La NASA ha deciso di abbandonare l’ipotesi di sviluppare un modulo governativo che avrebbe dovuto fare da ponte tra la Stazione Spaziale Internazionale e le future stazioni spaziali commerciali. La decisione arriva dopo le forti critiche ricevute dalle aziende che stanno sviluppando i successori della ISS, e segna un ritorno alla strategia originale dell’Agenzia: sostenere il settore privato attraverso contratti e accordi di sviluppo, diventando in futuro uno dei clienti delle infrastrutture commerciali in orbita terrestre bassa.
L’idea del modulo governativo era stata presentata dalla NASA durante l’evento “Ignition” lo scorso 24 marzo. Secondo l’Agenzia, il mercato delle stazioni spaziali commerciali non stava crescendo con la rapidità prevista e un’infrastruttura di proprietà governativa avrebbe potuto ridurre i rischi della transizione dopo il ritiro della ISS. La NASA aveva quindi avviato una consultazione con l’industria per raccogliere pareri sulla proposta e confrontarla con l’approccio attualmente in vigore.

La risposta delle aziende è stata però ampiamente negativa. I principali operatori del settore hanno sostenuto che esista già una domanda sufficiente per garantire la sostenibilità di una o più stazioni commerciali, grazie all’interesse combinato di NASA, delle altre agenzie partner della ISS, di governi nazionali e di clienti privati impegnati in attività di ricerca e produzione in microgravità.
L’industria convince NASA a mantenere il piano originale
Tra le aziende che hanno espresso pubblicamente la propria opposizione ci sono Axiom Space, Vast e Starlab Space, tutte coinvolte nello sviluppo di future infrastrutture orbitali. Jonathan Cirtain, amministratore delegato di Axiom Space, ha dichiarato che l’introduzione di un elemento governativo non era stata accolta positivamente dal settore. Secondo le aziende, una soluzione di questo tipo avrebbe rischiato di trasformarsi in una sorta di “ISS 2.0”, prolungando ulteriormente la dipendenza da una struttura governativa.
Max Haot, CEO di Vast, ha evidenziato come le missioni private verso la ISS abbiano dimostrato l’esistenza di un mercato in crescita legato ai governi nazionali che non partecipano attualmente al programma della ISS. Marshall Smith, CEO di Starlab Space, ha invece sottolineato che la sua azienda dispone già di clienti interessati a utilizzare la futura stazione, sostenendo che la domanda commerciale sia concreta.
In una dichiarazione pubblicata l’1 giugno, la NASA ha riconosciuto che il feedback ricevuto dall’industria ha rafforzato la fiducia nella sostenibilità del mercato commerciale. L’Agenzia ha quindi confermato che procederà con la strategia originale, nella quale sarà uno dei clienti delle future stazioni spaziali private. Nelle prossime settimane verranno definiti i requisiti e i piani di acquisizione, con la pubblicazione di una bozza di richiesta di proposte attesa entro la fine del mese.











