• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

La missione CHEOPS dell’ESA ha scoperto un sistema planetario “disordinato” rispetto alle aspettative

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Febbraio 13, 2026
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, ESA, News, Scienza
Render artistico del sistema planetario LHS 1903. Credits: ESA

Render artistico del sistema planetario LHS 1903. Credits: ESA

Condividi su FacebookTweet

La missione CHEOPS dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha scoperto attorno alla stella LHS 1903, una nana rossa a circa 116 anni luce dalla Terra, un pianeta roccioso dove non ci saremmo aspettati di trovarne uno.

Il pianeta, il più esterno di un sistema di quattro, sembra avere una composizione rocciosa nonostante si trovi oltre due pianeti gassosi già noti. Una configurazione che entra in contraddizione con lo schema osservato nel Sistema Solare, e nella maggior parte dei sistemi planetari studiati finora.

Secondo i modelli di formazione planetaria, i pianeti rocciosi si formano nelle regioni interne del disco protoplanetario, dove la radiazione della stella impedisce ai nuclei solidi di trattenere grandi quantità di gas. Più lontano, dove le temperature sono più basse, i pianeti possono accumulare spesse atmosfere e diventare giganti gassosi. Attorno a LHS 1903, le prime osservazioni avevano infatti individuato un pianeta interno roccioso e due successivi gassosi, in linea con queste previsioni.

ANNUNCIO

I nuovi dati di CHEOPS hanno però rivelato un quarto pianeta, più distante, con dimensioni e densità compatibili con un corpo roccioso. I risultati, pubblicati oggi su Science, descrivono un sistema “disordinato” rispetto alle aspettative teoriche e aprono interrogativi su quando e come si siano formati i pianeti attorno a questa stella.

Un pianeta nato tardi?

Dopo la scoperta, il primo passo è stato verificare se il pianeta avesse perso un’eventuale atmosfera a causa di un impatto o di interazioni gravitazionali con gli altri corpi del sistema. Le simulazioni e l’analisi delle orbite non supportano però queste ipotesi.

L’interpretazione che al momento gli scienziati ritengono più solida è che i pianeti non si siano formati tutti nello stesso momento. Uno scenario, noto come formazione inside-out, in cui i pianeti nascerebbero in sequenza. Il pianeta più esterno, indicato come LHS 1903 e, si sarebbe formato quando il disco protoplanetario aveva già perso gran parte del gas disponibile.

In assenza di gas, il pianeta non avrebbe potuto sviluppare un involucro spesso come quello dei giganti gassosi più interni, anche se si trovava in una regione del sistema dove normalmente ci si aspetta una composizione diversa. Questo lo renderebbe un esempio osservativo a sostegno di un modello teorico che era già stato proposto circa dieci anni fa, ma che finora era privo di conferme così dirette.

ANNUNCIO
Alcune domande aperte sulla formazione planetaria a cui CHEOPS sta tentando di rispondere. Credits: ESA
Alcune domande aperte sulla formazione planetaria a cui CHEOPS sta tentando di rispondere. Credits: ESA

Un sistema che mette alla prova i modelli

Questa scoperta, da sola, non cambia le regole su come pensiamo si formino i pianeti. Però aggiunge un nuovo caso, che non torna con lo schema classico. Attorno a LHS 1903 l’ordine è pianeta roccioso vicino alla stella, poi due pianeti gassosi, e infine di nuovo un pianeta roccioso più lontano, “fuori posto” rispetto a quello che siamo abituati a vedere.

Il contributo di CHEOPS è stato fondamentale. Il satellite ha misurato con grande precisione i piccoli cali di luce della stella quando il pianeta le passa davanti. È un segnale molto debole, ma sufficiente per stimare dimensioni e densità del pianeta e capire che non si tratta di un gigante gassoso, ma di un corpo roccioso. Senza questa accuratezza, il quarto pianeta sarebbe probabilmente rimasto nascosto nei dati.

Il sistema attorno a LHS 1903 fa pensare che i pianeti possano non nascere tutti insieme. Potrebbero formarsi in momenti diversi, quando l’ambiente intorno alla stella è già cambiato, per esempio con meno gas disponibile rispetto alle prime fasi. Se in futuro verranno trovati altri sistemi con un ordine simile, allora i modelli dovranno tenere conto anche di questo scenario. Per ora, è un indizio in più che i sistemi planetari possono essere molto più vari di quanto immaginato finora.

Sicuramente, con le missioni in partenza prossimamente ne sapremo di più. Quest’anno in autunno partirà il telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA, con a bordo un coronografo all’avanguardia per la ricerca di esopianeti, e a gennaio 2027 sarà invece lanciato il telescopio spaziale PLATO dell’ESA, dedicato anch’esso a dare la caccia agli esopianeti.

Capitol Building

Vuoi tenerti aggiornato su tutte le ultime notizie
sullo spazio e la sua esplorazione?

Agli iscritti a ORBIT ogni settimana inviamo due newsletter: il venerdì la Astro Newsletter, che tratta le notizie di esplorazione scientifica dello spazio, astronomia e astrofisica, e il sabato la Space Newsletter, che tratta di space economy, lunar economy ed esplorazione umana dello spazio.



© 2026 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: cheopsESAEsopianetipianetipianeti extrasolarisistema planetario

Potrebbe interessarti anche questo:

L'astronauta ESA Sophie Adenot sulla ISS durante la Expedition 75 nel 2026. Credits: ESA/NASA

L’astronauta europea Sophie Adenot è tornata sulla Terra. Ecco cosa ci ha raccontato

Ottobre 13, 2026
Amelia, un prototipo del rover europeo Rosalind Franklin, durante i test di egress svolti a Torino presso ALTEC dal team di Thales Alenia Space. Credits: Thales Alenia Space

Conclusi i test per la discesa del rover Rosalind Franklin dalla piattaforma di atterraggio su Marte

Ottobre 9, 2026
Scie luminose lasciate dai satelliti sopra il deserto di Atacama, in Cile, in appena un'ora di osservazione. In primo piano si vede la cupola dell'Extremely Large Telescope (ELT) in costruzione, mentre sullo sfondo sono visibili i laser del Very Large Telescope (VLT) dell'ESO. Credits: F. Kamphues, ESO/M. Kornmesser

ESA e IAU collaboreranno per ridurre l’impatto dei satelliti sulle osservazioni astronomiche

Ottobre 8, 2026
Il dimostratore di razzo riutilizzabile europeo Themis presso lo spazioporto di Esrange in Svezia per il secondo test WDR. Credits: ArianeGroup/SSC Space

Completato in Svezia il secondo test WDR del dimostratore di razzo riutilizzabile europeo Themis

Ottobre 7, 2026
Charlie, prototipo del futuro rover europeo Rosalind Franklin, costruito da Airbus e utilizzato per test sul campo nel deserto. Credits: Airbus

Un prototipo del rover europeo Rosalind Franklin ha testato nel deserto le procedure della missione su Marte

Ottobre 7, 2026
Render del Mercury Planetary Orbiter di BepiColombo vicino a Mercurio. Credits: ESA/ATG medialab. Mercurio: NASA/JHUAPL/CIW

Lo strumento SIMBIO-SYS a bordo di BepiColombo ha ottenuto la sua prima luce nello spazio

Ottobre 6, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • starship starlink

    Oltre mille manovre evasive al giorno per i satelliti Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco le prime immagini della Terra acquisite dai satelliti Eaglet II della costellazione italiana IRIDE

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Entro il 2026 saranno completati i 931 segmenti dello specchio primario dell’ELT

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • SpaceX verso una rete mobile Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162