Il Portogallo è diventato ufficialmente il 60esimo Paese firmatario degli Accordi Artemis, aderendo al quadro di principi internazionali per l’esplorazione spaziale promosso dalla NASA.
L’adesione è avvenuta l’11 gennaio 2026 a Lisbona, durante un incontro ufficiale tra rappresentanti dei governi di Stati Uniti e Portogallo. A firmare per conto del governo portoghese è stata Helena Canhão, Segretaria di Stato per la Scienza e l’Innovazione. L’ingresso del Portogallo negli Accordi Artemis conferma il crescente interesse internazionale verso una collaborazione regolata e trasparente nello spazio.
Gli Accordi Artemis sono stati proposti nel 2020 dagli Stati Uniti, tramite la NASA e il Dipartimento di Stato, come base per una cooperazione internazionale nello spazio. I primi firmatari furono otto Paesi, tra cui l’Italia. Da allora, il numero è salito progressivamente fino a 60.
L’obiettivo degli Accordi è stabilire regole comuni per le attività spaziali civili. Tra i principi condivisi ci sono: l’esplorazione pacifica dello spazio, la trasparenza delle attività, l’assistenza reciproca tra equipaggi, la condivisione dei dati scientifici, la protezione dei siti di interesse storico e lo sviluppo di pratiche sostenibili per operare fuori dalla Terra.
Queste linee guida si applicano principalmente alle missioni sulla Luna, in futuro su Marte e altre destinazioni.
Sempre più vicini ad Artemis II
Durante la cerimonia di firma, Hugo Costa, direttore esecutivo della nuova Agenzia Spaziale Portoghese, ha ricordato come il 2026 sarà un anno storico per l’Umanità, con il ritorno di esseri umani verso la Luna grazie alla missione Artemis II. Ha paragonato questa nuova fase dell’esplorazione spaziale all’epoca delle grandi scoperte geografiche, richiamando la figura di Magellano.
Con l’avvicinarsi del lancio di Artemis II, attualmente previsto non prima del 6 febbraio 2026, cresce l’attenzione internazionale verso il programma Artemis e verso le sue implicazioni per il futuro dell’esplorazione spaziale. Artemis II sarà la prima missione con astronauti del programma e rappresenterà il ritorno dell’essere umano verso la Luna dopo oltre 50 anni. Il volo sarà fondamentale per testare i sistemi di volo abitato dello Space Launch System e della capsula Orion in orbita lunare.
In questo contesto, l’aumento dei Paesi firmatari degli Accordi Artemis riflette un interesse sempre più ampio per una cooperazione internazionale nello spazio, basata su regole comuni e su obiettivi condivisi. La firma del Portogallo si aggiunge a un numero sempre maggiore di Paesi che vogliono collaborare in modo chiaro e sicuro alle future missioni spaziali.











