terrain Vehicle e al futuro rover pressurizzato, e la tuta dovrà essere compatibile con entrambi. Probabilmente durante Artemis III si è preferito procedere a test di integrazione piuttosto che già ad un utilizzo degli astronauti che entreranno, solo per poche ore, all’interno del lander di Blue Origin.











