Vast ha annunciato il 20 gennaio 2026 di aver avviato la fase di integrazione di Haven‑1, la sua futura stazione spaziale commerciale. Nel frattempo, hanno però annunciato anche un rinvio del lancio, dal maggio 2026 a inizio 2027.
L’integrazione di Haven-1 è divisa in più fasi: in questa prima fase vengono montati i sistemi pressurizzati, tra cui tubazioni per controllo termico, supporti vitali e propulsione, oltre alle vasche e ai componenti principali che saranno sottoposti a test di pressione, tenuta e funzionalità. In seguito, saranno installati i sistemi avionici, quelli di guida, navigazione e controllo, e l’hardware per la rivitalizzazione dell’aria interna. La fase conclusiva integrerà gli alloggi per l’equipaggio, la protezione contro detriti e micrometeoriti, i radiatori termici e i pannelli solari, completando così la configurazione pronta per il volo.
Vast ha dichiarato che l’obiettivo è di completare l’integrazione e iniziare un ciclo di test ambientali presso la Neil Armstrong Test Facility della NASA entro il 2026. Il lancio della stazione, finora previsto entro metà 2026, è stato ri-programmato nel primo trimestre del 2027, a bordo di un Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral.
La prima stazione spaziale commerciale in orbita
Haven‑1 sarà il primo elemento di una visione più ampia di Vast per stazioni spaziali commerciali in grado di supportare presenze umane prolungate in orbita bassa terrestre (LEO). Il progetto non è concepito solo come un prototipo, ma già come un sistema operativo che potrà ospitare un equipaggio di 4 persone per un massimo di 14 giorni, e fungere da primo elemento di una strategia molto chiara.
Vast ha spiegato che la timeline di integrazione e test è stata organizzata in modo da massimizzare l’apprendimento e ridurre i rischi: prima le strutture hardware primarie e i sistemi fluidici, poi l’elettronica di bordo e infine gli spazi abitativi. Tutti i sistemi principali verranno sottoposti a test dettagliati per verificarne affidabilità e sicurezza.
Questo approccio prevede di costruire e testare i sistemi reali fin dalle prime fasi, invece di basarsi solo su simulazioni al computer. In questo modo, Vast può scoprire e risolvere eventuali problemi prima del lancio, aumentando la sicurezza e riducendo i rischi durante le fasi più delicate della missione.
Rimane da capire se questo rinvio del lancio sarà problematico o meno, per la scelta da parte della NASA, della prossima stazione spaziale post-ISS.

Prospettive in LEO post‑ISS
Haven‑1 è pensata per essere una dimostrazione per la NASA e per eventuali altri clienti, di come Vast può costruire stazioni spaziali e portarle in orbita. E’ già prevista una nuova stazione modulare, Haven‑2, che Vast propone come potenziale piattaforma in grado di garantire una presenza continua in orbita dopo il pensionamento della Stazione Spaziale Internazionale, previsto per la fine del decennio.
Per garantire di essere scelta dalla NASA per Haven-2, Vast ha quindi deciso di costruire la prima Haven, ma la NASA punta a scegliere progetti da finanziare all’interno del programma CLD, entro la fine del 2026, e fra quelli preselezionati, non c’era ancora Vast. Oltre a Haven‑1, sono attualmente in fase di progettazione o costruzione diverse altre stazioni private: Starlab, realizzata da Voyager Space e Airbus in collaborazione con ESA e NASA; Axiom Station, sviluppata da Axiom Space; Orbital Reef di Blue Origin. Fra queste, la NASA dovrà sceglierne una, forse due, da supportare e finanziare, per avere una Stazione in orbita prima della fine del 2030, o per lo meno questo è l’obbiettivo dichiarato.










