La NASA ha invitato l’Agenzia Spaziale Indiana ISRO a partecipare al programma Moon Base, il progetto per costruire una base permanente sulla superficie della Luna. L’invito è arrivato durante il nono incontro dell’India-US Civil Space Joint Working Group, organizzato il 5 e 6 agosto 2026 nella sede dell’ISRO a Bengaluru.
La notizia è stata confermata dall’ambasciata statunitense in India. Durante l’incontro, Stati Uniti e India hanno discusso anche di una maggiore collaborazione nella scienza spaziale e nel volo umano, oltre che della condivisione aperta dei dati scientifici nell’ambito degli Accordi Artemis. Al momento non è ancora stata annunciata l’adesione dell’India a Moon Base né sono stati indicati eventuali contributi indiani al programma.
Il programma della Moon Base è stato presentato dalla NASA il 24 marzo 2026 durante l’evento Ignition, insieme alla nuova strategia degli Stati Uniti per l’esplorazione lunare. Prevede una serie di missioni robotiche e umane dirette principalmente verso il Polo Sud della Luna, con l’obiettivo di costruire infrastrutture che permettano agli astronauti di rimanere sulla superficie per periodi sempre più lunghi.
Il programma Moon Base
La NASA ha impostato il programma Moon Base come una successione di voli che dovranno portare sulla Luna strumenti scientifici, rover, sistemi energetici, cargo e successivamente le infrastrutture necessarie alla presenza degli astronauti.
Le prime tre missioni robotiche, chiamate Moon Base I, II e III, sono previste tra il 2026 e il 2027 e utilizzeranno lander commerciali per portare strumenti e tecnologie sulla superficie. Moon Base I doveva utilizzare il lander Blue Moon Mark 1 di Blue Origin, ma a causa dell’esplosione del New Glenn sul pad di lancio del 28 maggio, questa missione è stata rinviata ad inizio 2027 e probabilmente non sarà più la prima missione. La missione Moon Base II prevede invece l’uso del lander Griffin di Voyager Technologies (ex Astrobotic) e il rover FLIP di Astrolab. Moon Base III utilizzerà invece un lander Nova-C di Intuitive Machines e comprenderà anche payload europei e sudcoreani.
La NASA prevede più di una dozzina di missioni iniziali, alcune delle quali serviranno a preparare le successive attività umane. Una parte importante queste missioni riguarda la mobilità sulla superficie: a maggio l’Agenzia ha assegnato contratti ad Astrolab e Lunar Outpost per sviluppare rover che potranno essere utilizzati sia dagli astronauti sia autonomamente.
La collaborazione spaziale tra India e Stati Uniti
L’India partecipa già agli Accordi Artemis dal 2023, e negli ultimi anni la collaborazione tra NASA e ISRO è aumentata. NASA e ISRO hanno sviluppato insieme NISAR, satellite per l’osservazione della Terra dotato di due radar ad apertura sintetica che lavorano a frequenze differenti. Durante l’incontro di Bengaluru, le due parti hanno discusso anche di future collaborazioni nelle missioni scientifiche e nelle tecnologie per il volo umano.
L’invito a partecipare alla Moon Base non stabilisce ancora quale potrebbe essere il ruolo dell’India. Il programma della NASA prevede comunque fin dall’inizio la presenza di contributi internazionali: nelle prime missioni sono già coinvolti l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e il Korea Astronomy and Space Science Institute.











