La missione Dragonfly della NASA, un drone a otto rotori dedicato all’esplorazione di Titano, è entrata in una nuova fase di sviluppo, con l’assemblaggio della struttura principale del veicolo e i primi test su diversi sistemi.
Nelle ultime settimane sono stati consegnati i pannelli che formano il corpo del lander, progettati dal Johns Hopkins Applied Physics Laboratory e costruiti da Lockheed Martin Space utilizzando una struttura a nido d’ape in alluminio. I fogli metallici hanno uno spessore di appena 0.01 pollici (poco più di un quarto di millimetro), molto inferiore rispetto agli standard tipici delle missioni spaziali. Questa scelta consente di ridurre al minimo la massa, un requisito essenziale per un veicolo progettato per volare nell’atmosfera di Titano. L’intera struttura pesa circa 230 libbre (poco più di 100 kg), ma è comunque progettata per resistere alle sollecitazioni del lancio e dell’ingresso atmosferico.
All’inizio di aprile è iniziato l’assemblaggio della fusoliera, con l’integrazione di alcuni elementi fondamentali. Tra questi, la piastra e la copertura del generatore termoelettrico a radioisotopi, che fornirà energia alla missione e sarà installato poco prima del lancio. È stato anche effettuato un primo controllo di compatibilità della piattaforma superiore, destinata a ospitare parte del sistema di telecomunicazioni. Nei prossimi mesi il veicolo sarà sottoposto a test strutturali per verificare la sua resistenza alle sollecitazioni previste durante il lancio e la discesa.
Test del paracadute e verifiche strutturali
Con la struttura in fase di integrazione, il team si prepara ai test che simuleranno le condizioni del lancio e dell’arrivo su Titano. A maggio sono previste prove di vibrazione e carico statico, utili per misurare la risposta del lander alle sollecitazioni meccaniche.
Un altro elemento centrale è il sistema di discesa. A febbraio è stata completata una serie di test con un sistema di paracadute in scala reale, comprendente sia il paracadute pilota sia quello principale. Le prove sono state condotte negli Stati Uniti con il supporto di centri NASA e dell’azienda Airborne Systems, con l’obiettivo di riprodurre condizioni simili a quelle dell’atmosfera di Titano.
Il paracadute sarà responsabile della fase iniziale di rallentamento durante l’ingresso atmosferico, una fase critica per permettere al lander di raggiungere la superficie in sicurezza. Una nuova campagna di test è prevista per ottobre 2026, prima della realizzazione dei sistemi destinati al volo.
Il laboratorio DraMS verso il completamento
Nel frattempo, prosegue il lavoro sul carico scientifico. Presso il Goddard Space Flight Center della NASA è in fase avanzata l’integrazione del Dragonfly Mass Spectrometer (DraMS), lo strumento che analizzerà i campioni raccolti sulla superficie di Titano.
DraMS utilizza due tecniche per estrarre e studiare le molecole: la desorbizione laser e la gascromatografia. Nel primo caso, un impulso laser libera i composti da un campione solido; nel secondo, il materiale viene riscaldato e le molecole vengono separate prima dell’analisi. In entrambi i casi, le sostanze vengono identificate tramite spettrometria di massa.

Il 15 aprile è stato completato il test del sistema laser integrato nello strumento. Utilizzando campioni con composizione nota, gli ingegneri hanno verificato la capacità di identificare sostanze anche in quantità molto ridotte. Nelle prossime settimane sarà integrato anche il sistema di gascromatografia, fornito dall’agenzia spaziale francese CNES, che verrà sottoposto a test simili.
Il lancio di Dragonfly è previsto per luglio 2028, a bordo di un Falcon Heavy. Dopo un viaggio di circa sei anni, la missione opererà su Titano per circa tre anni, spostandosi tra diversi siti per studiarne la composizione chimica e le caratteristiche superficiali.











