Nuove osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble della NASA insieme a telescopi da terra hanno permesso agli astronomi di identificare per la prima volta una scia di gas densa nell’atmosfera estesa della supergigante rossa Betelgeuse, molto probabilmente causata da una compagna stellare finora sfuggita alle osservazioni dirette.
Questa stella compagna, denominata Siwarha, attraverserebbe l’atmosfera esterna della gigante rossa e creerebbe un effetto simile a un “risucchio” (wake) osservabile nei dati spettrali. Questo fenomeno spiegherebbe parte del comportamento irregolare della luminosità e dell’atmosfera di Betelgeuse, che da anni costituisce un enigma per gli astronomi.
Betelgeuse, situata nella costellazione di Orione a circa 650 anni luce dalla Terra, è una delle stelle più grandi conosciute (potrebbe contenere più di 400 milioni di Soli). Grazie alla sua vicinanza e dimensione, è uno dei pochi oggetti stellari le cui caratteristiche superficiali e atmosferiche possono essere studiate in dettaglio.
Le nuove analisi sono basate su 8 anni di dati, guidate dal Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian (CfA) e sono state presentate il 5 gennaio 2026 al 247th meeting dell’American Astronomical Society a Phoenix. Hanno mostrato che, circa ogni 2100 giorni (circa sei anni), la compagna stellare attraverserebbe la linea di vista tra la Terra e Betelgeuse. Nel farlo, lascerebbe dietro di sé una traccia di gas più denso che altera la luce emessa dalla stella principale in modi specifici e misurabili.
La scoperta della scia
Le osservazioni alla base di questo risultato sono state ottenute combinando i dati di Hubble con quelli forniti da osservatori terrestri, tra cui il telescopio del Fred Lawrence Whipple Observatory e quello del Roque de los Muchachos Observatory.
I ricercatori hanno monitorato i cambiamenti spettrali nella luce di Betelgeuse per 8 anni e hanno identificato variazioni coerenti con la presenza di una compagna che attraversa periodicamente l’atmosfera esterna della supergigante.
La scoperta della scia di gas denso che segue la compagna mentre si muove attraverso l’atmosfera di Betelgeuse, è un risultato importante: simile a quanto succede quando una barca attraversa l’acqua, la compagna crea perturbazioni osservabili nella materia circumstellare. Queste perturbazioni modificano lo spettro della luce della stella principale in modi prevedibili, permettendo agli astronomi di tracciare gli effetti della compagna, anche se risulta estremamente difficile da osservare direttamente.

Il periodo orbitale di circa 2100 giorni per questa compagna corrisponde al ciclo di variazione a lungo termine già osservato nella curva di luce di Betelgeuse, noto come periodo secondario lungo, che fino ad ora non aveva una spiegazione definitiva. La presenza della compagna offre ora una possibile causa di queste variazioni regolari.
Implicazioni per Betelgeuse e altre stelle massicce
Questi ulteriori indizi che Betelgeuse ospiti una compagna e che questa influenzi l’atmosfera della gigante rossa ha importanti implicazioni per la comprensione dell’evoluzione delle stelle massicce.
Fino ad ora, gli scienziati avevano proposto molte possibili cause per le variazioni di luminosità e di struttura atmosferica di Betelgeuse, tra cui grandi celle di convezione, polvere e attività magnetica, ma nessuna spiegazione soddisfaceva completamente le osservazioni.
Il modello della compagna orbitante e la scia di gas che crea non solo chiarisce questi fenomeni, ma apre anche nuove possibilità di studio per altre supergiganti rosse con comportamenti variabili simili. Osservazioni successive, in particolare durante i periodi in cui la compagna transita davanti alla stella rispetto alla Terra, saranno fondamentali per affinare i modelli orbitali e spettroscopici e per estendere queste tecniche ad altri oggetti stellari. La prossima occasione avverrà già nel 2027.
Inoltre, il risultato implica che Betelgeuse non sia un oggetto isolato, ma parte di un sistema più complesso. Studi futuri potranno sfruttare la combinazione di telescopi spaziali e osservatori terrestri per catturare ulteriori dettagli sulla natura di queste interazioni e sull’eventuale influenza della compagna sull’evoluzione finale della supergigante, che culminerà in una esplosione di supernova.











