Le prime osservazioni della missione PUNCH (Polarimeter to Unify the Corona and Heliosphere) della NASA mostrano che potrebbe migliorare molto le previsioni delle tempeste solari rivolte verso la Terra. In un primo test, i ricercatori sono riusciti a prevedere l’arrivo di un’espulsione di massa coronale (CME) con un errore inferiore a 30 minuti, circa dieci volte meglio rispetto ai metodi utilizzati oggi.
Il risultato è stato presentato durante la 46esima assemblea scientifica del COSPAR (Commitee on Space Research) in corso in questi giorni a Firenze, ed è stato ottenuto analizzando una CME partita dal Sole il 31 maggio 2025. Gli scienziati hanno utilizzato le immagini raccolte da PUNCH per seguire continuamente il materiale espulso durante il suo viaggio verso la Terra, inserendo poi questi dati in un modello capace di calcolarne velocità, direzione ed evoluzione.
Circa 12 ore dopo l’espulsione, il modello è stato in grado di stabilire con precisione l’orario di arrivo della nube di plasma, previsto circa otto ore più tardi. Quando la CME ha effettivamente raggiunto la Terra, la previsione differiva di meno di mezz’ora rispetto all’evento reale. I sistemi oggi utilizzati forniscono invece una finestra di incertezza che può arrivare a circa cinque ore.
Nel video vediamo la CME del 31 maggio 2025 osservata con Punch (in giallo, il bordo del plasma della CME in allontanamento dal Sole). Credits: NASA/PUNCH/SwRI
Perché PUNCH è diversa dalle missioni precedenti?
Le espulsioni di massa coronale sono enormi nubi di plasma e campo magnetico che il Sole può lanciare nello spazio durante le fasi di maggiore attività. Quando sono dirette verso la Terra possono disturbare satelliti, reti elettriche, sistemi di navigazione e aumentare l’esposizione alle radiazioni per gli astronauti.
Fino a oggi gli strumenti disponibili riuscivano a osservare queste espulsioni soltanto nella prima parte del loro percorso. Una volta allontanatesi dal Sole, gli scienziati dovevano stimarne l’evoluzione con modelli numerici, senza poterle seguire direttamente fino alla Terra.
Lanciata nel 2025, PUNCH è composta da quattro piccoli satelliti che lavorano insieme per osservare in modo continuo lo spazio tra il Sole e la Terra. Le immagini vengono acquisite ogni quattro minuti e permettono di seguire quasi l’intero viaggio delle espulsioni di massa coronale, fornendo dati molto più completi rispetto al passato.
E oltre a migliorare le previsioni meteorologiche spaziali, queste prime osservazioni stanno offrendo nuove informazioni sulla struttura delle espulsioni di massa coronale. Le immagini di PUNCH mostrano infatti che queste nubi di plasma sono più irregolari e complesse di quanto si pensasse, e continuano a cambiare forma durante il loro viaggio nel Sistema Solare.
Secondo il team della missione, con modelli più avanzati e con l’aumento della quantità di dati disponibili sarà possibile migliorare ancora le previsioni, aumentando sia la precisione sia l’anticipo con cui sarà possibile avvisare dell’arrivo di una tempesta solare.








