Alle 13:00 italiane del 30 marzo 2026, il razzo Kinetica-2 di CAS Space ha completato con successo il suo primo volo dal Jiuquan Satellite Launch Center. Si tratta di un passaggio importante per l’azienda cinese, che entra così in una nuova fase delle sue attività nei lanci orbitali.
Kinetica-2 (nome commerciale del Lijian-2) è un vettore alto 53 metri, progettato per portare fino a 12 tonnellate in orbita bassa terrestre (e 8 tonnellate in orbita eliosincrona a 500 km). È composto da tre core che compongono il primo stadio, ognuno con tre motori YF-102, per un totale di nove motori. La scelta di usare questi propulsori, già testati in altri contesti, è servita a ridurre i rischi nel primo lancio. Il vettore è attualmente non riutilizzabile, ma CAS Space punta a realizzarne una versione riutilizzabile nei prossimi anni.
Il volo inaugurale non era solo un test. A bordo c’erano tre satelliti, immessi correttamente in orbita: il New March 01 Technology Demonstration Satellite, il New March 02 Satellite (Xinzhengcheng 01/02) e il TS 01 (Tianshi 01) Educational Satellite.
I prossimi passi per CAS Space
Dopo questo primo lancio, CAS Space ha già altri voli in programma. Tra questi c’è una missione prevista entro il 2026 per mettere in orbita 18 satelliti della costellazione Qianfan.
L’azienda sta anche lavorando a nuovi motori sviluppati internamente, chiamati Kinecore. Questi propulsori sono già in fase di test e in futuro potrebbero essere usati anche su Kinetica-2. L’obiettivo è migliorare le prestazioni e avere maggiore controllo sulle tecnologie utilizzate.

Accanto a Kinetica-2, continua anche l’attività di Kinetica-1, il razzo già in servizio dal 2022. CAS Space prevede di aumentare la frequenza dei lanci, arrivando anche a una missione al mese, anche se nella pratica potrebbe essere più realistico un lancio ogni due mesi. È previsto anche un primo lancio da piattaforma in mare entro l’anno, che permetterebbe più flessibilità nella scelta delle orbite.
Infine, il programma Lihong-1, dedicato ai voli suborbitali, serve per testare tecnologie utili in futuro, soprattutto per il rientro e la riutilizzabilità dei razzi. I dati raccolti finora saranno usati per migliorare i prossimi progetti.











